er . . d 1nterv1sta r Nello opettacolo la di- --+- ___________ otanza è il primo oggetto che va in ocena. Il pubblico oi vede otaccato, ma contemporaneamente diventa il proooimo di coloro che oono oulla ocena. Il oenoo dell'importanza della dio tanza tra oé e gli altri, tra oé e il corpo, tra oé e oé: il teatro ot~re queoto gioco molto compleooo, e in queoto caoo pertino accreociuto, perché nel monologo l'attore non dialoga con altri attori come oe il pubblico non ci toMe, ma dialoga direttamente con il pubblico; quindi è proprio una ricerca del proooimo, nel oenoo letterale di "altro" della parola. passaggioin cui la donna invoca tutto, addirittura il topo, qualsiasi cosa. In questo suo lamento ricorda il valore di un mondo ridotto in frammenti, non più risolto in un'Entità superiore che irraggia il suo bene sulla Terra, il valore di ognuno di questi frammenti. È qualcosa che emerge da lei in questo momento di angoscia, e che riesce così a trasformarsi in altro. È un tentativo di dire che in fondo il valore è in qualsiasi frammento e non è fuori. È bellissimo quando Spinoza dice che Dio si manifesta nelle res singuJares, nelle cose singole. Queoto azzeramento delle gerarchie. che è eopreMione della crioi della modernità. propone intatti da una parte il dramma di trovaroi oenza riterimenti otabili. dall'altra però Lapoooibilità di una metamortooi radicale. La protagoniota. l'unica voce. che poooiamo dire "plurale". di queoto monologo, è una donna. Racconta degli anni paMati. del rapporto con gli uomini. opecie nei termini di una violenza oubita, di un abbandono che oi nega per non eMere contrattatto. controllato. inocatolato nei ooliti cliché dei rapporti di potere. di controllo. [eco: cooa ne penoa di queota condizione temminile. Perché ha decioo di parlare attraveroo una donna. e una donna accuoata di uccidere uomini. "oette addirittura"? Dovendo avere a che fare con un personaggio esposto in un'aula di giustizia a un'accusa gravissima, ho scelto una donna, una figura femminile come colei che impersona la massima capacità di subire e al tempo stesso la massima capacità di dormire quanto le accade. Una figura che riesce a subire il male, il dolore come se fosse un fenomeno naturale e insieme possiede una qualche capacità di dominare il mondo, di tenerlo unito. E oggi, alba del millennio nuovo, viene da pensare che la donna stia emergendo non tanto casualmente, quanto per un bisogno comune delle specie. che davanti al salto inedito ha bisogno di attrezzarsi diversamente, e forse la donna offre questa capacità infinita di sopportazione e di azione. Cos" è nato questo personaggio. Tutto ciò naturalmente è detto dopo: la scelta è stata in origine assolutamente istintiva. A un certo punto queota donna parla di ironia. un· "ironia opeciale", dice "quella praticata ou oe oteMa". Può dirci qy,alcooa a propooito dell'ironia. della oua tunzione. in genere. nel teoto e oltre? Sembra una torma di reazione alla "diotanza". alla ootterenza della diotanza. attraveroo un diotacco che ci oi impone. t una opecie di omeopatia del dolore ... Si, è un distacco da se stessi. che è anche distacco dal tuo dolore, dalle implicazioni che vengono dal dolore. Edè insieme il distacco necessario per sorvegliarti, per controllare in qualche modo le tue megalomanie. li portato di questa ironia è peraltro qualcosa che si attua in tutta la lingua che io cerco di usare e che è proprio quel salto dal tono alto al tono basso. Il tono basso è introdotto come segno di un'ironia rispetto al tono alto, che non è mai adottato da solo. A proposito del discorso che si faceva sull'iperbole: non è mai sola, ma sempre accompagnata dalla considerazione da parte di chi parla di qualcosa di ridicolo. Indicare il ridicolo c'è nel parlare alto non vuole dire però mettere fuori gioco la possibilità di parlare alto: bisogna cercare di farlo sapendo del rischio che si corre inevitabilmente e dominandolo in qualche modo. Non vorrei che la mia fosse l'ironia sofisticata e che delude qualsiasi ricerca di valore, ma piuttosto un segno del comico, il quale interviene quando il tragico ha esaurito proprio la sua tragica presa di coscienza del niente, e interviene a offrire una possibilità di sopravvivenza. È un gioco tra tragico e comico che taglia: non il comico che occupa stabilmente la scena. li comico sta perché c'è il tragico e viceversa. Non può non venire in mente Céline... Céline è il mio autore di riferimento, È l'autore che ho più caro, il più grande scrittore del secolo, secondo me. quello che è riuscito a capire più di tutti. Ne "La depooizione", i tatti oono una "oootanza" che può oembrare quaoi irreale. inoervibile. tanto che la concluoione rimane aperta. con la poMibilità di aMolvere o di condannare queoto otraordinario imputato. oenza propendere per neMuna delle due otrade. C'è una opecie di andamento vizioo0. circolare. che ruota attorno ai tatti. Ci oono molte digreMioni. e ogni volta il narratore torna arichiamare l'attenzione a un'imprendibile concretezza. "Piedi per terra"
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==