Linea d'ombra - anno XV - n. 128 - set./ott. 1997

frammento (manoscritto, in portoghese) anch'esso presumibilmente del 1925 Pessoa divide le Arti in tre categorie, a seconda che il loro fine sia quello di intrattenere, piacere o influenzare. Alla prima categoria riconduce la danza, il canto (ovvero presumibilmente l'opera) e l'arte di rappresentare (ovvero il teatro). Probabilmente agli occhi dell'autore il Cinema si sarebbe potuto accostare a questa categoria, essendo le arti pertinenti alla seconda le arti figurativo - plastiche, e quelle pertinenti alla terza la musica, la letteratura e la filosofia. Così Pessoa parla dell'Arte in cui fine è quello di intrattenere: «...non potendo derivare la sua forza, o il suo valore, né dal tempo in cui intrattiene, perché questo tempo deve necessariamente essere limitato, né dalla qualità degli animi che intrattiene, poiché intrattenere non comporta un valore[?] - può solo derivare la sua forza dal numero delle persone che riesce ad intrattenere (e, anche) dall'intensità con cui intrattiene» 6 . Altrove Pessoa dichiara queste «arti di intrattenimento» universalmente riconosciute quali «inferiori in relazione alle altre»7. In un altro appunto manoscritto, infine, l'autore dichiara «ogni arte, sia come sia, antifotografica e concreta ...»8 . Quello che segue è il frammento 36 di Erostratus: «Disonestà ed incapacità professionali sono forse le caratteristiche distintive della nostra epoca. Il vecchio artigiano doveva lavorare; il moderno operaio deve far I nootri poeti 6crivono poe6ia in una maniera qualunque; i no6 tn ullo6oui pen6ano in una maniera qualunque. Solo i nootri corridori corrono realmente, perché 6tanno correndo veno neMun luogo. lavorare una macchina. È un semplice negriero di macchinari metallici, ruvido quanto un negriero, ma meno interessante giacché non può essere chiamato tiranno. Come il negriero diventa schiavo lui stesso del suo mestiere ed assume quindi la mentalità di uno schiavo, benché di uno schiavo più fortunato, così il conduttore di macchinari diviene a sua volta una semplice leva biotica, una sorta di dispositivo di partenza applicato a un motore. Prendere parte alla produzione di massa può far restare un uomo un essere umano: si tratta di una cosa così bassa che egli non deve necessariamente rimanerne coinvolto. Ma prendere parte alla produzione di massanon lascia all'uomo la possibilità di essere un lavoratore umano. L'efficienza è oggi cosa meno complessa. L'incapacità può, perciò, facilmente passare per efficienza, ed essere, indubbiamente, efficiente. Le sole arti e mestieri in cui vediamo qualche tensione verso la perfezione o la compiutezza sono l'assenza di arti e mestieri - vale a dire, quelle attività chiamate sport e giochi, use ad essere considerate non cose in cui vi è tensione verso qualcosa. ma cose in cui ci si allontana da ogni tensione. È inutile citare i Greci. I Greci tendevano alla perfezione in qualsiasi attività si impegnassero - negli sport e nei giochi poiché anche nella poesia e nel filosofare. I nostri poeti scrivono poesia in una maniera qualunque; i nostri filosofi pensano in unà maniera qualunque. Solo i nostri corridori corrono realmente, perché stanno correndo verso nessun luogo. I Greci aspiravano alla fama sportiva perché aspiravano alla fama in qualsiasi campo; Noi aspiriamo alla fama negli sport e negli hobbies perché non possiamo aspirare alla fama in nient'altro. L'esuberanza di un bambino non ha alcuna

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