Linea d'ombra - anno XV - n. 128 - set./ott. 1997

asc assalita da ombre, voce scorporata e vasta: il suo stesso risuonare senza soggetto ripropone l'autentica ed antica meditazione di un frammento sapienziale, rimasto inciso su una stele: «Lamente è la natura che ignora/ i moti degli animi». Una limpida incandescenza promana di versi di Viviani come illuminazioni concesse non tanto dal significato dalle parole, quanto dalla trama musicale e ritmica in cui il suo discorso poetico si incarna. I suoi metri sembrano il naturale respiro di un'immobilità magica, dalla staticità nata dalla coscienza che tutto, da Eraclito in poi, è mutamento e conflitto. Setutto è perdita eroica, senso eterno e peri turo, il poeta guarda l'insensata ostinazione umana e in essa riconosce il canto del mondo, il flusso divino che lo spinge a cercare il «dolore cifrato» e a seguire «chi ci ha preceduto nell'ascolto»: «Lamente e la misericordia, /il canto del mondo in ogni angolo, /il passante -/vive la misericordia senza identità, /senza riparo». Lavolontà di andare al fondo cieli' «ordine della creazione», la tensione tra vita e morte, tra fissità e movimento, la conoscenza che tutto è inconciliabile presenza di opposti - e che occorre, dunque, trovare aiuto in una misura, lo «stabile conforto», per superare I' «empia voragine del nulla senzasenso - rivela la frequentazione di poeti (come non pensare alla tradizione anglosassone) per i quali la dialettica delle immagini e dei significati conduce ai paradossi della conoscenza: «C'èuna strada che non sarà mai percorsa, /cosi come è stata consumata dagli uomini/ l'immagine della fine e non c'é più/ un limite, una risoluzione». In questo peregrinare già religioso, in questa ricerca devota, il tono elegiaco e spessoargomentativo, appare l'esito stilistico più immediato. f, d'altro canto, lo ocenario della otaria umana, l 'anoia in qualche modo civile - perché totale è lo oguardo oul mondo - danno alle parole di queoto poeta un tono pietooo che contorta, una capacità di oentire eoteoa a tutta la tamigUa umana: «L'atuanno della loro vita, la viotalappannata dei oentimenti, illuoildi opaziare e innalzaroi, è minima la otaria" e ancora "L'aooedio, la malattia, i tanti nomi/ uoati per quelle poche azioni». Cosi Viviani raccoglie l'insistenza dei gesti di anonime persone quotidiane e ferma, come su un fondo opaco, la rappresentazione eterna e morente delle forme dell'esistenza, tentando una loro salvazione. Ma la sua scrittura è anche una fenomenologia del formarsi dell'idea poetica e con essadel comporsi della parte razionale e di quella irrazionale, della «mente»e cieli' «animo», temi e attori su cui si svolge il compiuto percorso del libro. Tra le tante costanti formali che segnano ormai i libri di Viviani va sottolineata proprio quell'esigenza di costruire il discorso su uno sviluppo interno, compatto per quanto fatto ad intarsi e rimandi, una struttura poematica ed insieme libera. Ogni frammento individuale vive in ordine con un ordine più alto: è un progetto etico ed insieme stilistico che supera le forme conosciute, le ipotesi già date e tentate. Anche qui, come in Preghiera del nome, la forma peomatica è nascosta ma costruttivamente evidente, in quanto incessante strumento di riunificazione. Laddove ne L'opera lasciata sola era il tema ad unificare e a permettere il poema vero e proprio, qui la complessità dei temi e il sentimento sempre più dolorosamente tragico hanno bisogno di uno sviluppo e di equilibri strutturali diversi. Allora una voce narrante ed un interlocutore individuabili; oggi, di nuovo, una • parola che si rivolge a qualcuno ma non sembra aver di fronte nessuno in particolare, se non l'uomo senza condizioni. Questa poesia che non vuole clamori, urgenze, platee, ha una voce quasi unanime che sa dire le grandi verità di un'arte che è sempre più «impronunciabile condizione» mentre l'opera faticosa del poeta «ogni volta rivela/ la piena inconsistenza», la colpa di pensare «chesi possa fare/ più della generosa vita». Cesare Viviani, Unacomunitàdegli animi, Mondadori,1997, pagg.9'2, L.-:z4.ooo

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