• • 11 lperSonaggio ItaloSiena Fotodi: FrancescoGarufi/Contrasto quello dell'anno scorso, pubblichiamo libri e persino dischi. In quanto ai numeri degli extracomunitari visitati, se il primo anno venivano poche persone al giorno, adesso facciamo 70 visite al giorno. Chevuol dire 350alla settimana, 1200al mese e 30.000 circa all'anno. Alt. 6i uermi un attimo, dottor Siena. [ i 6oldi, dove li trovate? Li rubate? Tutti i fondi del Naga arrivano tramite sottoscrizioni, per non parlare dei soldi che ci abbiamo messo (e perso) noi fondatori, soprattutto all'inizio. Da poco abbiamo partecipato a due progetti di ricerca, i cui proventi abbiamo devoluto all'associazione. Dei contributi pubblici non parliamo. Dopo anni di denunce e di petizioni alle Ussl, al Comune, ai più vari enti, siamo riusciti ad ottenere l'affitto della sede di cui le parlavo prima. Ad un prezzo basso, è vero. Ma non le dico in che condizioni ce l'ha data il Comune, quanto ci è voluto per ristrutturarla (il posto è grande, circa 200 metri quadri, ma i lavori ci sono costati quasi 200 milioni, e lì non c'era nulla, solo sporcizia e topi) e il tempo che ci abbiamo messo noi. Comunque, se non fosse stato per la mobilitazione dei mass-media (ne parlarono !'"Unità", la "Repubblica", il Tg3), la sede non ce l'avrebbero data. Com'era. allora, la 6ituazione Mnitaria degli extracomunitari. a Milano? I numeri dell'immigrazione, nell'87, erano molto bassi, rispetto a oggi. Non c'era stata ancora la legge Martelli sulla reFosse facile, diceva giorni fa il medico-cantante Enzo J annacci, in un intervista, <<stare in piedi tutta la notte, in un pronto soccorso, con la gente che ti arriva a ondate e il sangue che schizza da tutte le parti. E se sbagli a infilare l'ago nella vena, nessuno dice: "tranquillo dutùr, capita">>. golarizzazione dei flussi. Quasi tutti gli extracomunitari che venivano da noi erano privi di permesso di soggiorno, ma la disponibilità delle istituzioni era maggiore: erano le stesse Ussl, ad esempio, o l'ufficio di igiene di via Statuto che ci segnalavano i casi-limite, i luoghi dove andare. Anche se spesso giocavano allo scaricabarile, su certe cose c'era più tolleranza di adesso. Per fare un'altro esempio, gli esami del sangue non si pagavano, non c'era il ticket e molti ospedali ci offrivano delle consulenze o esami specialistici gratis. Poi, piano piano, i numeri sono aumentati, l'intolleranza altrui anche, noi siamo stati invasi dalle domande di visite (del resto si era diffuso, tra le comunità degli extracomunitari, un formidabile tam - tam: tutti sapevano che noi c'eravamo e non dovevamo più andarli a cercare noi), l'amministrazione ha iniziato a chiudere le strutture di accoglienza, dicendo che spendeva troppo, come i campi nomadi o le baraccopoli, e noi abbiamo dovuto allargarci per forza. Altrimenti non avremmo retto. In60mma. avete iniziato ad a66umere un ruolo parai6tituzionale. NeMuno vi ha mai accu6ato di uare della "6upplenza" non richie6ta? Naturalmente, è successo, ma cosa vuole, sono - come si direbbe - i "rischi del mestiere"; e poi c'è un discorso più generale da fare. Il nostro, ci tengo a dirlo, nasce come un discorso di denuncia, non di assistenza. Il Naga è un'associazione laica, fatta da molte persone "di sinistra", ma nel senso sociale e non politico del termine, come aveva capito Giorgio Bocca,
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