Insegnare)a Shoab·un dialogo ritorno allo schiavismo e le forme di coercizione e violenza fisica continuavano a essere presenti nella società contemporanea. L'importanza del messaggio che ci ha trasmesso, da questo punto di vista è di inestimabile valore: si riaffermano gli ideali di democrazia, di giustizia e di responsabilità - nucleo di valori fondanti dell'identità delle società occidentali contemporanee, intorno ai quali con più o meno convinzione attualmente si cerca di riproporre forme di solidarietà sociale e programmi di convivenza interetnica. Come potremmo dirci totalmente estranei/e a questa prospettiva? Chi oserebbe rinnegarla in toto? Certamente né tu né io, cara Edda, che per decenni (e mi rifiuto di pensare che ho sprecato i migliori anni della vita) abbiamo vagheggiato sulla possibilità di grandiose e liberatorie rivoluzioni politiche e sessuali. Etuttavia, come non confessare al tempo stesso le perplessità con cui oggi consideriamo questi principi i? Come è possibile concepire una storia progressiva e razionale? una memoria ferita ma ormai rimarginata? un passato dove gli eventi sono disposti in sequenza ordinata? Non è forse questa impossibilità odierna a rendere così plausibile ai nostri occhi che oggi la storia acquisti l'espressione atterrita dell'Angelus Novus che contempla l'accumularsi delle rovine ai suoi piedi!! Sesono probabilmente Raul Hilberg e Pierre Vidal-Naquet i più indicati a guidarci oggi in una rilettura di Levi - che denunci gli assassini della memoria e documenti con scrupolo l'attuazione del mostruoso disegno nazista - l'avvicinamento ad Antelme passa piuttosto attraverso una strada aperta da Levinas, Arendt, Benjamin, e continuata da Jabès, Lanzmann, Kofman - dove prevale la questione di cosa intendere per «umanità» dopo la Shoah, e ci si interroga sui modi e i limiti della sua rappresentazione. È forse possibile fare a meno degli uni o degli altri? Note 1) RobertAntelme, «La specieumana», Torino,Einaudi 1997, (20. ediz_), trad. di GinettaVittorini, introduzionedi Alberto Cavaglion.L'articolodi DomenicoScarpaè uscitosul numerodi luglio1997 de <<L'Indice>>. 2) Ilgrandebattagepubblicitarioconcuiè stata preannunciatala seratadi Ra i uno del maggioscorsoin cui si sarebbetrasmesso il film di Spielberg<<Schindlerl'isst» non è statoaccompagnatoda un adeguatoinquadramento critico delfilm e delsuoautore, oltrechédeglieventi narratinelfilm. In un articolopubblicatosu <<LSatampa» perpromuoverela visione delfilm, GadLernerhapotuto sostenereche <<Schindlerl'isst» costituiva«una rigorosaricostruzione>s>torica,e l'archivio audiovisivo promossoda Spielbergannunciatocomeevento unico nelsuogenere, dimenticandodi nominarel'esistenzadi diverse fondazioni e centridi ricercasulgenocidioesistentida temposia in USAche in altripaesi, oltreall'archivioFortunojfdell'università di Yole,doveda moltianni si conservanointervisteaudiovisiveai sopravvissutichevivononegliUSA, esullabasedelqualesono ormaistatecompletateun certonumero di importantiricerche storiche letterarie.Cfr. inparticolarela ricercacondottasuqueste fonti daLawrenceL.Langer,<<HolocauTset stimonies>Y>o, le Universi9press,NewHaven,1991 e <<HolocauRsetmembrance>>, a curadi GeojfrryHartman,Blackwell,Oxford,1994. Di benaltra naturaè inveceil bellissimporogrammatrasmessoil16 aprile1997 suRaidue,filmato daRuggeroGabbai,conlaconsulenza di Marcello Pe;:;:,eetti di LilianaPicciottoFargionn, elqualel'esperienzadi Auschwitzèfinalmentepresentatasenzaattorio registi,maattraverso unsensibilemntaggio di branidelraccontofatto nelcorsodi lunghe intervistea ex-deportati.In questosplendidoprogrammaciascunoe ciascunahaavutomodo di presentareilpropriodramma unico e non comunicabiles,enzagerarchietrachisiesprimevaindialettodalle forti cadenzepopolario chiinvecefacevausodi unlinguaggiocolto; tutti eranoinquadratinmodochefosseesaltatalasingolaritàdiogni esperienzaevenisserorispettatelegrandidiffere_nze esistenti nelmodo di ricostruirel'incubodell'universoAuschwitz:E, sempreLeviad affermare in una intervistaripubblicata di recente:«tutte lestorie dellepersonechesopravvisseraoicampi di concentramentonon rientranonellanormagenerale.Ognisopravvissutorappresenta un'eccezioneu,nmiracolo,qualcunoconundestinospeciale>> ( «Colloquio di GermaineGreerconPrimoLevidel1985», inclusa in «PrimoLevi, Conversazionei interviste,1963-1987>>, Torino, Einaudi1997, pp. 68-69. 3) Benpiù interessantdiaquestopunto di vistasonoinvecealcuni articoli di autorifrancesi,doveilparagonetraAntelmeeLeviè giustamenterisoltonellavalori;:;:,aziodneelledifferenzetra i due. Cfr. soprattuttogli interventidiFrancisMarmandeediFrançois Dominiquenellabellaraccolta:<<RobeArtnte/me.Textes inédits sur "L'espècehumaine">>P,aris,Gallimard1996. 4) Cfr.AA. W «InsegnareAuschwitz», a curadiEnzo TraversoT, orino,BollatiBoringhier1i 995 eAA. W <<Il Novecento>>a,curadi ClaudioPavone,Roma,Donzelli19975) EllenS.Fine,<<ThAebsentMemory:theAct ofWriting in Post-HolocausFt renchLiteratur»e, in <<Writingandthe Holocaust», a cura di BereiLang,Holmes&Meier,New York 1988. • 6) Pertutte questenotiziesi rinviaal numerospecialedella rivista<<Lignes>de>dicatoadAnte/me (n. 21, gennaio1994), che raccoglieinterventiin seguito ristampati con l'aggiuntadi altri contributiineditiin «Robert Ante/me. Textesinédits... », cit. 7) CosìraccontaMargueriteDuras in <<Idlolore>>M, ilano, Feltnnelli1985, p.578) Leviparla di un <<impulsiommediatoe violento>>( <<Se questoè un uomo>>T, orino,Einaudi 1958; citoda una ristampa del 1983, p.8). Ante/me di <<verdoelirio>>, cit., p.5. 9) PrimoLevi, Se questo è un uomo, cit., p. 223. Si tratta delleosservazioniaggiuntein appendicenel1976. 10) MargueriteDuras, <<Idlolore», cit. pp.57-58. 11) PrimoLevi, <<Colloquicoon GermaineGreer>>, cit. p.68. 12) Seui/, Paris,1996. 13) Levi, <<Sqeuestoè un uomo>>, cit., p. 21714) Ante/me, «La specieumana>>, cit., p. 257. 15) Levi, <<Sqeuestoè un uomo>>, cit., p.23. 16) Ante/me, <<Lsapecieumana>>, cit., p.53.
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