• Il IP [O b I es2:., e memoria I • • •t\ll\UatVll.at Né noli ]Pm1~fam.o Il confronto tra le esperienze di deportazione di Antelme e di Levi sorge quasi spontaneo di fronte a profili di vita che a prima vista offrono alcuni tratti di ovvia affinità: nati l'uno a Torino nel 1917e l'altro in Corsica nel 1919,entrambi prendono parte alla resistenza; il chimico ebreo Levi viene rinchiuso nel dicembre '43, e nel giugno '44 la Gestapo arresta lo scrittore Antelme, già studente di legge e non ebreo; sono deportati rispettivamente ad Auschwitz e a Buchenwald nel 1944;liberati l'anno successivo, entrambi pubblicano i libri sulla esperienza nei campi nel 1947.Moriranno a tre anni di distanza l'uno dall'altro, e all'incirca alla stessa età, Levi a 70 anni nel 1987e Antelme a 71nel 1990. Le somiglianze biografiche tra i due sembrano a prima vista tutte qui, a cominciare dalla vocazione letteraria. Rientrato da Auschwitz a Torino, Levi cercherà di riprendere una esistenza «normale»: torna a vivere nella casa di famiglia in cui è nato, si sposa, ha dei figli, lavora come chimico in una fabbrica di vernici. Apparentemente improduttivi sono gli anni seguiti alla stesura e alla pubblicazione di Sequesto è un uomo, a lungo rimasto sconosciuto al grande pubblico, mentre la notorietà e la ripresa della scrittura avvengono a partire dalla fine degli anni Cinquanta per non cessare che con la morte. Per molti anni in seguito all'accoglienza positiva e all'interesse suscitato dalla seconda edizione del capolavoro, Levi si impegna a portare la sua testimonianza ovunque lo ritenga necessario, e soprattutto nelle scuole, sui giornali, alla radio e alla televisione; con intelligenza, tenacia é ai.lilbeiro• tto JPUllll.tto. Le §§ e infinita modestia, svolgerà nel nostro paese il ruolo insostuibile e faticosissimo del testimone per eccellenza, dell'ebreo reduce che non si limita a denunciare gli orrori del nazismo ma rifiuta di tacere di fronte ai massacri israeliani dei campi palestinesi nel 1982. Nel panorama della letteratura contemporanea, Levi è dunque a buon diritto tra gli scrittori italiani più letti e amati, le cui opere vengono continuamente ristampate e riproposte dalle elementari all'università, e la cui fama, anche all'estero, non ha fatto che aumentare negli ultimi anni. Del tutto diverso invece il destino di Ante Ime. Già prima di essere deportato, è attivo nella cerchia di intellettuali parigini militanti «della rue Saint-Benoit», insieme alla moglie Marguerite Duras, agli amici Dionys Mascolo, Maurice Nadeau, Georges Beauchamp e altri, partecipa ai gruppi resistenziali di Mitterrand; è comunista. Fin dal suo ritorno, o per meglio dire, fin dall'attesa del suo ritorno (che Duras rappresenta nelle memorabili pagine de // dolore), il gruppo degli amici più intimi si impegna per cercare di aiutarlo a riprendere la salute fisica e mentale. Al suo rientro a Parigi viene a sapere che la sorella Marie-Louise, alla quale è dedicata La specie umana e sulla cui criptica presenza nel testo tu, Edda, ti interroghi con tanta acutezza, è stata deportata ed è deceduta nel trasporto da Ravensbruck a Copenhagen il giorno dell'armistizio 6 ; si separa da Duras, e successivamente si risposa. La pubblicazione della seconda edizione de La specie umana nel 1957viene acclamata dai
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==