6te66o dottore outre 6ull'attività del Naga. Del re6to, lo 6candalo della Mnità in Lombardia ha raggiunto proporzioni talmente gro66e (partendo dai "baroni" degli o6pedali, allargando6i a macchia d'olio a centinaia di medici di ba6e. travolgendo decine di ammini6tratori pubblici e, naturalmente. binendo ai politici) da portare con 6é la vecchia 606petto6ità italica nei conbronti della medicina. Qua6i ci gode, Latanto idolatrata "gente comune", a gridare 6Ubito al "tutti Ladri!" e, di r(6ulta, al "tutti incapaci!". Fo66ebacile, bare il medico. Fo66e bacile, guadagnare due milioni al me6e e lavorare tutto il Mnto giorno, 6enza una pro6pettiva certa di aMunzione "dopo". Fo66e bacile, diceva giorni ba il medico-cantante [nzo Jannacci, in un intervi6ta, "6tare in All'inizio erano tutti miei amici, una ginecologa, un medico di base e qualclie volontario, anche perché - come può ben immaginare - l'associazione è completamente priva di fini di lucro, piedi tutta la notte, in un pronto 60ccor6o, con Lagente che ti arriva a ondate e il 6angue che 6Chizzada tutte Leparti. [ 6e 6bagli a inbilare L'agonella vena, neMuno dice: "tranquillo dutùr, capita,'. Strano uomo anche Lui, que6to Italo Siena, che ama i 6Uoi pazienti normali, quelli "italiani", ma ama ancor di più i 6Uoi pazienti "diver6i". Per colore della pelle, l.ingua, riti, U6i e co6tumi. Quelli che italiani proprio non 60no. Ma che hanno bi.6ogno di cure, come tutti. Che, cioè, 6i ammalano, come tutti. Conuna piccola dibberenza, ri6petto a noi: non avendo un reddito, una re6idenza, alle volte una cittadinanza, non 60lo non po66ono permetteni le cure mediche, ma - 6e per 6bortuna gli capita di incontrare un "tutore dell'ordine" - ri6chiano pure l'arre6to. Per immigrazione clande6tina, commercio abu6ivo, burto, 6paccio, pro6tituzione. Le6olite co6e, in6omma. "[ la mia broncopolmonite, doc?". "Quella puoi curartela in carcere, amico". t. a loro, ai nomadi, agi.i extracomunitari, ai "neghèr" come Li chiamano a Milano, che Italo Siena dedica da dieci anni Laparte uondamentale della 6Ua vita: il tempo Libero. Il Naga ha un nome lungo. bone troppo. ma un 6imbolo belliMimo. Un 6erpente a 6ette te6te, tratto dalla mitologia indiana, 6imbolicamente arrotolato attorno ad un monte Mcro, il monte Meru, un vero archetipo. Il 6erpente "con6erva valenze 6imboliche contraddittorie, ma le più po6i.tive di e66e ricominciano ad U6cire dalla dimenticanza per ridare armonia e Libertà a tutti gli uomini, 60prattutto a quelli a cui 60no negati i diritti bondamentali", recita lo 6tatuto del Naga. t. co6ì, dottor Siena? Lei vuole sapere come è nato il Naga e di cosa si occupa? Guardi, voglio cominciare con dei ricordi personali, che non amo, ma è per capirci. Nel 1987vengo a conoscenza che in uno dei campi nomadi di Milano, non c'era nessuno che offrisse assistema del servizio medico nazionale. Allora ci vado e non le dico cosa trovo. Una persona anziana, in particolare, aveva tutte le malattie del mondo: un infarto, l'epatite, era cieco da un occhio, paralizzato su una sedia a rotelle, nonché diabetico. Nel campo, che si trovava in fondo a via Triboniani, zona Certosa, non entrava nessuno, che non fosse dei loro, da anni. lo mi sono offerto subito e i servizi sociali dell'amministrazione comunale di allora sono stati ben lieti che qualcuno se ne occupasse, cosa che loro non facevano. Da solo, però, naturalmente non ce la facevo, così ho parlato con alcuni colleghi, che avevano la mia stessa sensibilità sociale su questi temi, e abbiamo deciso di fondare il Naga. All'inizio erano tutti miei amici, una ginecologa, un medico di base e qualche volontario, anche perché - come può ben immaginare - l'associazione è completamente priva di fini di lucro, ci siamo registrati all'Albo del volontariato, con tanto di regolare statuto, e la sede all'inizio era in questo studio dove siamo ora, il mio ambulatorio. Morale: eravamo in sette (tre medici e quattro volontari), ora siamo in duecento (circa 60 medici e 140 volontari, di cui solo due persone sono pagate part-time per il lavoro di segreteria), abbiamo una sede vera, quella in viale Bligny 22, anche perché il mio studio era troppo piccolo, e organizziamo convegni, come
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==