Linea d'ombra - anno XV - n. 128 - set./ott. 1997

r , . e saggio re spicuo Carteggio (1941-1951) tra Silvio D'Arzo e Enrico Vallecchi, pubblicato dalla Biblioteca «A.Panizzi»di Reggio Emilia come numero doppio della sua rivista «Contributi» nel 1984. anche nei «Nuovi Coralli» di Einaudi, in un'edizione tanto elegante quanto carente di coordinate, sia sull'autore sia sul suo capolavoro. li libro curato da Perrella contiene anche un racconto, Piccolo mondo degli umili, proveniente dal primo libro di D'Arzo, uscito da Carabba nel 1935, Maschere, riproDanielGiry/Rea/Contrasto Ci sono almeno un paio di ragioni alla base del mio attardarmi in questa non breve - seppure non esaustiva, e soprattutto volutamente priva di un «capitolo» particolare - digressione bibliografica. posto interamente, insieme agli incompiuti L'uomo che camminava per le strade e Un ragazzo d'altri tempi, in un libro, cui quest'ultimo racconto dà il titolo complessivo, pubblicato da Passigli nel 1994. Poco prima, nel 1993,era uscito da Quodlibet un libro, curato da Daniele Garbuglia, contenente i racconti brevi, la Prefazione a Nostro lunedf e il già ricordato L'uomo che camminava per le strade, che dava il titolo al volume. Di All'insegna del Buon Corsiero sono uscite recentemente due edizioni: quella di Adelphi, corredata di una Premessa di EnzoTurolla e di una Nota al testo di Anna Luce Lenzi; e quella delle Edizioni LaVita Felice, che riproduce l'edizione 1988di Claudio Lombardi Editore, con prefazione di Mario Spinella. Erisulta ancora disponibile nel catalogo Garzanti, pur essendo uscito nel 1976,il romanzo Essipensano ad altro, curato da Paolo Lagazzie accompagnato da una nota di Attilio Bertolucci. L'editore Diabasis di Reggio Emilia, inoltre, ha pubblicato un prezioso cofanetto contenente tre plaquettes: Poesie, Lettere per Ada, Una storia cosi, affiancate rispettivamente da scritti di Gianni Scalia, Anna Luce Lenzi e Paolo Lagazzi.Di quest'ultimo, sempre presso Diabasis, era uscita in precedenza una raccolta di studi darziani, Comparoni e «l'altro». Sulle tracce di Silvio D'Arzo, recante in appendice il racconto inedito Una storia cosi, risalente alla fine degli anni Quaranta e pubblicato da Lagazzi nel 1992per la prima volta nella sua pur incompiuta integrità. È poi importante ricordare che presso Sellerio, nel 1987,a cura di Eraldo Affinati, erano usciti i bellissimi saggi di Contea inglese, con l'appendice delle lettere di D'Arzo a Emilio Cecchi e a Ada Gorini. Altrettanto importante è ricordare che presso l'editore Mucchi di Modena, nel 1986, era uscito Nostro lunedi- di Ignoto del XX secolo: un libro ignorato da tutti ma molto importante, giacché con esso la curatrice Anna Luce Lenzi, a partire dalla già ricordata Prefazione e assemblando racconti pubblicati e frammenti inediti, tentava di dare corpo a un più volte accennato, da D'Arzo stesso, grosso romanzo, a quelle cinquecento pagine di cui parlava nell'ultima sua lettera a Enrico Vallecchi, a una sorta di «Eneide del XX secolo» peraltro ben più che intravedibile nella Prefazione. Congettura, ovviamente, questa della Lenzi, ma sicuramente suggestiva e, quel che più conta, assai argomentata. Ma il lavoro di Anna Luce Lenzi, studiosa vera di D'Arzo, va ricordato tutto, e qui in particolare per menzionare la sua appassionata e rigorosa cura del coLa prima ragione consiste semplicemente nel desiderio di propagandare l'opera di questo straordinario scrittore, come e cosa del suo lavoro sia possibile leggere. La seconda ragione nasce invece dall'esigenza, a dispetto di tanta abbondanza, di recriminare, di lamentare lacune. Per esempio, perché, dopo il volume vallecchiano del 1960, non è più stato possibile leggere L'osteria, un importante racconto, dei primi anni Quaranta, abitato da alcuni personaggi indimenticabili? Eperché a nessuno è dato di leggere la redazione di Casa d'altri che venne pubblicata da Sansoni nella «Biblioteca di Paragone» nel 1953? Perché non c'è un editore che voglia osare la pubblicazione di un libro composto dalle due redazioni di questo impareggiabile racconto? In questo modo, visto che D'Arzo ha trovato cosi presto «la strada di casa», potremmo essere noi, lettori innamorati o innamorabili, a decidere se abbiano avuto ragione Silvio Perrella e l'Einaudi e Macchioni Jodi proponendoci di Casad'altri la redazione da loro pubblicata; oppure se abbia ragione Paolo Lagazzi,che si schiera per la redazione Sansoni, «con tutte le sue maggiori cautele, con le sue più lunghe ironie, con i suoi particolari magici (certi bellissimi accessori del vestiario della

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