Linea d'ombra - anno XV - n. 127 - lug./ago. 1997

una maggioranza schiacciante, il 3 luglio (1997,ndr). Lademocrazia nello stile russo ha trionfato e il meno pericoloso dei cattivi ha vinto. li cattivo moderato aspetta il momento opportuno. Lebed non manca di aggiungere una nota di grazia all'intera campagna, dopo che tutto si è concluso. "Ride bene chi ride ultimo". Perfino i russi più giovani sono comprensibilmente cinici, ma come tutti i cinici, in fondo al cuore sono dei romantici contro ogni evidenza. Prima dello spareggio elettorale, Max mi dice: "SeEltsin viene rieletto, tra quattro anni da oggi i comunisti saranno stati dimenticati. La nuova generazione avrà più potere e anche i vecchi realizzeranno che la vita sta migliorando". Penso che Max abbia ragione, ma la strada che porterà a questo è accidentata tanto quanto una qualsiasi stradina di Mosca. Non è facile fare piazza pulita dopo 75anni di governo di un solo partito. "Quando i cadaveri sono disseminati sulle strade e sulle vie principali, si può continuare a vivere", ha scritto Nadezda Mandelstam dopo anni di prigionia in Siberia, sotto il regime di Stalin, "ciò che è davvero terribile è quando i cadaveri non si vedono". Nella Russiadi oggi ci sono cadaveri, vivi e morti. Lamaggior parte di essi viene ignorata, alcuni non si possono non vedere. Perfino mentre Mosca diventa quello che credo sarà la città più importante del prossimo millennio, i problemi che tutti i russi affrontano - riassemblare i relitti della propria società in uno strumento intero che funzioni almeno a metà, per la metà della gente - continueranno ad essere presenti per tutto il secolo successivo. Comemi ha detto un amico a SanPietroburgo: "La cortina di ferro adesso è fatta d'oro". Per molti è però ancora più impenetrabile. Soffriranno, e continueranno a soffrire per questa unica e inevitabile transizione. Generalmente la Russia è stata vista in bianco e nero, sia dagli stranieri che dai russi stessi. Oggi è facile guardare al paese come la terra delle Giacche Sgargianti e delle babuski, un posto in cui se non stai servendo caviale da zuppiere in cristallo stai cercando erba da mangiare, ma la situazione è decisamente più complicata di così. In Russia il bianco e il nero si sono mischiati, come in un dipinto Necrorealista di Kuslov, in infinite tonalità di grigio: le immagini ci sono, ma confusamente definite e spesso tanto orribili quanto umoristiche. A volte sono perfino ispiratrici. Perciò quando pensate alla Russia, e pensate a vecchie nonne che cercano di vendere bambole per le strade, pensate anche a giovani uomini e donne che votano per la prima volta, credendo, sapendo anzi che il loro paese sta lentamente diventando, finalmente, un bel posto in cui vivere. Provate, come ho fatto io, a fraintendere meno la Russia.

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