Linea d'ombra - anno XV - n. 126 - giugno 1997

ascoltare L'opera parte quando squilla il telefono, quando qualcuno ti invita. Quindi lavori 6empre per un po6to 6pecibico. per qualco6a di preci6o? No, sono per lo più dei lavori che tengono in considerazione dove vengono presentati. Credo che sia diverso, non sono fatti apposta per quel luogo. Credo che sia la stessa cosa di quando qualcuno vuole produrre un qualsiasi prodotto: cerchi di capire dove sei, cosa si è ... 6i ha 6empre il problema di auuermare la propria penonalità, invece magari 6i può beniMimo accettare le co6e dette da un altro e condividerle ... magari le poMo in qualche modo migliorare. ---------- MaurizioCattelan"Senzatitolo" 1993(Zorro).AcrilicosuTela fatto e cosa ci sia da fare. Mi piace anche imparare qualcosa dai vari contesti, avere delle possibilità ogni volta diverse. Ma quando 6quilla que6to telebono ... qual è l'obiettivo che ti proponi di raggiungere? Non c'è mai un obiettivo, c'è una situazione, cerchi di capire che relazione hai con il resto delle cose, la tua posizione. Cosasono adesso e cosa questa situazione aggiunge o cambia di quello che sono? li mio lavoro non vuole arrivare da nessuna parte. Comunque cerchi umpre di pre6entare dei lavori nuovi e tatti per l'occa6ione? Sì, sempre. Ho tanti lavori quante sono le mostre nel mio curriculum (ride!). Ma ti è mai capitato di rivedere dei tuoi lavori in altre mo6tre? Sì solo recentemente però. Ci sono dei lavori che si prestano ad essere rimontati ma altri che tolti dal contesto dove sono nati sono solo interessanti per la storia del tuo percorso. Ho fatto un lavoro raccogliendo le macerie dopo la distruzione del Pac (Padiglione d'Arte Contemporanea) a Milano e credo che si possa riproporre tra una decina d'anni come una sorta di riflessione, ma adesso sarebbe stupido e non si terrebbe conto della variabile tempo. Altri lavori potrei metterli praticamente in qualsiasi situazione che andrebbero bene comunque. Ma ci 60110 delle penane che comprano que6ti lavori. Come poMono comprare delle opere che perdono di importanza a ucondo del conte6to in cui vengono collocate? Più che dei compratori direi dei sostenitori del lavoro. L'arte non è una merce come le altre, vendiamo delle idee, delle emozioni. Chi compra il tuo lavoro sostiene quello che fai, ti da la possibilità di farne un altro. Pen6i mai al pubblico che vedrà il tuo lavoro? Generalmente non riesco a pensare ad un lavoro che vada bene per tutti. Mi capita di fare i miei lavori per una, due persone in modo particolare, quasi di "dedicarglielo". C'è sempre una persona ideale con cui stai dialogando. Mi piace anche che ci sia una specie di "protettore" del lavoro che se ne prenda cura, che faccia quasi l'angelo custode. [. hai tatto dei lavori penMndo a qualcuno che poteMe poi comprarlo. o meglio. "606tenerlo "? No, pensi sempre a qualcosa d'altro, non a vendere un'opera. Anzi nelle ultime mostre ho sempre fatto delle cose molto difficili da vendere. [. que6to ti crea dei problemi? In tondo il primo che 606tiene il tuo lavoro è il tuo galleriota. che è comunque una per60na che vive vendendo il lavoro degl.i arti6ti. Ma non credo ci si debba preoccupare di queste cose. Sevuoi fare dei soldi credo che bisogna scegliere un'altra strada. li problema non è vendere. Quanto è importante il progetto nel tuo lavoro? Cè una diotanza tra l'idea iniziale e poi la 6Ua realizzazione pratica? Credo che non ci sia una vera differenziazione, sono inscindibili. È

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