Linea d'ombra - anno XV - n. 126 - giugno 1997

ascoltare avesse antichissimo sangue spagnolo nelle vene. Questo era il gruppo sone che formava una vera e pr élite che dominava lo Stato. S essi vi erano i messicani, i paesani, i coloni e los<ho vincia. li gruppo sociale cito guardava con dis paesani un po' cafo maggioranza erano no un dialetto differe no messicani non spagnoli". 2 Questa era la stratificazion prima dell'Indipendenza, ben nelle storie di Zorro. li nostro mascherato appartiene al picCjlc po criollo di famiglie aristocrati lotta contro l'esercito colonial fendere i messicani. Perché Zorro è un bandito? Perché in un mondo di delinquenti gli uomini liberi sono costretti a diventare banditi. Come dice il grande storico Hobsawm, "banditismo vuol dire libertà, ma in una società contadina è dato a pochi essere liberi. I più sono legati alla doppia catena, del padrone e del lavoro, e spesso una serve di rinforzo all'altra. Non è tanto la vulnerabilità economica che li rende vittime dell'autoritarismo e della coercizione, quanto la loro staticità") Inoltre i contadini si muovono poco, perciò il bandito finisce per essere un elemento mobile in una società immobile. Sediventa signore delle strade e terrore dei viaggiatori, è perché queste sono le arterie lungo le quali egli opera, sia per rubare che per fuggire. Nella finzione narrativa o cinematografica la mobilità viene espressa attraverso figure di movimento: Pancho Villa usa il treno, Emiliano Zapata è allevatore nonché commerciante di cavalli, il grande bandito spagnolo del XIX secolo Curro Jiménez traghettava i passeggeri da una sponda del fiume all'altra, e così via. Nel caso dei banditi gentiluomini, ' l he a, rL "lavorano"in città e 6onoproiettati ver6o il uuturo. come Zorro, bandito per scelta e non per necessità, la libertà o il movimento è simboleggiata dal cavallo, dal mantello al vento, dalla frusta che sibila contro i malvagi, dalla zeta lasciata a scherno come impronta del proprio passaggio. In ogni caso, la figura di Zorro non è una critica alla Spagna, ma solo alla parte più deteriore di essa, quella che viola la legge per arricchirsi. LA LETTERATURAPOPOLARE Come è stato osservato, il romanzo popolare è un genere che privilegia l'intreccio intricato sciolto con un sorprendente colpo di scena. Questa letteratura comincia con l'escludere la psicologia dei personaggi e finisce per essere necessariamente schematica. Se poi dal romanzo si passa al cinema, pensando anche ad un pubblico di massa. la caratterizzazione fra buoni e cattivi diventa manichea. La narrativa popolare, pertanto, esaspera i contrasti fra bene e male, costruisce eroi fortemente caratterizzati (il ladro gentiluomo, l'eroe fatale come Sandokan, l'abate scellerato, la vergine prostituta, la plebe pericolosa, eccetera), congela in tipologie fisse paesaggi, abbigliamento, personalità, armi, ma soprattutto simbolizza i particolari: la primula rossa, la maschera di Phantomas, la spada dei moschettieri, la pipa di Sherlok Holmes, la zeta di Zorro. Una narrativa quindi giocata sull'intreccio e che esplicitamente dichiara di voler far piangere o ridere, divertire, indignare il lettore. La maledizione di Capistrano di Mc Culley, il romanzo capostipite di tutte le imitazioni successive, riprende questi temi e li rielabora in modo americano. Soprattutto simbolizza particolari che possono sopravvivere all'eroe stesso, tanto è vero che Zorro può sopravvivere anche al di fuori del contesto in cui è nato, come è appunto Zorro contro Maciste. Riprendendo le parole di Umberto Eco possiamo dire che "nel romanzo popolare non si può aprire una crisi se poi non la si risolve. Non si può sollecitare lo sdegno del lettore su una piaga ~ sociale se poi non si fa intervenire un w elemento a sanare la piaga, e a vendicare, con le vittime, il lettore turbato. li romanzo diventa allora una macchina gratificatoria".4 Per intendere il procedimento gratificatorio, Eco fariferimento al film Ombre Rosse, dove il Settimo Cavalleggeri libera i passeggeri di una diligenza rincorsa dagli indiani. Nel nostro caso Zorro è il deus ex-machina che punisce il cattivo e ridona serenità al lettore turbato, colui che riporta la giustizia. Fin qui la figura di Zorro finisce per somigliare ad un qualsiasi eroe mascherato, ma ci sono due altri elementi che intrigano il lettore. Innanzitutto colui che legge o vede il film sa chi si nasconde sotto la maschera di Zorro poiché questo se- (segue...)

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