Linea d'ombra - anno XV - n. 127 - lug./ago. 1997

===-~=~==-- ... dalle &ue dita e&cono&pontaneamente -=--= • ; ), ':::. i valzer di Chopin... f, w• tf'. Non c'è gara dove non vinco la medaglia d'oro. Quand'ero piccola e andavo all'asilo, vincevo sempre la corsa dei venti metri. Adesso corro i cinquanta metri. Edomani potrei correre da sola la staffetta quattro per quattro e arrivare prima, seconda e terza. I ragazzi grandi mi chiamano Mercurio perché sono la più veloce del quartiere. Questo lo sanno tutti, tranne due persone che la sanno lunga, mio padre e me. Lui mi batte da qui a Amsterdam Avenue: mi dà due idranti di vantaggio e poi corre fischiettando con le mani in tasca. Ma queste sono informazioni riservate. Già: te lo immagini un uomo di trentacinque anni, stretto in un paio di calzoncini da evaso, che fa a gara con i ragazzini? Per tutti gli altri sono la più veloce, e questo vale anche per Gretchen che va in giro a dire che quest'anno la medaglia la vincerà lei. Ridicolo. Secondo: ha le gambe corte. Terzo: ha le lentiggini. Primo: nessuno può battermi, punto e basta. Sono ferma all'angolo a godermi la giornata e sto per fare un giro sulla Broadway per esercitarmi nella respirazione; Raymond è con me e cammina rasente agli edifici perché va soggetto a degli attacchi di fantasia e comincia a pensare di essere l'equilibrista di un circo e che il bordo del marciapiede è una corda tesa in alto nel vuoto. Ea volte, dopo la pioggia, gli piace scendere dalla corda e sguazzare proprio nel canaletto di scolo, bagnandosi le scarpe e il risvolto dei pantaloni. Così quando arrivo a casa le prendo. A volte invece, se non lo tieni d'occhio, scappa in mezzo al traffico fino all'isola nel centro della Broadway e spaventa i piccioni. Allora devo andargli dietro e scusarmi con tutti i vecchietti seduti lì attorno che cercano di prendere un po' di sole e si agitano per i piccioni svolazzanti che gli scompigliano i giornali e fanno rovesciare lo spuntino avvolto nella carta oleata che hanno sulle ginocchia. Così tengo Raymond dalla parte del muro e lui gioca a guidare la dilig_enza, il che mi va bene finché non mi viene addosso o interrompe i miei esercizi, che devo fare visto che faccio sul serio con la corsa e non m'importa se si sa in giro o no. Ci sono delle persone che si comportano come se per loro fosse tutto facile e non ammettono di allenarsi. Io invece no. Percorro la 34strada saltando come un pony da rodeo per mantenere forti le ginocchia, anche se questo fa incavolare mia madre che va avanti come se non fosse con me, non mi conoscesse, fosse in giro per compere da sola e io fossi la figlia un po' svitata di qualcun'altra. Prendiamo Cynthia Procter: è proprio l'opposto. Seil giorno dopo c'è un compito in classe, lei dice qualcosa tipo: "Oh, mi sa tanto che oggi pomeriggio giocherò a palla e stasera guarderò la televisione" soltanto per farti sapere che non penserà al compito. O come la settimana scorsa, quando ha vinto la gara di ortografia per la milionesima volta: "Brava, Squeaky, che sapevi come si scrive 'soqquadro', perché io lo sbagliavo di certo. Mi ero completamente dimenticata della gara." Esi aggrappa al laccio della camicetta come se l'avesse scampata per miracolo. Oh, mamma. Ma naturalmente, quando passo vicino a casa sua la mattina presto durante le mie corse attorno all'isolato, lei sta provando le scale al pianoforte, su e giù, giù e su. Poi, al corso di musica, si fa sempre sballottare di qua e di là fino a quando finisce per caso proprio sullo sgabello del piano ed è così sorpresa di ritrovarsi seduta lì che decide di suonare, così per ridere, quei vecchi tasti. Echi l'avrebbe mai detto? .. dalle sue dita escono spontaneamente i valzer di Chopin e lei è la persona più sbalordita del mondo. Un vero prodigio. Potrei ucciderle quelle come lei. lo sto sveglia tutta la notte a studiare le parole per la gara di ortografia e in ogni momento della giornata mi si può vedere allenarmi nella corsa. Non cammino mai se posso correre, e peggio per Raymond se non riesce a starmi appresso. Ma naturalmente lo fa, perché se rimane indietro qualcuno potrebbe avvicinarlo e fare lo spiritoso con lui, soffiargli i soldi di tasca, o chiedergli dove ha preso quel suo testone di zucca. Lagente è così stupida a volte. Così me ne vado a zonzo per la Broadway espirando e inspirando in sette tempi, sette è il mio numero fortunato, ed ecco che arriva Gretchen con le sue amiche del cuore: Marie Louise, che era mia amica appena è arrivata a Harlem da Baltimora, e tutti la picchiavano finché non l'ho protetta io, visto che sua madre e la mia da ragazze cantavano nello stesso coro. Ma la gente è ingrata e ora lei è sempre appiccicata a Gretchen che è nuova e parla male di me; e Rosie, che è tanto grassa quanto io sono secca e spettegola su Raymond, troppo stupida per capire che non c'è tanta differenza tra lei e Raymond e che non può certo scagliare la prima pietra. Insomma, quelle stanno proprio risalendo la Broadway e io capisco subito che ci sarà una scena da malavita perché la strada non è così larga e loro camminano rasente agli edifici proprio come noi. Prima penso di entrare nel negozio di caramelle per dare un'occhiata ai nuovi fumetti e lasciarle passare. Ma questo è da fifona e io ho una reputazione da salvare. Allora decido di tirare dritto in mezzo a loro, o anche di finirgli addosso se necessario. Ma mentre si avvicinano,

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