l d'occhio al commerciale troppo marcate. Sempre di canzoni bruttine e banali si tratta anche per l'esordio dei Bluevertigo, così come per il secondo disco dei Soon, lombardi entrambi ed entrambi molto pompati sia dal management che dalla critica. I primi propongono un miscuglio di suoni, anche un po' pretenziosi, che a conti fatti non hanno nulla di nuovo se non il fatto che raramente qualcuno era arrivato a scrivere ritornelli così raccapriccianti e testi così poco significativi; i secondi invece, lasciato alle spalle il brit-pop all'italiana che li aveva contraddistinti con il primo album, sono passati a una musichetta facile facile, condita da una voce femminile senza personalità e da arrangiamenti poco curati. Volendo proporre delle indicazioni positive, non si può cominciare senza ricordare due band, probabilmente le migliori in circolazione, come Csi e Marlene Kuntz, le quali però, anche grazie al lavoro della loro etichetta, semi-indipendente, hanno saputo conquistarsi un pubblico abbastanza,vasto. Ci limitiamo a citarle, preferendo occuparci di gruppi meno affermati. L'esatto contrario dei Bluevertigo e dei Soon lo si ritrova nei livornesi Virginiana Miller, che con i Subsonica di Torino sono la vera rivelazione di questa prima parte di 1997, e nel loro cd Gelaterie sconsacrate, pregevole esempio di quello che dovrebbe essere un disco di pop-rock e di come si possa riuscire a coniugare sonorità tipicamente inglesi a melodie e liriche assolutamente italiche: suoni equilibrati, grazie ad arrangiamenti pressoché perfetti, voce di grande presa e personalità (che si può valutare anche meglio nelle esibizioni live), melodie accattivanti e originali, ottimi strumentisti e testi intelligenti, anche laddove vanno a toccare temi all'apparenza banali e frivoli, come le vacanze estive di un bambino (Tutti-a/ mare) o drammatici come fatti di sangue realmente accaduti (L'uomo di paglia). Proprio a un certo tipo di pop inglese si rifà un ragazzo genovese, assolutamente sconosciuto, con all'attivo un disco (anche questo del 1996), che prende il titolo dal suo nome d'arte, Lo-fi Sucks. Lo-fi, ovvero il contrario di Hi-fi, disco registrato in pochissimo tempo e a costi ridotti, canzoni divertenti e rilassanti, cantate in buon inglese, senza grandi pretese, ma ben congegnato: garantito, si stenta a credere che l'autore sia italiano. Una band di cui probabilmente, auguriamocelo, si parlerà molto e molto presto sono i citati Subsonica. Il loro primo cd omonimo è veramente un disco non comune: atmosfere che vanno dal reggae all'hip hop, dal dub al drum'n'bass ai telefilm degli anni Sessanta, ma con ritmiche e suoni che guardano al futuro. Se di rock di impronta americana bisogna parlare, anche se spostandoci più verso il Seattle sound o grunge, per intenderci, lo stesso spazio dei Negrita non è stato dato all'ultimo lavoro dei milanesi Karma. Astronotus, uscito lo scorso anno, è un album potente e melodico al tempo stesso, suonato, cantato e arrangiato ottimamente, dove si posso gustare dolcissimi riff di chitarra in sottofondo e un uso di percussioni etniche dal tocco decisamente originale e raro da ritrovare in questo genere. Avorio è certamente il brano più esplicativo, ma il top è costituito dalla title track, lunghissima suite dove vengono inequivocabilmente a galla anche le capacità tecniche dei singoli. Per finire, un album che si pensava potesse riscuotere un discreto successo, viste anche le ottime critiche ricevute, e che invece non ha ricevuto abbastanza attenzione, è Tregua di Cristina Donà. La cantante aveva precedentemente partecipato alla raccolta di ninne nanne Matrilineare, e non fa certo mistero delle sue muse ispiratrici: P.J.Harvey, Kristin Hersch e Suzanne Vega appaiono e scompaiono chiaramente nelle composizioni, ma la sua arma vincente è quella di averle sapute fondere insieme, creando così uno stile proprio. RobertoPeciola LAPAROLGAIUSTALMOMENTGOIUSTO A bbiamo letto alcune raccomandazioni nel rapporto del Comitato dei Quaranta insediato dal ministero della Pubblica Istruzione: diamo assoluta priorità al controllo della parola e puntiamo sulla capacità di scrivere correttamente in italiano ... Con nuova enfasi e urgenza, sottolinea il comitato. L'appello è rivolto alla scuola. Giustamente: perché comincia tutto da lì. Però dovrebbe continuare. La continuazione darebbe luogo a una interpretazione bassa e quindi a conseguenze logiche, ma in fondo poco esaltanti, anche se di grande utilità pratica. Per esempio potremmo disporre di una certificazione in cui le informazioni dovute o richieste al cittadino sono espresse in puro italiano che è molto più comprensibile dell'italiano burocratico amministrativo, leggeremo nelle stazioni ferroviarie "timbrare il biglietto", piuttosto che "obliterare il biglietto". La casistica è enorme; basterebbe leggere il modello 740 che vi sarà passato tra le mani nei mesi scorsi. Ma la raccomandazione del Comitato dei Quaranta dice forse qualche cosa di più nelle prime parole: diamo assoluta priorità •
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