Linea d'ombra - anno XV - n. 127 - lug./ago. 1997

• u1ra,Conlol E:duardoDel Llano Raz[L({)nam l a coda ci aveva messo parecchio a muoversi. Quando Alfi! arrivò davanti al bancone aveva un'incazzatura aggiuntiva. li commesso lo guardò con indifferenza. "Dimmi." "E cosa vuoi che ti dica? Voglio la quota che mi tocca." "Bene, prendi," disse il commesso, mettendo sulla superficie levigata un pacchetto di medie dimensioni. "Qui ci sono due personaggi principali, quindici secondari e trenta comparse. Ci sono anche varie scene d'azione e una erotica." "E i segni d'interpunzione?" "Sono finiti. Ma torna la settimana prossima, che forse ci riforniscono." "Ma ci posso contare? Non so scrivere senza punteggiatura." "Cerca di dargli un piglio moderno, senza virgole né punti. E che le scene siano tranquille per non aver bisogno di esclamazioni e interrogazioni." "Ma come diavolo posso scrivere ad esempio una scena erotica senza punteggiatura? T'immagini la protagonista che dice freddamente Ancora sì dagli dentro che bello? Ci dev'essere passione, entusiasmo, che so io." "Cerca di ottenerlo dal contesto. Enon ti ho ancora detto il peggio. Questo mese di finali non si parla nemmeno." "Come sarebbe a dire che non ci sono finali?' "Non ce ne sono. Ne sono arrivati tre e sono già stati assegnati a casi molto giustificati, opere di carattere prioritario. Chiaro che io conosco un tipo che un finale se vuoi te lo vende, ma si fa pagare parecchio." "Siamo malmessi. .." gemette Alfi!. "Ci sono almeno narrazioni parallele? Io non ho preso quelle del mese scorso." "Be' hai perso il turno, perché sono finite. Parallele? Ancor di grazia che ci sia la narrazione lineare. Monologhi sì ne abbiamo, tutti quelli che vuoi, specialmente monologhi interiori, privi di punteggiatura." Oh,• "Eversi?" Q:V "Devi scegliere tra un sonetto e un'ottava. Seprendi l'ottava hai diritto a tre righe di citazioni, in sovrappiù." "Dammi il sonetto," decise lo scrittore, "e l'indirizzo del tuo conoscente che vende il finale." "Hai fortuna," disse il commesso mentre gli incartava l'ordine, "ti porti via l'ultimo sonetto. Questo genere di cose in strada o non si trovano o sono carissime." Luis Alfi! assentì e prese il pacchetto. Pesavapoco, ma con quello doveva arrangiarsi a terminare il romanzo che stava scrivendo. Un romanzo ottimista, pieno di fede nel futuro. e i &egnid'interpunzione? Sono tiniti. Ma torna la &ettimana pro&&ima, che tor&e ci ritomi&cono.,,

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