Linea d'ombra - anno XV - n. 127 - lug./ago. 1997

• 1 11 [a C(OD t O Go,IJ,,., SorcioBiaJ cheavevafatto qualcosachenon dovevao avevaguardato qualcosachenon dovevaguardarecome le vacchealla monta o roba del genere.Non sto scherzando.Hodato la colpa a lei. li piccolo Henryè nato chesembravaun coniglietto col piede storto. Unconiglietto abortito o qualcosadel genere.Hodetto chenella mia famigliada quandosiamoal mondo non c'era mai stato niente del genere.Eperciò dovevavenire dalla sua parte. Poi ho detto cheera perché lei le avevatutte peggiodi me.Eallora lei hadetto cheè stato quello cheha fatto scoppiare il bubbone.Tutto quello chemi tengo dentro perché,ha detto, io non odiavo i bianchi di merdacomemio padre e pensavosolo di non dover venir meno alle sue ideee se l'avevo sposataera solo perchéera la negrapiù chiara e tirata a lucido chepotevo trovare fra le negre.Unavolta cheha cominciato a umiliarmi con quella parola, negro, ha continuato finché non provavo più niente macominciavoa crederea quello chediceva, e allora le ho perfino detto chemene andavoe lei fa: "Eil piccolo Henry?"Eio dico: "Quelnegroè tuo". Poi sono uscito e era comesenon conoscevoaltre parole, solo negro. Ho trovato un locale,sono entrato e ho cominciato a bere. Nonera neancheun locale per negri, era un localeper bianchi. Erala prima volta cheandavo in un localeper bianchi, e continuavoa pensarecheera per colpa di una negra.Non ero neancheabbastanzasbronzoda non saperecosastavodicendo. Ero sedutoal banconee parlavo col barista. Lui stava lì, non ero nessunoper lui, mi sachemi ascoltavasolo con un orecchio. Dico:"Conoscoun negro.Sai,io li conoscoi negri. (Fadi sì con la testamanon dice niente). Li conosco,e bene.Saicosaintendo. Li conoscocomequelli della mia famiglia. Li conoscodove si devonoconoscere".Hoghignatocomesedovevaconoscerli anche1ui."Saila mia famigliaviene dalle colline, comeuna speciedi dèi della pioggia,sai, la mitologia. Giovee le altre coseche ti hanno insegnato.Comunque,conoscevoun negroche s'è fatto prete, sai, hagirato all'indietro il colore bianco, cioè hagirato all'indietro il collare biancoe s'èmessoin smoking. L'haicapita?"Non l'avevacapita. "Be',s'è fatto prete, madopo un po' non voleva più essereun prete, cosìci ha pronunciato". li baristahadetto: "Rinunciato"."Cosìci ha rinunciato e s'è tolto il collare all'indietro e è tornato a esseresoltanto un vecchio alla buonacomequelli checi sonogiù a casachemangia frattaglie di maiale,zamponee panedi granoturco tutti i giorni. Esai cos'hafatto ancora?S'èsposato.Sìil negrocheuna volta era un prete s'èsposato.Primaha preso tutti i voti di castità poi s'èsposato.S'èsposatoper poter venire". lo rido. Lui no. Diventocattivo. "Be',viene abbastanza.Viene lui e viene anchelei. Leiviene e fa un bambino. Esai una cosaancora? E' venuto ancheil bambino.Ah ah. Non ridi? li bambinoè venuto fuori col piedestorto. Poi sai cos'hafatto? Non ha dato la colpa a suamoglie.S'èdato la colpa a lui. Il negro s'èdato la colpa dicendocheDio lo avevamaledetto perchéera andato contro i voti. Hadetto cheDio lo avevamaledetto perchéavevafatto voto di castità, cioè niente scopate,ma lo sanno tutti quello che fanno, quelli lì, è andato contro il voto di castitàe ha sposatounanegraper farequello che fanno tutti e il Signorenon hamaledetto soltanto lui. Hadetto chequestopoteva sopportarlo. Ma il Signoreha trasmessola maledizionefino alla generazionedopo e hamaledetto il suopiccino chenon avevafatto niente per tutta la suavita... a parte venire". Rido,continuo a ridere. Poi quandosmetto di ridere continuo a bere. Poi quando smetto di bere parlo ancora. "Ela sai un'altra cosa?"dico. Stavoltalui dice "No". Ma io dico: "Conoscevoun altro prete cheha preso i voti, solo chequestoprete era bianco.Vuoi sapere cosagli è successo?Harotto i voti come il negro e s'èsposatocomeil negro. Ehanno avuto un bambino anche loro. Vuoi saperecosagli è successo?"Cosa?" Gli è uscito negro". Poi sono cosìubriaco che riescogiustoa andarea casa. Pensocheè la casadegli Hawk,non la sua.Sec'è qualcuno che dev'esseresbattuto fuori quella è lei. È lei la negra.Voglio fregarla.Seè giàa letto, la tiro giù. Mapoi quandoarrivo a casa l'unico a rimanere fregato sono io. Perchélei è sparita e il piccolo Henryè sparito pure lui. Mi sacheho bestemmiatocosì tanto da tirar giù i muri finché non ce l'ho fatta più e mi sono addormentato. Lamattina dopo Henry torna con una vicina ma Maggienon c'è. Ladonna mi consegna il piccolo Henry e io le chiedo: "EMaggie?"Leimi guardae mi sachepensache sono il diavolo in persona,poi fa: "Non lo so, però mi ha lasciatoquesto biglietto da darti". Cosìmi dà il biglietto e sene va. Loapro e leggo.Scriveanchecomeuna gallina, penso,con quella sua zampadi gallina. C'èscritto: "Sonoscappatacon J.T. perchéera da un po' chevoleva scapparecon mema io fino adessonon volevo. Ti ho rispedito il piccolo Henry perchéstanotte l'ho portato via solo perchémagari facevi qualcosae poi stamattina ti pentivi." Cosìho pensatoche lei avevapensatochedovevo restare sobrio sevolevo occuparmi di mee del piccolo Henry. Il piccolo Henry non ha detto niente e non ho detto niente neanch'io. L'hosolo messogiù e l'ho lasciatoa giocare da solo. •. Questoduemesi fa. Daallora non ho bevuto più neanche un goccio.Mastanotte mia cuginaWillie è venuta e mi ha detto dov'era Maggiee adessolei è li in cucinachedà damangiare al piccolo Henry e mi sachequandomi alzomi dà damangiare anchea me.Mi alzo,mi vesto e vado in cucina. Leidice che quando arriva il nuovo bambino vedremodi chi era la colpa. J.T. è più nero di un pezzodi carbone.Maggiecontinua a dire: "Quandoarriva il bambino vedremodi chi era la colpa".Adesso è da più di duemesiche la guardomadalla pancianon le spunta ancoraniente. Lefoto di questoracconto sono: di DidierRuef AgenziaGraziaNeri

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