intervista ere LA NUOVA PROVA TEATRALE DI EMILIO TADINI F acendo 6eguito a "La Tempe6ta" (1995). riduzione dell'omonimo romanzo edito da t:inaudi. "La depo6izione" è il 6econdo alle6timento teatrale 6U te6to di t:mili.o Tadini. Lo 6crittore. pittore e critico d'arte, 6i è impegnato per la prima volta in una 6crittura propriamente drammaturgica. penwta in origine per la 6Cena. La novità dell'e6perienza è 6tata 1 ·occa6ione di un incontro. durante il quale 6i 60no moltiplicati temi e 6ollecitazioni. Lo 6pettacolo. che ha debuttato al Teatro Franco Parenti di Milano. è e66enzialmente il monologo di una donna. accu6ata di aver ucci6o 6ette uomini. Racconta la 6Ua vita per accenni. aperture improvvi6e della memoria che 6i chiudono ogni volta dietro un 6ipario tenebro60. la6ciandoci incerti. 6marriti. Il luogo è quello di un immaginario tribunale. teatro mentale dove la depo6izione viene raccolta da 6pettatori il cui giudizio ri6ulta inbine 6econdario. ininbluente. Nel 6UO6tudio. mentre il dialogo procede. t:milio Tadini continua a dipingere. Ogni tanto. alle domande bor6epiù toccanti. 6i interrompe voltando6i un attimo. l'aria aMorta. il pennello immobile ad attendere. Quando gli chiedo del p066ibile rapporto tra le immagini che la6cia 6Ulle tele e le parole dei 6Uoi libri. il mondo 6travolto che 6pe660conbigurano. mi aMicura che non 6e ne intende. che una relazione certa 6buggeanche a lui. Sarà uor6eque6ta di6involtura. que6ta belice 06mo6i di pen6iero e azione. a con6entirgli di 6civolare da una borma all'altra di e6pre66ione con una invidiabile bre6chezza. Da quanto mi ri6ulta. la Sua produzione letteraria è Mata principalmente narrativa. eventualmente critica. L'a6petto drammaturgico è più recente. Tutto è iniziato quanto Andrée Ruth Shammahha deciso di ridurre il mio romanzo La tempesta. Mi aveva contattato dicendo che sarebbe stata molto interessata a una versione teatrale, essendole parso un testo adatto. L'idea mi piacque, e così lei ha proceduto, curando interamente la riduzione, eccetto alcune battute che mi ha chiesto di aggiungere e çhe servivano per risolvere certe parti esclusivamente narrative del libro indispensabili alla vicenda. Sono le aggiunte tra l'altro riportate nell'edizione "Einaudi tascabili" de La Tempesta. L'esperienza del teatro, non solo quella dello spettacolo, ma quella mia personale di partecipare allo spettacolo, è stata molto appassionante. Ho iniziato a partecipazione indirettamente: non ero proprio io l'autore della riduzione teatrale, anche se erano mie le parole. TutVincenzoMaria Oreggia to ciò mi ha affascinato, e dal quel momento ho pensato di fare ancora del teatro, cosa che è stata resa possibile anche dal fatto che Ruth Shammahmi ha chiesto un intervento. Così mi è venuto in mente questo monologo, La deposizione. Co6Qha trovato più 6educente paMando dalla 6Crittura di romanzi a una 6crittura penMta per la 6cena? Co6Uha inne6cato interiormente. dal punto di viMa creativo. anche queMa curio6ità? Proprio il fatto che il personaggio si libera completamente da tutto e tutto dipende dalle battute. È come se la narrativa fosse un'interminabile didascalia che deve sostenere queste battute. Nel teatro, sei costretto a risolvere ogni cosa in dialogo, in parola detta. Questo mi ha affascinato enormemente. Inoltre, c'era la possibilità di sviluppare le mie ossessive ricerche sull'intreccio dei livelli, il livello alto, quello basso: tutte cose che hanno a che fare con il tono della voce. In realtà, ripensandoci, i miei ultimi testi sono impostati su un narratore che racconta, per cui anche le parti descrittive sono sempre "dette" e anche cì sussiste quella doppia tonalità. Non c'è il tono impersonale dell'autore, ma c'è sempre il tono del personaggio. Venendo a "La depo6izione", coglierei l'occa6ione di queMo teMo teatrale per chiarire alcuni a6petti della 6Ua 6crittura. Mi pare coMante una
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