.. / ''u ZE ' -i ' e pari o unità, una ricerca ft ori g i <'>C t;-ttn aMociazione che Mudia i modi d 'educazione e della con<'>apevol za di tié M onteVeglio Osservazioni è un'associazione che ha tra i suoi scopi quello di «suscitare sperimentalmente l'osservazione e la comprensione autonome di quanto nel vissuto quotidiano è ignorato dai metodi di attenzione convenzionali e a superare, nell'esercizio di una reciprocità paritetica, la rigida definizione di ruoli e gerarchie socialmente prefissate (femminil€ - maschile, bambino - adulto, integrato - emarginato, maestra - allieva, efficiente - disabile ...)». Nascedall'incontro tra il gruppo di ricerca del progetto «Alla scoperta della differenza» (un percorso educativo rivolto al mondo della scuola che lavora sul rapporto identità-di f- • ferenza a partire dalla relazione maschile-femminile) e alcune persone che da molto tempo praticano, autonomamente, una conoscenza ai limiti dei consueti sistemi di riferimento. Le pari opportunità, intese come istituzione aperta affinché emerga quanto è escluso, emarginato o ignorato dalla cultura ufficiale, costituiscono il riferimento politico all'interno del quale, pur problematicamente, questa associazione opera. È fallimentare per una forza politica parlare di «pari opportunità» se, nel momento in cui lavora sulla proposta, non agisce parallelamente sulla possibilità degli individui di accoglierla. L'opportunità infatti non è tale se non è percepita attraverso l'esperienza e assunta coscientemente. Cioè se non si radica profondamente nella consapevolezza di sé e delle proprie aspirazioni. Ma cosa significa accogliere una opportunità? Omeglio, che vuoto aspira a colmare, nelle intenzioni di chi la elabora, l'opportunità pari? Scrive Simone Weil: «esprimere il vero costa fatica. Anche accoglierlo. Fra gli uomini. .. ciò che da l'impressione di essere vero è quasi necessariamente falso e ciò che è vero da quasi l'impressione di essere falso». Quando la proposta risponde più ad un desiderio, sia pur di «bene»,che a un reale progetto politico, può equivocare facilmente sulle presunte esigenze (proprie ed altrui) e finisce per evadere inevitabilmente il necessario presupposto del «mettersi in condizione di. ..». L'azione politica che non è accompagnata da un percorso educativo risulta sterile, autopropositiva, utile solo a rafforzare amministrazioni egocentriche nella convinzione che quanto presunto di utilità pubblica sia realmente ciò che donne e uomini intimamente esigono per sé. li problema politico ci pare dunque quello di comprendere se, attraverso la propria azione, si opera al fine di educare noi stessi, altri e altre alla ricerca di una effettiva trasformazione della qualità della vita, oppure se si intende offrire quello che uomini e donne ingenuamente si aspettano, idealizzando in tal modo le proprie supposizioni di «utile» e di «giusto»e finendo per assecondare senza avvedersene il sistema dominante. Un'azione politica che non abbia sciolto questo nodo è necessariamente costretta all'intervallo palliativo, sia esso «formale» o «sostanziale». Nel primo lavoro affidatomi da un organismo di pari opportunità, la rilevazione di alcuni dati relativi alla condizione delle donne nella Valsamoggia (Bo), la risposta alla domanda «Checosa auspicheresti per le donne del territorio» assumeva
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