Questa giacca la porto qui, ma prima di andare in ufficio la cambio: il cesso del bar è la mia cabina di superman. Quando vedo Guidi col suo completo cenere ti giuro che godo come una scimmia. Epoi il capo adora le caramelle mou: ogni dieci giorni faccio la scorta, è basilare averle sempre disponibili. Gliene offro una nel primo pomeriggio, quando è quasi intrattabile: la sta ancora sfasciando che è già più sereno. Me ne infilo una in bocca anch'io, come dire, partecipo al rito, ma appena si allontana salutandomi con una gentilezza che ha dell'incredibile, la sputo nel cestino: mi fanno schifo, le caramelle mou .. e ti ricordi di quella volta che siamo andati a pescare?". Quando entrava l'infermiera sentiva che doveva cambiare discorso, rievocare la loro infanzia, rappresentare a parole una tipica complicità fraterna. Per fronteggiare quelle incursioni improvvise aveva predisposto mentalmente diversi incipit: "non dimenticherò mai quando ci siamo nascosti nel solaio" "e la volta che ti ho buttato vestito in piscina?"" ce la spassavamo proprio, da zio Mario!" "a salire sugli alberi mi battevi!". Ne sceglieva una a caso, il repertorio era vastissimo. Frasi brevi ma suggestive: un'immagine nitida e immediata, che persuadesse subito l'intrusa di un'intimità emotiva da non violare. Così l'infermiera sbirciava appena il paziente, e subito se ne andava, un'uscita frettolosa che era un'imbarazzata ammissione di estraneità. "Chissà se un giorno le offriranno a me, le caramelle. Niente mou, s'intende: pastiglie balsamiche alla menta. L'idea sarà cretina, ma ho pensato questo: quando un sottoposto mi passerà una pastiglia balsamica sentirò nel naso e nella gola il fresco aroma del potere!". Stranamente l'infermiera rientrò: aveva un'espressione attonita, e il giovane medico che la seguiva sembrava preoccupato. Gli bastò un'occhiata: Tommaso era morto. Uscì sconvolto dalla camera. L'ammoniaca nel corridoio era asfissiante. In ascensore notò con raccapriccio una ditata di sangue sullo specchio. Solo fuori dall'ospedale riuscì a riordinare i pensieri: sarebbe rimasto a casa un paio di giorni. Meglio avvisare personalmente il capo. Era quasi l'ora di apertura. Il tempo di cambiarsi al bar. Prese un caffè e una stecca di caramelle mou. In apertura a sinistra F.Hibon/ Sigma/Grazia Neri Adestra Peter Keady/Black Star/Grazia Neri. Nostra la rielaborazione delle immagini HellaHaasse LAFONTE NASCOSTA pp.144· Lire16.000 Unanatursatraordinaria e avvolgente 1 unuomo cheinseguIeospiritodi unaninfa ira i boschei, ritrovsaestessoU. nromanziontenseoricco di emozionpertuttciolorochehanngoiàscopertoochedevonaoncora scoprirlaelorofontenaTorgnLyindgren PERAMORE DELLVAERITÀ pp.296· Lire26.000 Volerawicinavrelraità attraverlsaofinzionoe piuttostloamolteplicità difinzioni è lparadosso di questosuperboromanzpo,rodigiosamente costruitcoh, ecoinvolge perlasuaforzal,asua raffinatezlzasau, aime!- l~A ligenzeacceziona("leL.e Monde") Rivista mensile del Movimento Nonviolento fondata da Aldo Capitini nel1964 Formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo Abbonamento annuo L. 37.000 da versare sul ccp n. 10250363 intestato ad Azione Nonviolenta Chiedere una copia-saggio Azione Nonviolenta via Spagna, 8 37123 Verona Tel. 045-8009803 Fax 045-8009212 E-mail:azionenonviolenta@sis.it ArtoPaasilinna fLMUGNAIO URLANTE pp.296•Lire26.000 Dopo"L'anndoellalepre"e "li Boscodelle VolpiP,,,aasilinsncarive ancoraunavoltacon straordinahruimo oular storia di unsolitarsioei - vaggiou, n"fintroppo saggiom"ugnapioazzo, chesibatteconruttose stessoperdifenderlea l~l!RflORl!A sualibertà. SAGADI HRAFNKELL pp.88· Lire14.000 Undivietionfranteole terribivliendetetefaide familiacrhienederivano. li mondporimitivreogo- !arodasofisticapreocedure giuridichedell'Islandamedievailne unadellesaghpeiùlegate alcontestsotoriceo documentadrieoltem· po,etern"alottpaolitica"frapotenti. Via Palestro, 22 - 20121 Milano - Tel. (02) 781458 Fax (02) 798919 - e-mail: iperborea@iol.it
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