Linea d'ombra - anno XV - n. 127 - lug./ago. 1997

ascoltare Aitl'E MEDIATICA li corso di "Arte mediatica" è un corso di creative esplorazioni dei nuovi media e le aree di lavoro da essi inclusi: olografia come immaginazione spaziale, lo studio della luce come linguaggio, videoscultura, disegno teatrale multimediale, arte in spazi pubblici come "media-architettura". Strategie per la comunicazione globale (attraverso le comunicazioni telematiche), musica e nuovi media, processi per una "pittura elettronica", le pratiche artistiche e le loro attraverso i media, teorie estetiche delle percezioni applicate ai nuovi processi. I lavori degli studenti convergono poi su video e film o su installazioni di realtà virtuale, li corso di "Media Design" indirizza verso lo sviluppo e il design di programmi interattivi e multimediali per programmi e network, per videodischi, Cd rom e sistemi interattivi per musei. lrorasI FUTURE ( REALTÀ IMMEDIATE) L'inserimento nella didattica di strumenti e modalità espresse dai nuovi media rappresenta un'evidente perturbativa (e motivo di crescita e di mutamento) dei linguaggi estetici nella loro radice istituzionale. li recente aprirsi degli spazi museali alla presenza di opere multimediali (e la loro conseguente legittimazione) collega in maniera significativa la sperimentazione didattica mediatica (fortemente protetta e sponsorizzata dall'istituzione) al sistema dell'arte contemporanea. Ne consegue con evidenza che la definizione di nuovi spazi di studio legati all'informatica definiscono automaticamente prossimi (o futuri) spazi museali. Come il museo di Linz e il futuro museo di Karlsruhe. Questi spazi museali creano a loro volta un'alternativa (e uno spazio complementare) alle sperimentazioni dell'arte contemporanea con cui tendono a creare un confronto/scontro di cui possiamo vedere oggi i primi segni di integrazione. È quindi un mutamento forte e pieno di conseguenze che chiarisce il ruolo di esperienze come la scuola di Colonia (e di altre scuole e centri di cui parleremo) che pongono in modo concreto e verificabile i processi di ibridazione e i processi di integrazione fra arte e media. ~All'OMBRADELIE REnw Ladomanda "...dove vanno le reti?" è la domanda mille volte posta da chi segue e analizza lo sviluppo della nuova e stimolante realtà della rete telematica. Suquesto tema un convegno indetto a Torino da "Ars Lab" (fra le realtà più attive nel promuovere i nuovi media in Italia) e dal Goethe lnstitut alla Galleria d'Arte Moderna questa primavera pone una serie di nuove chiavi di lettura sul "qui e ora" della problematica della rete. Al convegno partecipano operatori di diverse matrici culturali, teorici e creativi, italiani, tedeschi, francesi. REiE R1zoMA Particolarità del dibattito è la specificità della comunicazione estetica attraverso la rete, e griglia concettuale è il concetto di Rizoma di Deleuze e Guattari. Seil Rizoma presuppone una crescita non lineare e una struttura biologica che ridefinisce l'idea di crescita (e l'idea dicostruzione, l'idea di potere, l'idea di comunicazione non più verticale ma orizzontale) gli sviluppi della rete promettono ma non realizzano uno sviluppo in questo senso. I media realizzano una trasformazione simbolica dell'esperienza ma la realtà della rete si volge verso le nuove razionalizzazioni che ne mettono in pericolo le possibilità più significative. I nuovi progetti di controllo sulla rete che vanno dalla sistematica invasione delle grandi compagnie che comprano le strutture minori (per esempio "Video on line") ad una possibile "tassa sull'informazione" che valuterebbe in Bit i costi e conseguenti tasse. Resta spazio per la progettualità estetica sulla rete? Ecome si può sviluppare data la lentezza di trasmissione che ne penalizza la trasmissione dell'immagine, la fedeltà del suono, la possibilità di una reale e efficace interazione di gruppo complessi e articolati? MULTICAST Cerca di dare una risposta il francese Auber con un sito in "Multicast", cioè a partecipazione di gruppo, dove ognuno, con la semplice cifra visiva di un "lego" può collocare forme, segni che interagiscono fra di loro e a cui si sommano gli interventi del gruppo. Si tratta di un processo di autocreazione di gruppo che rinvia ai disegni di gruppo dei surrealisti. li rifiuto di un prodotto individuale apre a un "momento comunicativo "senza centro" e senza direzione se non quella temporale. E forse di questo si tratte: una comunicazione di "tanti a tanti" che definisce una prospettiva nel "tempo" e non nello "spazio". "NON WOGHIW TECNOLOGICI li gruppo dei "Knowbotic Research" di colonia lavora su visualizzazioni dello spazio della rete privilegiando l'idea dei "non luoghi" che possono essere definiti esclusivamente attraverso un'operazione tecnologica. Ricreando in una stanza eventi dove il corpo è l'interfaccia per un collegamento con la rete planetaria l'esperienza viene ridisegnata fra azione/metafora e azione/realtà. I problemi su cui si indaga aprono continuamente su tematiche già percorse dal pensiero liberatorio degli ultimi trent'anni e O questo crea scontri fra gli operatori del settore. Come per esempio Caronia che reclama un percorso di ricerca politicamente e strategicamente utilizzato o la Mattei che indica nel ritardo degli artisti rispetto alla tecnologia un segnale di insufficienza dei ruoli creativi sorpassati dalle enormi capacità futuribili e dall'inesplorato spazio percettivo creato dai Nuovi Media. Altri progetti per la rete come la città informatica di Vaccarino, il tentativo di intreccio fra comunicazione e percezione fisica di Ennio Bertrand, o il cimitero virtuale degli Anda (dove si possono affittare loculi post mortem sulla rete) aprono ad una più vasta discussione, centrale sul discorso delle reti, su sui torneremo al più presto.

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