• Il I racConlo1 ToniCadeBambara BuonCompleanno Non oi dovrebbero compiere gli anni d'eotate perché non c'è neoouno in giro a ueoteggiarti "Non oto piangendo". Ollie batte il piede ma le lacrime avevano cominciato a ocendere e prima che poteooe uermaroi ocoppiò in oinghiozzi (0) llie aveva passato tutta la mattina in attesa. Prima aveva cercato di scuotere nonno Larkins che non voleva proprio svegliarsi. Aveva pensato che stesse fingendo, ma era incosciente. Lasua dentiera non era nel bicchiere e sul comodino c'era una bottiglia. Avrebbe dormito per giorni. Poi Ollie aveva aspettato sui gradini della cantina che Chalky, il custode del caseggiato, finisse di portare su la spazzatura e si fermasse a parlare con lei. Ma lui era troppo indaffarato. Infine si era seduta sulle scale ad aspettare Wilma. Ma era sabato e Wilma doveva essersi ficcata da qualche parte a rimpinzarsi di patatine fritte, sgranocchiandole fino a romper~i le mascelle, troppo ingorda per mangiarle piano piano. Sarebbe comunque arrivata l'indomani a raccontare le sue frottole: "Ieri sono andata alla Bear Mountain con mio fratello Chestnut e sua moglie su una barca grande così" avrebbe raccontato "è per questo che non sono venuta a trovarti siamo partiti così presto che mia madre mi ha svegliato quando era ancora buio e ci siamo divertiti molto e quando siamo arrivati ho vomitato anche l'anima, ti piace il mio vestito nuovo?" Wilma aveva sempre qualche balla da raccontare e sempre tutta d'un fiato. Ollie cercò di capire perché fosse amica di Wilma. Wilma un giorno sarebbe diventata una signora, avrebbe sposato un medico e sarebbe andata a vivere a New York, diceva sua madre, Ollie invece, povera orfanella, se non l'avessero uccisa prima, era destinata a sposare un ubriacone, diceva la madre di Wilma. Ollie non aveva mai detto a nonno Larkins quello che la madre di Wilma ripeteva sempre. Dentro di sé la odiava e basta. Ollie passò le prime ore del pomeriggio di fronte al ristorante The Chicken Shack,seduta sulla ringhiera a guardare i cuochi calare e togliere dall'olio di frittura i cestelli del pollo. Erano troppo stanchi e sudati per dirle di togliersi da lì: "Manda in rovina gli affari" brontolava sempre il proprietario. Più tardi si fermò tra la lavanderia e il negozio di scarpe a osservare alcuni uomini che lanciavano monetine contro l'edificio. Aspettò un poco stringendo una palla di gomma tra le mani. Sesoltanto riesco a prendere il muro per un momento, pensò, forse arriva qualcuno e possiamo giocare a palla insieme. Ma gli uomini continuavano a fare lanci e altri ancora aspettavano il proprio turno; sarebbero rimasti lì per ore, così Ollie se ne andò. Bussòalla porta della signora Robinson per vedere se doveva portare a spasso il cane. L'atrio, almeno, era fresco. Ma in casa non c'era nessuno, nemmeno il cane che di solito si scagliava contro la porta, abbaiando furiosamente come se fosse grosso e cattivo e invece era soltanto un piccolo, miserabile bastardo.
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