Linea d'ombra - anno XV - n. 127 - lug./ago. 1997

fduardo Del Llano • Il I racConlol Lei è un vuomctoceUcce N icanor O' Donnell lesse trecento volte l'anonimo fino a convincersi che nessun'altra parola sarebbe apparsa bruscamente sulla carta. Cera quella nuda frase dattiloscritta su un fondo immacolato, e nient'altro. Decise che chi si era divertito a scriverla era uno stronzo che non aveva nulla da fare. Enon c'era alcun dubbio che fosse diretto a lui, perché Nicanor viveva solo con sua moglie e il biglietto era stato infilato sotto la loro porta. Lamattina dopo, un nuovo anonimo biancheggiava sulla soglia. Dicèva: "Lei vivrà molto a lungo". O' Donnell, chiaramente, si sentì lusingato, ma nel contempo s'allarmò. Era evidente che qualcuno si stava preoccupando della sua maldestra umanità, qualcuno che era in possessodi un'implacabile macchina da scrivere e di un indistruttibile ottimismo. Lacosa si confermò quando il mercoledì comparve un nuovo messaggio: 'Tutti i Suoi amici L'amano e Leaugurano ogni bene". · Nicanor passò fervorosamente in rassegna per tutta la sera la sua nutrita raccolta di gialli. In quei libri le lettere anonime erano sempre minacciose: avvertimenti di assassini, soffiate su adulteri, premonizioni di furti, malevole insinuazioni sul fatto che Tizio pensava di avvelenare Caio, agghiaccianti ultimatum, eccetera. Ma nessuno riceveva anonimi elogiativi, e questo lo inquietava più che se fosse stato avvertito che qualcuno progettava di eliminarlo mettendogli della colla nel dentifricio. Perché non potevano minacciare anche lui decentemente, come tutti gli altri? Perché lo mettevano in ansia in quel modo, se lui non aveva mai fatto del male a nessuno? li giovedì arrivò il seguente testo: "Suamoglie Le è fedele". Il venerdì: "Presto Leaumenteranno lo stipendio". E il sabato, che orrore!: "Nessuno ha intenzione di ucciderla, e se qualcuno ci pensasse, io Ladifenderò". Bisognava prendere una decisione e la prese ... aveva una bottiglia di rum Havana Club stravecchio. Quando se la fu scolata, schiaffeggiò sua moglie e la sfidò urlando a provare a mettergli le corna, poi andò a casa del suo miglior amico e gli ruppe la porta a pietrate davanti a dei testimoni, quindi fece il numero del suo capufficio e gli diede del frocio utilizzando dieci o dodici espressioni differenti (chiarendogli ben bene che era Nicanor O' Donnell a telefonargli), dopodiché strappò il bastone da passeggio a un pacifico vecchietto e glielo spaccò sulla testa, infine tornò a casa all'alba e tenne aperta la porta tutta la notte, dopo aver appeso all'architrave un cartello abbastanza eloquente: "Ho trecento pesos nel terzo cassetto del comò". Ladomenica sulla soglia c'erano sei biglietti diversi. Nicanor li lesse uno a uno: "Sei un porco approfittatore. Ti lascio, ma la cosa non finisce qui. Tua moglie." "Mi avevano aggiustato la porta solo una settimana fa. Devo ancora pagare l'artigiano. Nel frattempo, mi alleno in palestra per la vendetta. Il tuo ex-amico, Luis Al fil." "O' Donnell, non osi mai più farsi vivo in ufficio. Mi aspetti a casa sua. Appena riceverò il barile di cianuro che ho ordinato, penso di farle u~a visitina. Saluti rivoluzionari, Armando Churrisco Direttore." "Il bastone era un ricordo di famiglia: lo usava il mio antenato Henry Morgan. Non conoscendo i suoi gusti, presupporrò che preferisca la dinamite alla polvere da sparo e cercherò di accontentarla. li figlio unico del vecchietto." "Cerano solo duecentocinquanta pesos. Detesto essere imbrogliato. Mi aspetti lunedì, perché l'arrotino passa la domenica pomeriggio e devo affilare il coltello. Alexis il surrettizio." "Mi ha deluso. Persa la fede nell'umanità, credevo solo più in Lei, e Lei ha dimostrato di essere una canaglia. Lunedì a mezzogiorno, appena mi avranno restituito una cravatta che ho prestato, passerò a strangolarla. L'anonimo." Nicanor sentì una gradevole pace spirituale. Lemissive ricevute rispondevano alla migliore tradizione del genere poliziesco. Adesso poteva dormire tranquillo.

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