Linea d'ombra - anno XV - n. 127 - lug./ago. 1997

quarantina di anni6a, qualche tempo la DCrittura di racconti brevi. Ha collaborato a "Cuore", DCrive ora DU "Repubblica" e DUll"'Unità". Suoi DCritti in "Cuor da Cuore'" (Feltrinelli), "Anche le tormiche nel loro piccolo Di incazzano" (Baldini e CaMoldi), "Palla lunga e pedalare" (baldini e CaMoldi) Conver<Sazione r voce<Sola I[n altri casi aveva funzionato. "Una voce familiare può solo far bene: non c'è una spiegazione scientifica, ma è certo che spesso favorisce il risveglio". Parole di primario, mescolate all'odore acre di disinfettante che lo aveva stordito quella mattina, quando si era precipitato all'ospedale con la solida speranza che i medici lo liberassero dalla disperazione: "coma profondo" la diagnosi terribile, resa ancora più angosciante dalla desolazione del posto dov'era risuonata: un corridoio buio, muri scrostati infermiere sciatte o peggio di una bellezza incondizionata che in quel luogo di orrori sembrava blasfema. Epoi quell'insopportabile puzzo di ammoniaca che prendeva alla gola: all'improvviso e per la e per la prima volta si era sentito schiacciato dal Male. Poi, un attimo dopo, il peso si era già alleggerito: c'era una via d'uscita: la voce familiare. La sua voce, così roca e sgraziata, trasformata in strumento di salvezza.Avrebbe riportato alla vita suo fratello Tommaso. Ora l'ammoniaca non la sentiva più: il naso si era assuefatto. Come i suoi occhi allo squallore che li assediava. Come lui alla sua mansione di parlatore ospedaliero. Lui che a Tommaso aveva sempre offerto una diligente disattenzione, preso com'era dalla sua vita, dal suo bisogno assoluto di fare e di farcela, ora se ne stava seduto su una poltroncina sudicia e sfondata per intere nottate a tenere forsennatamente in vita un assurdo dialogo solitario. Impermeabile alla stanchezza, al sonno, al non reagire di Tommaso, a tutto fuorché alla sua fame di dire, una fame che ogni notte cresceva alimentandosi con le parole. "Ieri il capo mi ha fatto i complimenti: trenta polizze in una settimana, è un record. Guidi mi ha dato un'occhiataccia piena di invidia. Ti confesso che mi ha fatto piacere: vederlo soffrire è stata una grande soddisfazione, l'attendevo da un anno. Da quella volta che aveva cercato di fregarmi con la storia delle spese per le trasferte: te ne ho parlato la scorsa settimana, era stato lui

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