Linea d'ombra - anno XV - n. 128 - set./ott. 1997

• fotOgrafia AntonioRia SebastiàoSalgado ILcru testa ccimn (O) CUORE ... quello che colpioce in queoti volti di uomini e di donne, di bambini o di vecchi, è la loro tierezza, la conoapevolezza di lottare per una giuo ta cauoa: la loro dignità. DAREVOLTOAGLIULTIMIDELLATERRA Sebastiào Salgadooggi è sicuramenteilfotografo cheha più spiccatoil sensopolitico del suo lavoro, la consapevolezzadelprogettosocialeper cui spendela sua vita. Cinquantatré anni (è nato adAimorés, Brasile, nel 1944), Salgado è ormai tutt'uno con il suo impegnoperfotografare, per darevolto agli ultimi dellaterra. Allafotografia è giunto tardi, come eglistessoci raccontain questa intervista,dopo averstudiato legge,economiae scienzeagrarie, e dopo aver lavorato - viaggiandosoprattutto inAfrica - con un'agenziadelleNazioni Unite.Ma quando lafotografia irrompe nellasua vita, è il 1973, sarà un rapportoesclusivo,eper sempre. Il suoprimo reportage è sullasiccitànel Sahel, chediventerà poi libronel 1986 «Sahel:l'homme en tétresse»p, remiato al Festival dellafotografia diArles come migliorlibrodell'anno. Aveva giàpubblicato il volume «AutresAmériques»,nel 1984, «storie» sugliimmigratiinFranciae i contadinidell'AmericaLatina. Ma l'operache l'hafatto conoscerein tutto il mondo è stata la sua ricercasul lavoromanuale, «Workers»d, el 1993, tradotto in italiana da Contrastocol titolo «Lamano dell'uomo»(che è anche unagrande, imponentemostra). Da qualcheanno Salgado è impegnatoa documentarei movimenti migratorinel mondo: «Nessunaforza può fermare ilflusso migratoriodell'emisferoSud versoquellodelNord, oppureall'interno deipaesi dellostessoTerzoMondo. Desideroparlareper contodegli immigrati.Intendo mostrarechela verafamiglia dell'umanitàpotrà esserecostruitasolosulla basedellasolidarietàe dellacondivisione». Oggicipresenta «Terra»,un libro (edito in Italia da Contrasto) e una mostrache, in cinquanta immagini, viene espostacontemporaneamentein tutto il mondo, costituendoun eventofotografico e culturaleunico. «Terra» è un omaggioallasua terra, il Brasile, soprattutto alMovimento dei Senza-terra brasiliani,cui è dedicato. Ma «Terra», come ha scrittoAlainAbellardsu «LeMonde», è un «innoalla terra». È il raccontodellafatica quotidianadi milioni di uomini e donne che la terra l'aspettano, lottanoper conquistarla, la ritengonoloroprimordiale diritto. «Iopotrei essere

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