signora di origine pakistana che faceva la giornalista. Ma il romanzo non riusciva a essere drammatico perché la giovane signora era una persona felice, con un bel marito e una bella casa, e la sua felicità, il suo bel marito e la sua bella casa traboccavano dalle pagine del suo romanzo anche quando lei non voleva. Lamadre di famiglia che abitava a Oshawaaveva scritto un racconto in cui un operaio in pensione della Generai Motors (Oshawa è una motortown, ci spiegò lei, l'unica fabbrica della città è la Generai Motors) divorziava dalla moglie, operaia in pensione, e se ne andava con una ragazzache lavorava in una agenzia immobiliare. Leamiche della moglie venivano a prenderla per distrarla e la portavano a giocare a bowling. Da ragazza, la moglie abbandonata aveva giocato a softball (baseball femminile), e il racconto terminava mostrandola mentre lanciava una palla in stile perfetto contro un cartellone pubblicitario dell'agenzia immobiliare Re/Max. Margaret ebbe da ridire su alcuni passaggidel racconto, che però a quasi tutti noi sembrava il migliore. Lasignora originaria della Polonia che faceva l'insegnante di storia dell'arte aveva scritto un racconto in cui una insegnante di storia dell'arte emigrata in Canadatornava a Varsavia dopo la fine del comunismo e scopriva di essere fuori posto anche lì. Sarebbe successoanche al papa. L'avvocato in calzoncini era il più deciso di tutti a scrivere un romanzo commerciale e a guadagnarci dei soldi. Dai primi due capitoli che ci fece leggere si capiva che conosceva molto bene il bosco e il sottobosco politico di Ottawa, ma li conosceva così bene che soffocava il lettore con nomi di personaggi minori, di luoghi e di ristoranti. Quando Margaret ci chiese un giro di pareri su quei due capitoli io feci una grossa gaffe. Mi ero parecchio annoiato leggendoli e dissi che un romanzo ambientato a Ottawa non mi sembrava la cosa più intrigante del mondo. La gaffe era doppia; primo perché Margaret a Ottawa ci era nata; secondo perché l'avvocato in calzoncini era stato Ministro Federale dell'Emigrazione dell'ultimo governo canadese (il Canada è un paese democratico; uno neanche te lo dice, che è stato ministro federale). A colazione, a pranzo e a cena, nelle asettiche mense dello Humber College, c'era modo di fare conoscenza con gli altri studenti e gli altri istruttori. Voci leggendarie giravano su alcuni di questi ultimi. Hayden Carruth, vecchio e incazzooo poeta che viveva nei boochi del New England, deteMava il New_Vorker e tutta l 'incfuotria culturale, oi era preoentato alla prima lezione cool obattuto e otravolto da oembrare . completamente ubriaco, ma a un tratto oi era riocoooo, e nella tranoizione di un oecondo aveva cominciato a parlare di poeoia con lucidità inooopettabile. Nino Riçci, uno scrittore italocanadese che conoscevo già da prima, mi confessò le sue perplessità sul lavoro che stava facendo. 'Ti fanno leggere una storia" mi disse, "e tu gli spieghi cosa c'è che non va. La correggono esattamente come gli hai detto tu, e quando la rileggi non va bene lo stesso." Il campione umano degli studenti ripeteva, ingigantendola, la composizione della mia classe. Non tutti gli iscritti avevano l'ambizione di fare gli scrittori. Lamaggior parte delle persone aveva un lavoro e una famiglia. Molti erano insegnanti di inglese nelle scuole superiori. Certo, erano tentati dalla scrittura, ma, come mi dissero alcuni di loro, erano venuti lì soprattutto per imparare, scrivendo, a leggere meglio, e per essere in grado di trasmettere la passione per la letteratura ai loro studenti. Avrei scoperto in seguito che la loro intenzione confermava una tendenza già presente nelle università del Nord America, dove sempre più spesso i dipartimenti di inglese vengono affiancati da programmi di scrittura creativa. Non tutti coloro che frequentano i corsi di scrittura creativa pensano di fare gli scrittori. Il fatto è che mentre nei dipartimenti di inglese la letteratura è un mezzo per un fine, e il fine è la teoria della letteratura, nei dipartimenti di scrittura creativa si legge il testo letterario pragmaticamente, per ricavarne esempi e suggerimenti, ma intanto lo si legge in quanto testo letterario. A chi pensa di iniziare una carriera nella pubblicità, nel giornalismo o nella televisione è molto più utile un corso di scrittura creativa di quanto non lo siano i bizantinismi dell'attuale teoria letteraria americana. Alcuni degli iscritti alla Humber School of Writing erano fedeli frequentatori di seminari di scrittura. Ne facevano anche due o tre all'anno e si ritrovavano periodicamente a Toronto, in Vermont, nello Iowa o in altri luoghi dove i corsi venivano organizzati. Avevano così risolto la frustrazione di non riuscire a diventare scrittori. Passavanoda un corso all'altro sempre con lo stesso romanzo, incompiuto da anni, aggiungendo un capitolo o rifacendolo ad ogni nuovo
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