ascoltare 6Ua opera? Qual è lo 6COPOdel volume? A chi 6i rivolse? Io individuerei duedestinatari fondamentali di questo libro. Daunaparte l'uomo toutcourt della nostra condizione postmoderna,condizionecheBlumenbergdefiniscedi "naufragiocon spettatore" e Heideggerrichiama"notte del mondo".Poichésembracaduta la metaforadella luce,cheavevadominato il tempodella modernità, siamotutti più bisognosidi un orizzonte,di unapatria, di un senso,di una speranzapiù grande. Questolibro vorrebbe interloquire con tutti coloro chesonocercatori di un sensoe vorrebbe tentare di proporre - in formamodesta,discreta, rispettosa- un orizzontedi senso,non violento, non ideologico,che è appunto quello della fede nel Diocristiano. Maquest'operaparlaancheal credente,perchélo mette in discussionerispetto a una fedechesia scontata, ideologica,fatta di certezze sonnecchianti.Lochiamaad unavigilanzae ad unapassioneper Dio e per l'oggi della storia, in cui potersi porre in dialogocon tutti quelli che,pensando,sia fanno interroganti, sul sensodella vita e della storia dell'uomo in questomondo. Così,credenti e non credenti pensanti si trovano insieme,accomunatinon solo nel dialogochequesto libro è,maanche nel dialogochequesto libro vorrebbesuscitare in ciascunodei suoi destinatari. ProueMor Gi.orello. alla bine lei. uilo6ouo non credente. è per6Ua6o da{{e ri6po6te del 6UO amico teolo50? Ateo oggi è chi di.cein maniera aperta e completa oì alla vita in tutte le oue maniueotazioni. Dallerisposteno, perché il dissenso di fondo restaradicale;dallo stile umano di Fortemolto, e sperochequestodialogopossacontinuare. Restail punto di dissensoprimo: per Forte la libertà dello spirito è complementarealla costituzione della Chiesa;per me, invece, la libertà dello spirito è primaria: se le Chiesenon si pieganoalla libertà, tanto peggioper le Chiese. Que6to "Trinità per atei''. purtrattando que6tioni teolo5iche e uilo6obiche ardue. è un libro per tutti. cioè per tutti coloro che 6ono in ricerca. 6ia credenti. che non credenti: uor6e proprio per il 6uo impianto narrativo e dialo5ico. è un libro acceMibile. non a6tru6o. ma compren6ibile. a tratti penino avvincente. Un srande 6Uorzodi riproporre in modo 6erio e ori5inale il rapporto tra uede era5ione, tra biloJouia e teologia, 6Uperando il "delirio di onnipotenza" da parte del teolo50. convinto di. avere la 6oluzione di Dio. Che rimane 6empre il Dio "mi6terio60 .. anche per il teologo. anche per il credente: vero. don Forte? Laconcezionebiblicadi Dio,della sua verità, non è certamentequelladi un qualcosacheil nostro cuoreo la nostra mentepossanopossedere:la verità non è qualcosachesi possiede,maQualcuno checi possiede.In questosensoDio restapiù grande,restamisteriosoanche per colui checrede,per colui chepensa criticamente la suafede,comeil teologo: guaisenon fossecosì.Seil misterodi Dio fosserisolto, Diodiventerebbenient'altro cheunacifra del delirio di onnipotenzadella ragioneumana.In realtà, seDio restamisterioso,Diochiamacontinuamente il nostro pensieroa trascendersi, e dunquea restare in quellacondizione che la grandetradizionespirituale definiscedi umiltà, machesi potrebbeanche denominare,con Heidegger,di "ascolto": di ascoltodell'avvento dell'Altro, della suadonazionesemprelibera e sorprendente. Perciòil Diodella fede, il Diodella teologiaè sempreil Diomisterioso,il Dio non esauritodella nostra conoscenza, ma è ancheil Dio checi accoglienegli abissidel suomistero, del suosilenzio amorosoe al tempo stessovivificante. Pen6o che il 6UO libro 6ia 6oprattutto il tentativo di U6cire daUa 6olitudine del.l'uomo di 055i. In lei - credente. prete e teologo - e nei 6UOi interlocutori. bil060Ui laici non credenti. in uondo vi è la 6te66a inquietudine che vi accomuna. lo uadicamento 6pirituale della no6tra epoca. Don Forte. come 6i può U6Ciredai di6perati 6ilenzi de{{a incerta identità de{{'uomo contemporaneo? Questisilenzinasconoesattamente dalla crisi di una identità troppo sicuradi sé,qual era l'identità dell'epocamoderna,della ragionetotalizzante,della ragionestrumentale.Siamogiunti a una condizionedi folla di solitudini, in cui ciascunorestaprigioniero del proprio corto orizzonteperché,crollati i grandi orizzonti di speranzadelle ideologie, sembrachenon siapossibilesostituirli con altre vere ragioni per vivere, e per vivere insieme.Credocheper uscireda (segue...)
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