ascoltare dovuto avvenire esattamente il contrario. Anzi, a me sembra che questo sia uno dei casi in cui è opportuno, o necessario, che un editore non si dedichi solo ai propri i conticini e sappia osare la doppia edizione. una «per ragazzi»e una «non-per-ragazzi». Perché è verissimo quel che sosteneva Bertolucci, che «Penny Wirton andrà collocato fra L'isola del tesoro e Huck Finn: che stanno sia nella biblioteca dei ragazzi che in quella dei grandi. Libri sfuggenti e alati, possono spostarsi dall'una all'altra perché hanno la natura di Ariele». Ma altrettanto vero è che siamo pervasi di cultura del pregiudizio e del preconfezionato o precotto, e per far si che una propria lettura passi a figli o allievi è necessaria una piuttosto rara «buona volontà»: quella che si fonda e si sviluppa su una complicità, tra adulti e ragazzi, che, consapevole della propria sostanza di gesto d'amore, si manifesta nel passarsi a vicenda, con discrezione e serena determinazione, l'acqua della vita nelle sue variegate versioni - e tra queste una parte importante hanno le parole e le storie. Ai figli, agli allievi, agli amici d'età verde o verdissima non mi pare che basti fornire qualcosa di che sopravvivere: sarà necessario dar loro anche il mare e il vento e le nuvole e le montagne, cioè anche libri, che so?. come Harun e il Mar delle Storie di Rushdie, Il diavolo nella bottiglia di Stevenson, Il paese dei ciechi di Wells, Ci sono bambini a zigzag di David Grossman. Il prigioniero nel Caucaso di Tolstoj, Lazarillo de Tormes. Libri come Penny Wirton e sua madre, per esempio. Ma. beninteso. ben alla larga dalle paludi dell'editoria scolastica.
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