Linea d'ombra - anno XV - n. 127 - lug./ago. 1997

Einaudi. Nella stessa collana in cui è uscito il volume di Forte è stato pubblicato Lafilosofia dallascaladi servizio di Wilhelm Weischedel, un libro apparentemente divulgativo, che gioca sull'aneddotica e sui tic dei filosofi ma che in realtà ricostruisce un filo rosso nel!' avventura umana della filosofia proprio nel bisogno che hanno i filosofi di confrontarsi con Dio: anche gli atei più radicali, come Ludwig Feuerbach. Mi sembrava una provocazione intellettualmente stimolante - per un cattolico e per chi cattolico non è - che in una collana chiamata "Scienzae idee" ci fosse la voce della teologia. Equale voce migliore di una voce dialogante come quella di Bruno? Ese mia è stata l'idea di coinvolgere Bruno nella nostra impresa, sua è stata l'idea di scegliere lo stile del dialogo e di inserire i saggi di (acciari, di Vitiello e mio come saggi di intervento critico in forma dialogica. Credo che il dialogo sia molto importante. Il dialogo è una forma molto bella di discussione quando è reale e non fittizio: e quindi è un dialogo fra persone reali e non fittizie. Ciascun elemento del dialogo non copre la posizione di un autore: non c'è nessuna armonia prestabilita. Sec'è armonia, è perché la si costruisce faticosamente nel lavoro di comprensione dell'altro. Credo che il bisogno di comprendere l'altro sia la cosa che affratella me a Bruno, anche se uno è etichettato come ateo e l'altro come credente. Quale intereMe tipinge un Mlotio&o laico come lei a diMertare di Trinità in tempi di radi.cale tiecolarizzazione? Certo, questa è l'età del disincantato e della secolarizzazione. L'ha detto molto bene Max Weber a suo tempo; lo dice molto bene in suo libro il grande storico inglese Cristopher Hill. Quel Dio che era cosi pericolosamente vicino a Galileo, a Newton o a Cromwell, ormai si è ritirato in una piega dello spazio-tempo einsteiniano, perché oggi la secolarizzazione è un modo di pensare, di vivere. Non è l'unico, peraltro, perché abbiamo un mondo a registri plurimi, con tempi e spazi molto dislocati. Seci spostiamo nella stessa Europa, nella penisola Balcanica, vediamo che le guerre di religione hanno ancora un peso: ma forse non sono solo di religione! Ma il richiamo al Dio degli eserciti in molti casi conta: e non c'è bisogno di citare la rivoluzione iraniana per fare degli esempi. Quindi la secolarizzazione è un registro come altri, non l'unico. Direi di più: nello stesso registro della secolarizzazione si iscrive la storia della Trinità. La tesi che ho cercato di sostenere, magari indegnamente, e che l'amico Bruno smantella (poi io cercherò di smantellare la sua distruzione e cosi via), è che alla base del processo di secolarizzazione c'è proprio la figura della Trinità. Per quanto questa sia un nodo, un enigma, un mistero, una grande sfida alla ragione (come già ci ammoniva padre Dante), in realtà l'idea di un Figlio e dello Spirito come qualcosa di distinto dal Padre introduce all'interno del cristianesimo una dialettica molto importante che forse un monoteismo più radicale non potrebbe consentire. E in questa dialettica il primo nemico del sacro è GesùCristo. E lo Spirito, che "soffia dove vuole", è qualcosa che destabilizza - in molte esperienze eretiche del cristianesimo - le chiese istituzionalizzate. Quindi, secondo me, il vero primo grande secolarizzatore è proprio Gesù Cristo. Esull'orizzonte della secolarizzazione si apre la possibilità dell'età dello Spirito, quella dei grandi apocalittici del Medioevo, e come Gioacchino Da Fiore emolti altri del Rinascimento. Questa prospettiva è oggi ancora più ricca perché, certo, noi non crediamo ingenuamente al regno dei santi o al millennio dei giusti, come è suggerito da alcuni passi del Nuovo Testamento; ma l'ansia apocalittica è rimasta, non è stata eliminata e percorre anche questo scenario postmoderno. Lo percorre forse nelle pieghe più strane, magari in chi guarda alla rivoluzione informatica o alle novità straordinarie offerte dalle biotecnologie, o in chi pensa a esperienze personali diverse dallo standard, per esempio a certe esperienze nelllsd o nelle droghe. Ci sono molti elementi che devono farci riflettere. Secondo me, la tensione dello Spirito contro la legge della parola interpretata, contro la parola scritta e cristallizzata, è ancor più di attualità oggi, nell'età dei media, nell'età in cui forse sono finite le classiche rivoluzioni politiche ma vanno avanti le rivoluzioni scientifiche. Questo è il punto con cui lo Spirito, nel doppio senso di spirito umano ma anche di Spirito della Trinità, si deve confrontare. Un libro dunque "dramma.tico·· nella tiua Mruttura ··ticenica ··. ma tioprattutto nei tiuoi contenuti. Don Forte. come può riaMumerci il tientio di quetita

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