Linea d'ombra - anno XV - n. 128 - set./ott. 1997

Rushdie RUKUN ADVANI, L'INDIA RIVISITATA PierPaoloPiciucco N el 1980 a New York, Knopf pubblica I Figli della Mezzanotte di Saiman Rushdie, un romanzo che si presenta come un autentico terremoto sulla scena letteraria internazionale e che vale all'autore, tra l'altro, il prestigioso Booker Prize. La «febbre di Rushdie»,con il suo stile innovativo influenza scrittori statunitensi, inglesi, sudamericani. Anche nel sub-continente asiatico, ovviamente, si crea un seguito di giovani scrittori che continuano, sperimentano e sviluppano le risorse creative suggerite dall'iter rushdiano. Il nuovo movimento fa oggetto della propria narrativa la storia dell'India rivisitata in chiave grottesca attraverso le avventure di un picaro moderno, un personaggio precariamente in bilico tra fiaba e realismo sociale. Ne nasce una letteratura dei desideri frustrati, polemica al punto di inscenare una resistenza sotterranea che conduce alla paranoia, che fa leva sul paradossale per portare alla ribalta verità e realtà che costituiscono i tabù dello scrittore e dei suoi lettori. Il caos diventa il palcoscenico sul quale viene rappresentata la nuova commedia della vita. Beethoven tra le Vacche di Rukun Advani, scrittore trentacinquenne, qui alle prese con la sua opera prima, paga numerosi tributi, in modo più o meno esplicito, a I Figli della re copertine diochi a 78 giri, di una avvenente pianiota auotriaca auuetta dal compleooo di Otello auuaocinata da un inoegnante di ginnaotica probabile diocendente di]im Corbett, di Liz Taylor che oi materializza ed eoce dallo ochermo di un cinema inoieme al protagonio ta (di cui, curiooamente, . non oappiamo il nome) oenza che la gente la veda, di Raiooa che oi lamenta con un Gorbaciov auuaccendato a riparare la catena del water j 'o o __ ...:.:.__ __":__=~-_:__.:__ __ _J ~ Mezzanotte, riconoscendo apertamente il proprio debito. Si parte dalle battute iniziali che imitano in chiave parodica l'incipit del romanzo di Rushdie, e si continua nel primo capitolo con continui riferimenti al lago Pangong, «un lago blu come il mare», che fanno il verso, sempre nel primo capitolo de / Figli della Mezzanotte, agli occhi di Aadam Aziz «chesono di un limpido azzurro, lo stupefacente azzurro del cielo di montagna». Si prosegue con l'embolo vagante nel cervello della signora Gupta che ricorda i vari malanni di Naseemche il dott. Aziz rincorreva con il lenzuolo perforato, così come i fasti della favola del cambiamento di sessodella prof. Lavatri Tuttateoria traggono spunto dal personaggio che con Rushdie cambiava sesso ogni volta che s'immergeva in acqua. Seperò per Rushdie la storia ha un ruolo centrale, per Advani diventa un accessorio, in quanto egli pone l'analisi sociale in posizione

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