er T ritratti i negozi statali così da poter raggiungere le quote di cibo "sprecato" previste. Nel corso dei 25 anni di regime staliniano si registrarono, in periodo di pace, almeno due massicci scoppi di cannibalismo dovuti alla carestia. Lapopolazione della Russiaoggi è inferiore rispetto a quello che dovrebbe essere non solo a KrzysztofPawela/GrazNiaeri causa dei 20 milioni di russi che perirono nella seconda guerra mondiale ma anche perché Stalin e il partito da lui presieduto ne ammazzò almeno altrettanti, prima e dopo la guerra. A volte la gente veniva uccisa per un motivo preciso - il collezionismo di francobolli stranieri, il confronto tra i baffi del Grande Leader e le blatte, la congiura della distruzione dell'Unione Sovietica attraverso l'eruzione indotta di vulcani inattivi. Di regola però non c'era bisogno di nessuna ragione. Per i russi di oggi l'eredità sovietica è altrettanto spaventosa della realtà di allora. Lasperanza di vita di un uomo è di 57anni. Lamortalità infantile è sei volte più alta di quella del Giappone. L'inquinamento dell'acqua e dell'aria è diffuso e incontrollato. Malattie da lungo tempo sconfitte negli Stati Uniti e in Europa come difterite, tifo, poliomielite, si propagano a macchia d'olio. Il fatto che nei dieci anni successivi a Chernobyl non ci siano stati altri incidenti nucleari è dovuto più alla fortuna che alla pianificazione. Perché, allora, qualcuno dovrebbero volere nuovamente i comunisti al potere? Soprattutto per necessità: la necessità di mangiare. Il voto di un russo quest'anno (1996,ndr) è dipeso largamente dalla quantità di denaro a sua disposizione. Quattro anni fa una corsa sulla metropolitana di Mosca costava sette rubli. Nel giorno di queste elezioni era lievitato a 1500 rubli. In seguito all'iperinflazione dei primi anni Novanta, la maggior parte degli anziani hanno scoperto che i risparmi di una vita non sarebbero bastati nemmeno per un pranzo al McDonald's. Lapensione di un russo è in media di 100 dollari al mese, sufficienti per latte, pane e poco altro. Così sono molti gli anziani che quando ripensano alla vita sotto il regime comunista, ricordano le salsicce a basso prezzo; fa comodo dimenticare tutto il resto. Lo spartiacque tra ricchi e poveri in Russia è una lama affilata e non è possibile passare da un fronte all'altro senza farsi male; i ricchi, naturalmente, sono in grado di fasciarsi le ferite. Sesei abbastanza forte, o abbastanza disonesto, probabilmente nella Russiadi oggi te la cavi bene. Ancora più importante, se sei giovane e furbo, e vivi in una delle città più grandi, probabilmente te la passi molto bene. I russi benestanti sono per lo più giovani (dai 40 in giù) e per la stragrande maggioranza pronti a rieleggere Eltsin. Molti fra gli elettori di Zjuganov sono in età avanzata (dai 50 in su) e poveri. Il divario generazionale negli Stati Uniti degli anni Sessanta non era neanche un decimo rispetto a oggi in Russia, dove la posta in gioco per cui si continua ere a combattere è molto più alta. Fino al momento del funerale, i vecchi non avevano capito quanto gli mancava il defunto. I giovani invece se ne erano andati da un pezzo dal cimitero, e avevano già cominciato a ripulire la casa. Max Maslakov, 27 anni, un mio vecchio amico e comproprietario di una piccolo studio di grafica e design, mi viene a prendere all'aeroporto. Sulla strada verso la Piazza Rossacerco di leggere gli striscioni che pendono sopra le strade. li mio cirillico è un po' arrugginito. "Le elezioni?", chiedo. "No", mi risponde lui, "il concerto di David Bowie al Cremlino". Durante il mio primo soggiorno a Mosca, quando i miei amici ed io guidavamo su buie, silenziose strade, di notte, avevo la sensazione che la città non fosse né europea né asiatica ma piuttosto il luogo di un mondo parallelo (ciò che in fin dei conti era stata) in cui le esperienze di una vita condotta nell'Occidente potevano raramente, se non mai, essere applicate. Questa volta, lasciato l'aeroporto da quindici minuti, mi accorgo che la città che avevo visto quattro anni fa è stata sostituita da un'altra. LaMosca del 1996 mi colpisce per quello che deve essere stata Berlino nel 1928, o LasVegasnel 1953: una città di opportunità illimitate il cui imprevedibile futuro sarà o stupefacente o terribile, o entrambi. Più di nove milioni di persone vivono in quella che forse è la città che cambia più in fretta di tutto il mondo. Adesso le notti sono rischiarate dalle luci al neon. Sembrano esserci tante gru quanti sono gli alberi. Lagrande Chiesa di Cristo il Salvatore, demolita a
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