fatto è stato di spingere questo fenomeno alle sue conseguenzeestreme, esagerandolo più che potevo. Infatti, se è impossibile predire il futuro, sulla lingua non è difficile fare previsioni. In "Atti ca6uali" la "lingua nuova" 6embra rit[ettere anche le ibridazioni razziali. il crollo di un 6i6tema tondato wlle di6tinzioni di cla66e, la 6comparw di contini certi tra individui prewmibilmente portatori di identità 60ciali divene. In Atti casuali ci sono Lola, un'ebrea non praticante, le africane-americane latinizzate Jude e lz, e una serie di altre giovanissime di lingua ispanica. Per farle comunicare ho dovuto miscelare black-american, spanglish e slang. Credo che la lingua che si parlerà nelle strade nei prossimi anni non sarà che una versione appesantita di questa loro lingua meticcia. Una lingua della 60pravvivenza? No, una lingua dell'adattamento, una lingua che segnala la capacità di chi la usa di capire cosa le/gli sta intorno. Qual è il tuo retroterra di 6crittore? Vengo da una tradizione letteraria tradizionale, ma mi piacciono i film di fantascienza e ho un fortissimo senso visivo. Atti ca6uali potrebbe tra6tormar6i in uno 6plendido bilm. Tra i miei romanzi, è l'unico che sia stato opzionato da Hollywood. Laspiegazione è chiara: adattarlo per il grande schermo non costerebbe molto, mentre gli altri sarebbero estremamente costosi. se non altro per via degli effetti visivi. Oltre a 6Crivere i tuoi romanzi. collabori ad alcune te6tate. tra cui "Spin". Che altro bai? Anche tu in6egni? Per carità, sono quanto di meno accademico ci sia in giro. In passato ho lavorato come redattore per una rivista sindacale e come commesso di libreria. Hai batto l'univer6ità? No, se si esclude un anno in Kentucky, prima di venire a New York nel 'n Ho pensato che il denaro che mi ci voleva per l'università potevo investirlo molto meglio trasferendomi da queste parti. Le pareti del tuo appartamento 6ono a66ediate da ogni lato di libri. Di che libri 6i tratta? Andiamo per ordine ( Womack si è alzato: il tour comincia). Qui c'è l'area "Dischi volanti". Qui ci sono i materiali che hanno avuto e continuano ad avere la maggiore influenza su di me: vale a dire tutto ci che riguarda le credenze umane più estreme o di margine. Come vedi, la fantascienza c'entra poco. Quando dico che queste sono le mie fonti, non intendo dire che le considero attendibili o che, personalmente, credo negli Ufo. Semplicemente credo in chi ci crede, sono affascinato dalla psicologia umana che si accompagna a un determinato tipo di convinzione o persuasione. Tutti i libri di questa stanza sono collegati a questo: crimine, materiali che hanno a che vedere con la morte, medicina, pseudoscienza, parapsicologia, fenomeni "naturali" eccezionali, sesso, arte nelle sue manifestazioni più scadenti (ad esempio il kitsch), teorie della cospirazione, fanatismi religiosi (antisemitismo, anticattolicesimo), propaganda, società totalitarie e c;iutoritarie. Il tuo è un intere66e di tipo illumini6ti.co e razionale. da 6cettico? Diciamo che sono interessato a ciò che è umano, semplicemente troppo umano. Da qui in avanti, però, (Womack ha attraversato la stanza e mi sta indicando un'altra parete) ci si sposta nell'area della vera e propria paranormalità: fantasmi, fenomeni psichici, poltergeist, stregoneria, vampiri. Poi ci sono le religioni e i loro annessi, l'abominevole uomo delle nevi, l'archeologia nera, lascoperta di Atlantide, ecc. t que6ta la materia prima dei tuoi libri? Proprio così. Se, in generale, gli scrittori di fantascienza si interrogano sul destino dell'universo, io mi interrogo sulle varie forme in cui si possono manifestare le convinzioni di uomini e donne. Mi interessano profondamente la mente umana, i modi di comportarsi delle persone, le loro opinioni e il loro modo di pensare. Ecco da dove viene il mio desiderio di indagare, di spingermi sempre più in là, perché non c'è limite a ci che la gente può credere. Come ti 6pieghi la tua ba6cinazione per una materia tanto perturbante e paurow? Non è necessariamente paurosa, almeno finché non ci sei dentro anche tu. lo mi tengo a una debita distanza intellettuale. I libri che mi interessano non riportano il punto di vista di qualche freak: sono su di loro. Ma che origine ha que6ta 6eduzione? Non me lo sono mai spiegato. So solo che è cominciata quando avevo circa nove anni. È stato allora che ho cominciato a collezionare libri. Adesso la mia collezione è una delle più grandi degli Stati Uniti. Lo so, perché conosco quasi tutti gli altri collezionisti del mio genere. Vi. tenete in contatto? Solo con quelli come me, i "non credenti". Con i "credenti" preferisco non avere niente a che fare. Fare ricerca sui libri non comporta rischi. I libri. in tondo. 6ono un ottimo 6Chermo. Ti capita mai di ricercare dal vivo, 6U per6one in carne e 066a? No, preferisco limitarmi alla lettura e alla mia immaginazione.
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