• Il jperSonaggio Italo Siena Noi copriamo un bisogno, quello dell'assitenza medica agli extracomunitari, ma indichiamo anche un problema: nessun'altro lo fa. Invece, sarebbe un dovere delle nostre istituzioni, quello di farsi carico. Per loro, gli immigrati sono tante mosche. Bene, noi mettiamo insieme tutte queste mosche, le convogliamo in uno spazio facilmente riconoscibile. E le mosche diventano un grosso punto nero, molto visibile. Naga: Chi,dove,quando Il Naga (Associazione volontaria di assistenza sociosanitaria agli stranieri), ha la sua unica sede a Milano, all'ultimo piano di un fatiscente palazzone, sito in via Bligny 22 (tel. 02/58305289 - fax 02/58300089). Nato essenzialmente come servizio ambulatoriale per immigrati clandestini, il Naga si è successivamente ampliato, arrivando persino a impostare - insieme ad altre associazioni di volontariato laico e cattolico - "la legge per il diritto alla salute di tutti", come la chiamano loro, che più precisamente corrisponde al diritto all'assistenza sanitaria per gli immigrati, regolari o irregolari che siano, presenti su suolo italiano. Si tratta dell'ordinanza del 15 novembre 1996, emanata dal ministro per la Sanità Rosi Bindi (governo Prodi), relativa ai cittadini stranieri, già reiterata due volte (di. 7 febbraio 1997 e 13 maggio 1997), e derivata a sua volta da una ordinanza emanata dal ministro della Sanità Elio Guzzanti (governo Dini) del 14 maggio 1996. Ordinanze complesse e contortamente reiterate dal governo italiano, ma che prescrivono alcune norme di fondamentale importanza e civiltà, quali: le cure urgenti per malattie e infortunio; la medicina preventiva (comprese le malattie infettive); la gravidanza responsabile e la maternità; l'assistenza sanitaria ai minori; la gratuità delle suddette prestazioni (salvo quote di partecipazione come per gli italiani); un'affermazione di principio sul diritto più generale alle cure (da attuare con successivi decreti); nessun tipo di segnalazione (salvo il referto come, ove previsto, per gli italiani). L'attività di assistenza sociosanitaria del Naga, comunque, prosegue nelle forme consuete: all'ambulatorio di base si affiancano laboratori specialistici, tutte le prestazioni offerte sono gratuite (come i farmaci). Il Naga si organizza poi in vari sottogruppi, di cui il più attivo è certamente il "Gruppo Nomadi", nato nel 1987, e attualmente composto da una decina di soci, che prestano la loro assistenza clinica direttamente nei campi Nomadi, autorizzati e non, tramite ambulatorio mobile (camper). Il "Gruppo Carcere", composto da circa altri dieci soci, si occupa degli interventi in carcere, presso il carcere milanese di San Vittore. Il "Progetto Cabiria", invece, ha come obiettivo quello di prevenire la diffusione del virus Hiv tra gli extracomunitari a rischio, mediante uscite su strada con il camper, colloqui con prostitute e gruppi di immigrati. Ma è il "Settore Ricerca" a fornire il maggior apporto economico al Naga, riuscendo ad ottenere contributi sia della Cee che dalla Regione Lombardia grazie alle attività, all'elaborazione dati e cartelle cliniche. Presso il Naga, inoltre, c'è un "Centro di documentazione", dove funziona un servizio prestiti: dispone di oltre 800 libri sull'immigrazione. Il Naga partecipa alla "Rete antirazzista" e a varie iniziative di lotta e denuncia sul terreno sociale e politico, ad esempio contro la tortura, come dimostra la fondazione del "Gruppo Rifugiati e Torturati Politici", che collabora con altre associazioni umanitarie e fornisce aiuto ai rifugiati politici per l'inoltro delle domande di asilo (i dati sono tratti dal bollettino "Speciale Naga informa" pubblicato il 4/12/96).
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