Bisogna poi considerare anche il fatto che D'Arzo, come già ricordato, aveva cominciato a muoversi nella cosiddetta letteratura per l'infanzia a partire da Perrault e da Barrie; progettava «uno studio abbastanza lungo su "Tre viaggi": quello di Gordon Pym, quello del capitano Achab di Moby Dick, quello dell'Hispaniola di Stevenson»; si accingeva a tradurre Peter Pan; inoltre pensava a modelli come il Kipling «senza trombe» delle Storie proprio cosi, come Conrad, come Stevenson, «benché, adesso, io sia del parere che viaggi per mare, con pirati e tesori, siano troppo pericolosi, dopo che Stevenson ci ha messe le mani». Purtroppo, del progettato studio sui «Treviaggi» non ci è arrivato nulla, ma a Stevenson D'Arzo ha dedicato almeno due saggi nel 1950 (L'isola di Tusitala e Unamorte piu bella di un poema, ora leggibili nel già citato Contea inglese), che sono bellissimi e molto ci dicono della particolare sintonia tra i due scrit- G tori. Dal carteggio con Vallecchi si ricavano notizie su quei libri che in seguito si è arrivati a conoscere, ma anche numerosi accenni a trame poi abbandonate, o magari sviluppate altrove, e anche forse in qualcosa ancora da scoprire, giacché con D'Arzo non si finisce mai di scoprire. Ma dal carteggio si ricavano anche strani silenzi, e accenni estremamente fugaci, abbastanza inspiegabilmente lasciati senza riprese. Per esempio, è solo alla data del 20 settembre 1949che si trova un accenno a «unmio libro per ragazzi Tobia in prigione (una storia di castori)», accompagnato dalla rivelazione di averlo «venduto per 20 anni a Paravia, che me lo ha pagato veramente in misura soddisfacente»; e due mesi piu tardi, nel dicembre di quello stesso 1949,D'Arzo dice a Vallec- ' saggio chi di avere scritto «un breve libro per ragazzi, che, ti giuro, mi ha divertito e riposato assai: Il pinguino senza frac». E aggiunge: «Non credere che questo sia un disperdersi: alla storia del pinguino povero, che non può andare nemmeno a scuola assieme agli altri perché è cosf povero da non potersi comprare il frac, e se ne va a lavorare per il mondo, fra foche e gabbiani, e crede di essere diventato matto perché s'accorge che anche l'orso, e anche il terribile uomo, piangono come lui, soffrono come lui, sono, in fondo, come lui (e in questo tutti gli animali trovano la loro piu intima e profonda parentela), e ritorna al suo vecchio paese piu triste e povero di quando era partito, ma ecco che si accorge che gli è spuntato il frac piu splendido immaginabile (e gli altri, al confronto, sono povere e vecchie cose). questa storia, dico, scritta per ragazzi, mi ha servito a chiarire molte cose». Ecco: su questi due titoli nient'altro, nel minuzioso carteggio. Eppure D'Arzo ruminava a lungo i suoi libri; e questi due racconti, pubblicati nel 1983da Einaudi in un volume della collana «Libri per ragazzi»con il titolo // pinguino senza frac e Tobby in prigione (ma una diversa redazione, piu breve, del Pinguino era stata pubblicata nel 1977da Anna Luce Lenzi in appendice al suo Silvio D'Arzo. Una vita letteraria, Tipolitografia emiliana; nel 1985da Enrico Ghidetti e Leonardo Lattarulo in La bottega dello stregone. Cent'anni di fiabe italiane, Editori Riuniti; e ora da Silvio Perrella nel già ricordato L'aria della sera), sono due racconti compiutamente elaborati: nella partitura, nelle cadenze, nei richiami. nelle profondità, nelle levità, nelle ossessioni. Quando, nel 1978,Einaudi pubblicò Penny Wirton e sua madre, ne rimasi un po' come folgorato. È per questo che fu ere con particolare avidità e eccitazione che lessi. su ,di Ponte» dell'aprile 1979, un articolo - letto e riletto poi mille volte, e conservato accuratamente fino a oggi - di Rodolfo Macchioni Jodi intitolato Silvio D'Arzo narratore «per ragazzi».Un articolo che raccontava in modo circostanziato dell'esistenza, tra le carte di D'Arzo, oltre a Penny Wirton, di altre storie scritte «per i ragazzi»: Tobby in prigione, Il pinguino senza frac, Una storia cosi, Gec. Equando, pochi anni piu tardi, uscirono da Einaudi Tobby e il Pinguino, ca-
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