ascoltare questo viene trasformato in "stai con la tua identità I stai al tuo posto! stai nei tuoi limiti!" In entrambi i casi funziona contro noi, in entrambi i casi è stato un'invenzione per gli immigrati europei perché anche loro hanno una storia difficile. Mi oembra che alcuni tuoi lavori rappreoentano quello che noi occidentali, bianchi, vogliamo vedere dal ··uolklore degli indiani"·. mi oembra che rappreoenti la nootra ualoa immagine e. in un certo oenoo. ci prendi in giro. Sì è proprio così. Non so come dirlo. Ho incontrato una giovane giornalista che con grande solidarietà mi ha detto: "anche quando tu non inserisci volontariamente degli elementi della tue radici si può vedere l'influenza delle tue tradizioni nel tuo lavoro". Ed io sono rimasto terrificato da questa idea e ho detto "forse sì" (anche perché lei era molto gentile) ma avrei voluto dire "fammi vedere che lo tolgo subito". È così forte questa idea di uniformare tutto di pensare le persone per stereotipi che se dico "ho le vertigini", qualcun'altro subito dirà "ma io pensavo che gli indiani costruivano grattacieli, pensavo che gli indiani vivessero sulle montagne". Questa idea che noi siamo esattamente tutti identici alle altre persone della nostra stessa razza è molto triste, anche perché penso che loro pensino la stessa cosa di se stessi. Così è come se un italiano dicesse "sono italiano mi piacciono gli spaghetti, mi piace il calcio, sì sono della mafia e suono il mandolino ..." potrebbe essere, ma non è detto che tutti lo siano. In queoto oenoo mi oembra pertetto il tuo lavoro "Pocahontao' underwear" (Le mutande di Pocahontao). Sono molto contento che parli di questo lavoro perché è uno splendido esempio da descrivere. Sono un paio di mutande da donna rosse, con tutta la parte davanti coperta di piume rosse. poi ci sono alcune collane, pendenti fatte con semi veri che pendono decorativamente da varie parti. È un'opera che ho realizzato nell'84 a New York dove vivevo allora in un periodo dove c'era una grossa spinta affinché gli artisti di minoranze potessero esibire i loro lavori senza dare l'impressione di copiare artisti come Claus Oldenburg, che citavamo prima. lo però non ho fatto le mutande. in effetti potrebbe sembrare GliStati uniti ti cootringonoad eMere delle peroone alienate perché la loro Moria è alienata cool le peroone hanno cominciato a creare dei d~uuerent~gruppi. diuuerentl aMociazioni. Quando l'identità va ocomparendo oi cerca di uarla rioaltare. che le avessi fatte io perché è il tipo di oggetti che potrei realizzare ... in realtà la vicenda è un po' diversa: negli anni Ottanta, forse ricorderete anche tramite i film su New York, era in un periodo di gentritication (nda imborgheoimento. nel oenoo di mandare via la gente più povera per ··ripulire" e rendere più ricca la parte centrale del la città); era molto frequente che molte persone interessanti venissero sfrattate dai loro appartamenti con la scusa delle ristrutturazioni. Ricordo di questa anziana ballerina che era stata sfrattata dalla sua casa in modo molto violento, avevano buttato fuori di casa tutte le sue cose. compresi i suoi vestiti e i suoi costumi tutte le sue cose e i suoi ricordi e tra queste cose c'erano queste mutande. Quindi l'oggetto non è mio è una sorta di omaggio anche a questo personaggio. In un grande catalogo oul tuo lavoro (edito dalla caoa editrice Phaidon di Londra) ho vioto che hai parlato di Italo Calvino ... Mi piace molto Calvino, ho iniziato a leggere Calvino negli anni Sessanta casualmente. con le Cosmicomiche. Credo che ha imparato a scrivere per i nostri tempi; riesce a fare un discorso politico molto interessante senza parlare di politica: sei semplicemente coinvolto dentro un racconto. Nelle sue lezioni negli Stati uniti non ha voluto spiegare i classici ha cominciato a farli leggere e molti hanno scoperto quanto era bello farlo. Era semplice e onesto.
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