cr1t1ca Mo YAN, LA NATURA MAGICA M o Yan, di cui Einaudi presenta una raccolta di racconti, L'uomo che allevava i gatti, a cura di Maria Rita Masci, è autore già noto al pubblico italiano, soprattutto per Sorgo Rosso, pubblicato da Teoria nel 1994,dopo il successodell'omonimo film di Zhang Yimou. 'linea d'ombra" ne ha pubblicato due racconti, li fiume inaridito (n. 45) e Lapiena autunnale (n. 105). il primo dei quali è contenuto nella presente raccolta. Una lunga intervista con Lara Maconi, pubblicata sul n. 97, offre un ritratto dettagliato dello scrittore, ricco di riferimenti biografici e letterari. Recensendo Sorgo Rosso su 'l'Indice", Edoarda Masi sottolineava la qualità epica della narrativa di Mo Yan, la sua potenza visionaria, l'alternarsi ed il sovrapporsi del reale, dell'immaginario e del sogno, la conduzione cinematografica degli episodi, con il frequente salto di tempi e l'impiego di flashback. A differenza di altri scrittori cinesi della sua generazione, cittadini che scoprono la campagna, inviati nei villaggi a "rieducarsi" alla scuola dei contadini, Mo Yan, nato nel 1956 in un villaggio del nord-est (Shandong) e figlio di contadini, vi affonda le sue radici. Seviene reputato il massimo esponente della corrente della "ricerca delle radici" lo è anche perché con la Cina profonda si identifica e si immedesima: la sua prosa non ha mai effetti di estraniazione, si lascia trasportare dal vortice di violenza, ottusità, sordidezzache descrive e si immerge con naturalezza in un universo primitivo di sentimenti elementari, dove non hanno spazio la pietas confuciana né il distacco dell'intellettuale taoista. Usando un impasto linguistico a tinte forti, Mo Yan ridonda nelle descrizioni e nelle immagini, dilatando lo spazio ed il tempo con effetti di zoom e di "ralenti", indugiando sui paesaggi, gli oggetti e i corpi, in una sorta di iperrealismo magico che lo apparenta ai latino-americani (non a caso nell'intervista citata ricorre più volte il riferimento a Garcia Marquez e a Cent'anni di solitudine, accanto ad un altro scrittore amato, Faulkner). Ladimensione del racconto gli sta stretta, ed ogni storia rimanda ad un'altra, nella tradizione della narrazione orale alla quale ama richiamarsi. Nel crudo realismo che descrive un mondo gretto e senza scampo improvvisamente si squarciano momenti lirici che rimandano ad una dimensione fantastica, nutritasi alle storie di spiriti e fantasmi che si tramandano nei villaggi. Nell'intervista sopra citata Mo Yan sottolinea la familiarità acquisita nell'infanzia con queste storie, ancora prima di leggere / racconti straordinari dello studio Liao, la raccolta classica di Pu Songling del XVII secolo. Enei due racconti Esplosioni e li neonato abbandonato, è la zia ostetrica che spezzal'atmosfera cupa dell'ospedale di campagna dove si alternano parti ed aborti decisi in base alla rigida politica di pianificazione delle nascite, che prevede un unico figlio, abbandonandosi ai suoi racconti sulle volpi, animali magici, che intervengono improvvisamente nella storia degli umani cambiandone lo svolgimento. Lazia conosce un'infinità di storie sulle volpi, tanto che il nipote protagonista sostiene che potrebbe scrivere la Continuazione dei racconti straordinari dello studio Liao. E la caccia alla volpe si alterna in Esplosioni alla vicenda del protagonista che accompagna la moglie riluttante ad abortire il secondo figlio, forse il maschio agognato dalla famiglia per assicurare la successione. Dalla finestra dell'ospedale, in attesa che il tavolo ostetrico si liberi per l'aborto, il protagonista scorge una nuvola rossa inseguita dai cani e dai battitori, una volpe che sfreccia come una fiamma e scompare alla vista nei campi. Più volte il cerchio si stringe intorno alla volpe, tra le grida degli uomini ed i latrati feroci dei cani. Ma la volpe schizzavia e sfugge ai suoi inseguitori. Non sfugge invece al suo destino la moglie del protagonista, che aveva tifato per la volpe durante la lunga attesa prima di passare sul lettino, occupato da una partoriente che dà alla luce un maschio, accolto con entusiasmo e invidia da tutti i presenti. Ma non è più il tempo delle volpi fatate, che soccorrono gli umani e fabbricano le pillole dell'immortalità. Lazia dice che ormai "c'è troppa gente. Ovunque ti giri trovi sempre qualcuno. Lagente è tanta e lo spazio è poco. Quando la gen-
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