§ wami e i suoi amici, pubblicato a Londra nel 1935, è il primo romanzo di R. K. Narayan, allora giovane insegnante, oggi patriarca delle lettere indiane, acclamato padre fondatore della narrativa indoinglese insieme a RaJaRaoe Mulk Raj Anand, entrambi come lui, ancora attivi ultranonagenari. Finalmente conosciuto anche in Italia nell'ultimo decennio grazie al pionieristico lavoro di traduzione dei suoi lavori migliori compiuto dalla «gloriosa» - e purtroppo scomparsa - casa editrice Zanzibar, Narayan viene ora riproposto da Giunti in una collana che di nome e di fatto porta avanti le scelte che già caratterizzarono l'editore milanese. Era dunque di Zanzibar - e risale già a diversi anni or sono l'idea di presentare al pubblico italiano questo primo lavoro dell'indiano e non si può fare a meno di rallegrarsi RAYAN SilviaAlberta?J::.i che, finalmente, dopo molteplici ritardi, questo libro veda la luce. L'importanza di Swami non risiede tanto nel suo valore letterario - si tratta, lo ripetiamo di opera giovanile, fortemente influenzata dalla produzione kiplinghiana per e sui ragazzi - quanto, piuttosto, nell'interesse che questa narrazione riveste alla luce della produzione futura di Narayan. In primo luogo, per chi ha letto altri romanzi di Narayan, da Raju della ferrovia al Pittore di insegne, da Aspettando il Mahatma a Il Mondo di Nataraj, e ha imparato sulle loro pagine a orientarsi nelle strade di Malgudi, la cittadina fittizia dell'India meridionale in cui tutte queste narrazioni sono ambientate, sarà estremamente interessante imbattersi nella Malgudi degli anni trenta, ancora poco più che un villaggio, e confrontarla con le sue successive modificazioni Fotodi EnricoBossan.AgenziaContrasto urbanistiche e architettoniche, da un lato, e le successive stratificazioni e i mutamenti del tessuto sociale dall'altro. Ma soprattutto, è stimolante trovare in questa operina giovanile presagi di quello che sarà l'autore maturo: i primi segni della sua tanto celebrata ironia; il suo amore per la vita provinciale; l'attenzione al mondo dei bambini; la tematica della fuga da casa (che riapparirà, più o, meno negli stessi termini, in The Bachelor of Arts, The Dark Room, Waiting far the Mahatma e The Sweet Vendor). Basta leggere con attenzione il titolo del romanzo per rendersi conto di come nel Narayan insegnante di scuola già si nasconda il fine ironista. Il termine «Swami»in India indica un'anziana venerabile, un santone o un maestro; per conseguenza, da un romanzo intitolato in questo modo, il lettore attenderebbe la storia di un guru e dei suoi discepoli. Invece, fin dalle prime righe si scopre che «Swami» è soltanto l'abbreviazione di «Swaminathan», il nome di un ragazzino in età scolare, e i suoi amici altro non sono che alcuni compagni di classe suoi coetanei. Su questa linea, la narrazione procede a volte come un gioco ironico alle spese del lettore: spesso l'adulto Narayan racconta le avventure degli scolari indiani immedesimandosi nel
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