VOLO loro DiMolti i partiti crollate le iotituzioni nel caoo della crioi ha reoiotitola oocietà civile organizzata GiulioMarcon N el bailamme della crisi albanese, i partiti si sono in gran parte dissolti e le istituzioni sono crollate. Ha resistito la società civile organizzata: associazioni,Organizzazioni non governative (Ong), organizzazioni non profit. A differenza della ex Jugoslavia, i pacifisti e i volontari impegnati nel lavoro di solidarietà con l'Albania si stanno confrontando con organizzazioni della società civile più radicate e diffuse: solo il Forum delle organizzazioni non governative degli albanesi ne raccoglie oltre duecento. Sono associazioni tra le più varie: ong che difendono i diritti dei rom albanesi (che sono centomila su una popolazione di circa tre milioni), gruppi ambientalisti (il degrado ecologico è un altro dei disastri degli ultimi ann_i:i pozzi petroliferi incustoditi hanno allagato ettari di campagna) che lavorano con Greenpeace, organizzazioni di "donne rurali" che difendono i diritti delle donne nelle campagne e il Forum delle donne albanesi che ha ben ventimila aderenti in tutti i centri del paese. li fatto che nello sfarinamento delle istituzioni albanesi e nello sfilacciamento del suo tessuto politico ci sia una parte della società civile - certo, ancora minoritaria - che si è organizzata sul lavoro umanitario e che parte di questo abbia una evidente caratterizzazione politica e culturale è un punto di determinante importanza per il mantenimento e lo sviluppo Daniels/Rea/Contrasto di una prospettiva democratica del paese. Si tratta, appunto, di forme di esercizio concreto di democrazia, di partecipazione, di forme nuove di alfabetizzaziione alla politica, di presidio di un tessuto sociale disgregato dalla politica dei furfanti, dei miraggi economici e mediatici propagati dall'Occidente. Lapresenza delle associazioni albanesi è in crescita e in costante sviluppo. Probabilmente lo sarà ancora di più nell'immediato futuro, considerando il potenziale impatto dell'intervento umanitario internazionale. Si tratta di realtà diverse fra di loro. Alcune sono organizzazioni strutturate, altre sono dei semplici comitati informali e spontanei, associazioni radicate nel tessuto sociale, agenzie educative e di sviluppo. In alcuni casi si tratta di piccoli gruppi, in altri di organizzazioni che magari nascono su interessi specifici. Berisha, dopo aver sottovalutato il significato del movimento delle organizzazioni non governative albanesi, ha capito negli ultimi tempi la pericolosità della crescita dell'associazionismo albanese per l'evidente potenziale democratico e di autorganizzazione sociale che rappresenta. Oltre un anno fa ha fatto sciogliere la Federazione della gioventù albanese (il coordinamento delle organizzazioni giovanili albanesi), rea di avere avuto posizioni troppo critiche verso il suo regime. Sul finire del 1996ha fatto mettere al
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