greto viene svelato solo al lettore e al suo servo muto Bernardo. Nessuno sa la sua vera idendità, non la sa il dispotico governatore della California, Monastario, il suo luogotenente Mondori, né il grasso sergente Garda e, per finire, non la conosce nemmeno suo padre, Don Alejandro de la Vega, un aristocratico spagnolo padrone di un rancho situato nei dintorni della città di Nuestra Senora Reina de los Angeles in California. li lettore ha un vantaggio nei confronti di tutti i protagonisti del romanzo, eccetto il servo muto Bernardo. Una seconda ragione lega il lettore a questo bandito: la maschera di Zorro è una mimesi del lettore che legge il romanzo, dello spettatore che vede il film. Sotto la maschera nera non si nasconde il timido don Diego de la Vegabensì ognuno di noi, lettori sedentari che aspiriamo a raddrizzare le storture del mondo. Zorro ci ricorda come ognuno di noi abbia un'anima di cavaliere errante nascosta, pronta a liberarsi con la fantasia. È indispensabile notare come ogni qual volta Zorro si veste è sempre il servitore Bernardo ad aiutarlo, il quale è muto ma non sordo, proprio come il lettore o lo spettatore che non può parlare con il libro o lo schermo ma solo ascoltare ciò che racconta. Sotto il mantello nero di Zorro (che a questo punto può rappresentare la notte, quando ci raccontavano le favole prima di metterci a dormire oppure il buio della sala cinematografica o, ancora, la stanza segreta dove ci nascondevamo per leggere i fumetti invece di studiare) si libera il nostro inconscio buono, la figura che sveglia quell'eterno cavaliere errante che è dentro di noi e ci porèritica ta a difendere le vedove e i fanciulli, a lottare contro l'ingiustizia, ricollegandoci ad una antichissima tradizione di valori cavallereschi. In poche parole, quando aiutiamo Zorro a mettere il suo nero mantello ci prendiamo beffa di tutti: dei personaggi del romanzo, della gente che ci circonda, cieca di fronte alla nostra verità più profonda e, infine, ci prendiamo gioco di noi stessi, perché sappiamo che questa metamorfosi può avvenire solo nel regno della fantasia. Nel romanzo "Il ritorno di Zorro ", aMiotiamo a queoto dialogo. Un proprietario terriero, Don Gioaotro, auùerma: "Anche le peroone più umili vengono oppreMe dalla prepotenza di Mondori. Noi proprietari terrieri abbiamo tentato di opporci ma la noo tra reoiotenza ci ha procurato l'accuoa di tradimento. ZORRONON È RIVOLUZIONARIO Zorro non è un nobile in miseria, come i moschettieri di Alessandro Dumas, piccoli gentiluomini della Guascogna che si danno al mestiere delle armi tutta la vita, né un contadino che ha subito violenze o un contadino malfattore; Zorro è un aristocratico sposato alla causa degli umili, castigatore di tiranni ma non rivoluzionario. In quella società coloniale che vive intorno alla piccola cittdina di LosAngeles, nessuno pensa ad una rivoluzione ma solo a r rendere meno gravoso il peso delle tasse. Nel romanzo li ritorno di lorro assistiamo a questo dialogo. Un proprietario terriero, Don Gioastro, afferma: '"Anche le persone più umili vengono oppresse dalla prepotenza di Mondori. Noi proprietari terrieri abbiamo tentato di opporci, ma la nostra resistenza ci ha procurato l'accusa di tradimento.Se rifiutiamo di pagare le tasse rischiamo la morte.' "'E voi, Don Gioastro', chiese Diego, 'avete obbedito ai malvagi ordini di Mondori'? '"No!' Negli occhi del vecchio spagnolo brillò un lampo orgoglioso di sfida. 'Ho rifiutato. Ma proprio oggi un messo mi ha consegnato un 'ingiunzione. Seentro il tramonto non avrò pagato, sarò arrestato e scaraventato in prigione, dove resterò in attesa di essere processato come traditore del mio Re.' "Diego sapeva qual'era il significato di quelle parole. La legge in Spagna prevedeva che tutte le proprietà terriere e tutto il danaro di un traditore condannato fossero confiscate dalla Corona; e, in California, il rappresentante della Corona era il Governatore ed il suo crudele comandante Mondori. Essisi impossessavano delle proprietà e del denaro, rinchiudendo nei loro forzieri tutto quello che volevano e mandando oltremare, nella lontana Spagna,soltanto un'esigua parte dei beni confscati. li governatore era il custode legale degli interessi del Re in California e nessuno avrebbe osato criticare le sue azioni nella lontana California" .5 Mc Culley oltre ad avere ben presente la situazione storica della California agli inizi del secolo scorso, ha anche ben presente la figura del bandito. Questo, secondo la tipologia che ha messo in evidenza Hobsbawm, deve
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