collana. Saluti a tutti. Ciao. Elio»4.Di fatto, benché la riproposta di tradurre Antelme precedesse di qualche mese l'apparizione del romanzo durassiano in Francia, la traduzione (di Giulia Veronesi) da Duras uscì proprio nei Gettoni vittoriniani nel 1951, mentre La specie umana sarebbe apparso nella stessa collana solo nel '54 (nella traduzione di Lorenza e Ugo Bosco). Secondo un'altra dichiarazione di Vittorini, pare che il successo di Duras non sia stato affatto trainante per il libro di suo marito, ma che anzi si debba ritenerlo addirittura responsabile della lunga attesa che al libro di Antelme fu comunque imposta da Einaudi e da Vittorini stesso, che in un risvolto di copertina scrive così: «È sempre stato nel programma dei Gettoni, fin dall'inizio della collana, di pubblicare anche stranieri accanto agli italiani. "Che abbiano esordito negli ultimi anni, - si disse. - Che rappresentino delle esperienze nuove nelle letterature cui appartengono". E i lettori ricorderanno che fu appunto pubblicato nei Gettoni, in giugno del 1951, il romanzo francese più bello del dopoguerra. Titolo, Una diga sul Pacifico. Marguerite Duras, il nome di chi lo scrisse. Ma noi volevamo, per un mucchio di motivi, che i Gettoni si affermassero anzitutto e soprattutto come collana di scrittori italiani; e il maggior successo avuto dalla Duras nei confronti dei tre o quattro gettoni italiani che l'avevano preceduta, ci indusse a sospendere le nostre ricerche in direzione degli stranieri e a concentrare gli sforzi, per qualche tempo, nella scelta degli italiani. Ora la collana s'è affermata appunto nel senso che volevamo ...», eccetera5. Questo discorso ricompare pressoché identico nei risvolti dei tre Gettoni del '54; oltre a La specie umana uscirono infatti 11padre dell'eroe di Wright Morris e Le notti di Chicago di Nelson Algren, e l'anno dopo Pierre Gascar, Dylan Thomas, J.L. Borges, e Charles Rohmer, con un romanzo, L'altro, che appartiene anch'esso, come quello di Antelme, alla letteratura . «concentrazionaria» - e che quindi conferma l'interesse della casa torinese per questo filone - ma il cui ricordo si è totalmente affievolito, da noi come in Francia. Tutto questo ci permette di ricostruire, oggi, le vicende relative all'ingresso di Duras e Antelme nei Gettoni del catalogo Einaudi. L'amicizia, è vero, stava alla base di quelle pubblicazioni, l'amicizia di Elio e Ginetta Vittorini con Marguerite Duras e Dionys Mascolo, il suo nuovo compagno da cui aveva appena avuto un bambino, e con Robert Antelme, amico incondizionato di entrambi. La comunità- il comunismo - dell'amicizia dava un'impronta particolare a quel gruppo di giovani intellettuali parigini che solo ora comincia ad essere meglio studiato 6 , il gruppo della rue Saint-Beno,t, dal nome della via in cui era situato l'appartamento dove Duras viveva dapprima con Antelme poi con Mascolo, e dove passarono Blanchot, Bataille, Leiris, Michaux, Merleau-Ponty, Mitterand, Edgard Morin, Claude Roy, e i Vittorini. Vita o vacanze in comune, scambi di lettere, discussioni più politiche che letterarie, il progetto di una rivista internazionale che uscì, solo per un numero, in Italia 7. Quanto abbia contato la figura di Antelme, sia per la sua personalità che per la sua testimonianza scritta dell'orrore che aveva attraversato, emerge da molteplici dichiarazioni, contenute ora nel volume miscellaneo già citato. «Non parlava mai eppure parlava. Non consigliava mai e niente veniva fatto senza il suo parere. Era l'intelligenza stessa, e aveva orrore del parlare intelligente» (Marguerite Duras). «Eracosì semplice e nello stesso tempo così ricco di un sapere che spessomancava ai maggiori. Nell'esperienza che ha fatto della servitù, anche se condivisa con altri, conservò la verità umana da cui non volle escludere quelli che gliela inflissero» (Maurice Blanchot). L'influenza di Marguerite sugli uomini che la circondavano era comunque innegabile, ma non aveva niente a che fare con il successo e con la fama, che vennero solo più tardi; dipendeva semai dalla sua forza e dal suo fascino personale, e dalla sua volontà di rifondare i legami umani oltre le convenienze. Rievocando la sua mediazione nell'amicizia fra Antelme e se stesso, Mascolo scrive: «Devo insistere (e di nuovo • 1 confessandomi testimonio qui anche per Robert) su ciò che la sua intercessione ebbe di assolutamente decisivo nella formazione f.D della nostra amicizia, che ne fu inalterabilmente penetrata. Eravamo così entrati in una sorta di féminie, per usare questa parola che Littré deplora si sia perduta ...Grazie alla charis femminile dalla quale ci eravamo sino ad allora poveramente preservati ... ci fu dato poi, innanzi tutto, di tenerci a distanza da quelle amicizie virili che generalmente non fanno altro che rafforzare il regno di una semplificazione categorica su tutta la sfera OionvsMascolo.MarS!ueriteDurasRobertAntelme Trattoda «MarS!ueriteDuras.PhotoS!raohieisnéditesnÉditionsdu Chène
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