e oltre a Una camicia per Gec aveva pubblicato nel 1971un libro da Rizzali, L'ultima cicogna, nella collana «I Gemelli» curata da Giovanni Arpino. Mi rivolsi a Maurizio Festanti, direttore della Biblioteca Municipale «A.Panizzi» di ReggioEmilia, presso la quale sono conservate molte carte darziane, per poter leggere l'inedito Gec. Festanti mi rispose che Gec non si trova tra le carte possedute dalla Biblioteca di Reggio, e potrebbe essere tra i materiali di D'Arzo detenuti dalla inavvicinabile vedova di Macchioni Jodi. Imboccai allora un'altra strada. «Ringrazio Carlo Carena e l'editore Einaudi per avermi concesso la lettura del dattiloscritto inedito Geo,, aveva scritto Anna Lenzi in una nota del suo saggio Silvio D'Arzo narratore per ragazzi. E io chiesi alla Lenzi, e a Carena, e all'Einaudi, ma nessuno aveva quel dattiloscritto. Poi, finalmente, riuscii ad averlo, su indicazione della Lenzi, dalle edizioni (ò Quodlibet di Macerata (casaeditrice che sul n. 32/1995di «Marka»ha pubblicato alcune pagine di Gec). Le differenze tra il dattiloscritto e il libro pubblicato da Mariangela Cisco con Morano sono minime, e potrebbero essere definite come interventi di semplificazione e banalizzazione. Per esempio, un «istrione» si trasforma in «imbroglione»; un ragazzino «linfatico» diventa «malaticcio»; «macabra»diventa «triste»; «le physique du ròle» diventa «la taglia adatta»; «una pila di 'rese'» diventa «una pila di giornali vecchi»; «aveva dato parola» diventa «avevapromesso»; delle bellezze «perverse» diventano «perfide»; l'usignolo «famoso cantore» diventa «famoso cantante»; scompare una «catarsi»; scompare «era diventato il loro Petronio»; scompare la considerazione che «gli avvocati in genere sono ' [ saggio dei filibustieri»; scompaiono completamente i pensieri di monsieur Pipistry mentre guarda riviste francesi illustrate (e questa scomparsa non fa capire cosa significhi il suo abbandonarsi segretamente alla nostalgia, schivando la petulante moglie): «Balletti, canzoni, Piace Pigalle, il 14 luglio, Juliette Greco, eh! anche la Francia aveva i suoi lati buoni» - pensieri troppo rivoluzionari? troppo solleticanti? troppo «maschili»? Inoltre, qualche passo è rimaneggiato, e là dove il dattiloscritto dice che le api erano noiose e «troppo di sinistra» il libro dice che «si occupavano solo di questioni sindacali». Ma questi sono soltanto alcuni esempi; io mi fermo qui. Dovranno essere studiosi seriamente attrezzati di competenze specifiche a puntigliosamente ponderare il tutto, e cercare di appurare qualche verità. È certo infatti che esse ben difficilmente possono essere individuabili dagli innamorati; altrettanto certo è però che il chiarimento debba avvenire, se non altro per sciogliere il dubbio che Mariangela Cisco sia stata uno squallido sciacallo capace solamente di ghermire dentro le macerie della sguarnita casa devastata. Trovare Mariangela Cisco non era facile: da Morano mi dissero che era trascorso troppo tempo (19601);da Rizzali mi diedero un indirizzo romano, aggiungendo però che probabilmente si trattava di un recapito inutilizzabile perché nel 1976una lettera era statarispedita in casa editrice essendo il destinatario sconosciuto a quell'indirizzo. Arpino era morto. Morano era morto. Macchioni Jodi era morto. Sottosopra la Vallecchi. Inavvicinabile la vedova di Macchioni. Poi, purtroppo, venni a sapere, da suo fratello, che Mariangela Cisco non c'era piu. re Sepoi il dubbio riguardante Mariangela Cisco si dovesse sciogliere a suo favore, altrettanto importante sarebbe chiarire se l'attribuzione di Geca D'Arzo sia dovuta a un abbaglio di Macchioni Jodi o a che altro. Non si può escludere forse nemmeno qualche confusione vallecchiana: nel luglio 1977,una lettera della Direzione Editoriale della Nuova Vallecchi Editore a Macchioni Jodi diceva: «Cogliamo l'occasione per restituirle insieme ai tre dattiloscritti di D'Arzo che ci richiede, anche altre carte ancora giacenti nei nostri archivi». Eseguiva un elenco di quattro titoli in cui, oltre a Penny Wirton, il Pinguino e Tobby in prigione, compariva anche, e al primo posto, il titolo Pick. Molto probabilmente quest'ultimo è solo un refuso per Gec, ma in ogni caso è un segnale che allarma, per diverse intuibili ragioni. Inoltre sarà opportuno tenere presente che Mariangela Cisco era in qualche modo in contatto con Vallecchi (fra l'altro, editore in quegli anni di almeno un libro del fratello) se in una lettera del 1963poteva scrivere che, per aiutarla nella «gran fatica di trovare un editore», Vallecchi le aveva consigliato di partecipare al Premio Laura Orvieto. Lecarte di D'Arzo venivano restituite a Macchioni sulla base di un dattiloscritto, datato 31gennaio 1962e firmato da Rosalinda Comparoni, nel quale la madre di D'Arzo disponeva che «i manoscritti, le carte e le pubblicazioni di mio figlio Ezio (lo scrittore noto con lo pseudonimo Silvio D'Arzo) siano consegnati al dott. Rodolfo Macchioni Jodi, attuale vicedirettore della Biblioteca Municipale di Reggio Emilia». Bisogna dire che Macchioni non si è mai scatenato a cercare di pubblicare qualunque cosa; anzi, si potrebbe quasi affermare che sia avvenuto il contrario
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