r ,. V •" 1nterv1sta r d'arte JIMMIE DURHAM, L'IDENTITÀ SVINCOLATA RobertoPinto J immieDurham è nato nel 1940 inArkansas e si è occupatodi teatro, di arte, di scrittura, dipolitica. Nel 1964 organiZX,uanaperformance con MohammedAlì dal titolo Jv!y landa Houston. Nel 1968 decide di lasciaregli Stati unitiper venire in Europa, dove continua la sua attività teatrale e artisticafino al 1973, anno in cui ritorna a Pine Ridgedovesi erano riuniti indiani da tutto ilNordamericaper opporsi al tentativo delgoverno di requisire i territori dei Lakota dove eranostati individuatigiacimenti di uranio e dovefurono uccisicircaduecento di loro (per al maggiorparte dall'Fbi). Durham lavoraper alcuni anni a tempopieno per ilAmerican Indian Movementfino a diventarne uno dei rappresentatialleNazioni Unite. Dal 1979 è tornato a lavorarein campoartistico,fino al 1987 soprattutto in situazioni underground,ma negliultimi dieci anni ha espostoingalleriedipunta come Weber,Castelli, G/adstone,al WhitnryMuseum a New York e in numerosissimegallerie e musei in Europa tra cui il PalacedeBeaux Art di Bruxelles e all'Istitutefar ContemporaryArt di Londra. Il suo lavoroparte spessodall'uti/iZX,odi oggettidi scartodellasocietàper farli rivivereinforma di animali o difigure umane costruendoun immaginariochecertamenteappaga in unprimo momento le nostre aspettattive di un'arte "folkloristica" e "naif' come quella che noipensiamo che sia la cultura cherokee(ferma ilpiù dellevolte a Holjywood). In realtà costruiscedeglioggettio dellesituazioni ironiche e sottilmentesarcasticheproprio nei confronti qei nostristereotipi.Nel suoprocederespessole sue esperienzenei diversicampi espressivi si intrecciano e diventano forme ibride come per esempio quando usa laparola scritta insieme ad immaginipittoriche o a commetto dellesue sculture. Lo abbiamo incontrato a Milano dove stava lavorando in un laboratorio con dei giovani artisti. V orrei iniziare tacendo girareall'indietro le lancette dell'orologioe partire da quando un giovane cherokeedi poco più di vent'anni ha deci60di diventare un artiota... Non ho mai deciso che l'arte potesse essere la mia strada. Quando ero giovane ero capace di intagliare e costruire degli oggetti - i cherokee sono famosi per essere dei bravi artigiani del legno - e ho imparato a farne per le nostre cerimonie ma anche per i turisti. lo però non mi sentivo molto soddisfatto di questo lavoro, ne percepivo la schizofrenia. Non mi piaceva vivere a casa e me ne sono andato a sedici anni senza più tornare, se non per fare delle visite. Non sapevo esattamente quello che volevo fare, ero alla ricerca di qualche scusa per continuare a creare degli oggetti ma non volevo più fare degli oggetti da vendere ai turisti. In realtà
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