ascoltare teri indecifrabili, libri di ogni tipo e d'ogni tempo: libri appena usciti, libri introvabili, pezzi di antiquariato, poesia, fumetti, saggistica, gialli, manuali del pescatore, guide turistiche, classici della filosofia. Uno stordimento, insomma. Mi capitò di posare lo sguardo sulla costa bianca di un libro. Sfilandolo, la copertina mi lasciò indifferente: brutta illustrazione, autrice sconosciuta, editore Morano. Riposi il libro e andai oltre. Qualche metro piu avanti, però, cominciò a rodermi un tarlo. Non un pensiero; una «cosa»indistinta, un po' come se fossi rimasto impigliato e mi sentissi trattenere. Ripresi il libro dallo scaffale e, nonostante una seconda occhiata senza vita alla copertina, lo aprii. E fu un colpo secco. Incipit: «Io sono nato con la camicia e mi trovo benissimo. Sescrivo un libro, c'è subito chi me lo stampa; se chiedo al cameriere un pezzo di torta mi capita quello con la ciliegina candita; se gioco alle corse dei cavalli, perdo è vero, ma trovo sempre chi ha perduto piu di me. lo dalla vita non ho avuto amarezze e se :r,w,.,c,nbrf 198 po1-• tOUS ,es olblen sallf leS tJ11:eptlOnlcl-df!SSOUS : Ai tigli, agli allievi, agli amici d'età verde o verdiotiima non mi pare che baoti tornire qualcooa di che oopravvivere: oarà neceooario dar loro anche il mare e il vento e le nuvole e le montagne, cioè anche libri. .. dovessi rinascere, sempre vorrei rinascere con la camicia. Perciò ho trovato stranissima la storia di Gec, il bambino che non voleva nascere con la camicia.» Gec. Non poteva esser altro che Gec, il cui incipit ricordavo perfettamente per averlo letto e riletto mille volte nei saggi di Macchioni Jodi e di Anna Luce Lenzi. Ecosf acquisiva significato anche il titolo del libro: Una camicia per Gecscelta redazionale o reperto delle carte di D'Arzo, aveva poca importanza. Quel che importava era che si trattava di Gec. Enon solo: quel che mi impressionava era che nel 1960, cioè lo stesso anno della pubblicazione del vallecchiano Nostro lunedi curato da Macchioni Jodi e a otto anni dalla morte di D'Arzo, l'editore Morano ne pubblicava un libro di cui nessuno si era accorto, di cui nessuno sapeva nulla. Ma c'era ancora dell'altro, ed era la G scoperta dell'ennesimo pseudonimo di EzioComparoni. Ora, nella lista, a Silvio D'Arzo, Raffaele Comparoni, Andrew MacKenzie, Sandro Nedi, Sandro Nadi, Ignoto del XX secolo, Oreste Nasi, Andrea Colli, Aldo Colli, Aldo Coli in, si aggiungeva quest'altro: «Mariangela Cisco».Che si trattasse di pseudonimo femminile non era troppo strano; pur senza mai individuarne alcuno, almeno una volta D'Arzo stesso aveva ipotizzato di servirsene. Ma, subito, all'euforia della scoperta si affiancò un sospetto torbido. Il sospetto che non di pseudonimo si trattasse, bensf di appropriazione indebita, furto, trafugamento, plagio. In effetti, qualche giorno dopo, una sommaria ricerca in biblioteca mi fece scoprire che Mariangela Cisco era una persona reale:
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==