Linea d'ombra - anno XV - n. 126 - giugno 1997

confine MAURIZIO (ATTELAN, L'ARCHITETTURA DEL PENSI ERO RobertoPinta M aurizio Cattelan è nato a Padova nel 1960 e, come molti altri artisti della sua generazione, non ha frequentato mai le aule di un liceo artistico o di un'Accademia, preferendo cercare l'arte direttamente nelle gallerie e negli spazi espositivi (soprattutto a Bologna e Milano) dove si faceva ricerca e non ci si limitava a studiare l'arte antica. li suo è un lavoro difficile da descrivere: non si tratta di pittura né di scultura, neppure, per certi versi di installazioni. Maurizio Cattelan si occupa principalmente di visualizzare idee e meccanismi di pensiero attraverso installazioni, video, fotografie, oggetti, azioni. Più che di opere si tratta di "operazioni artistiche" in cui l'autore vuole porre delle domande più che affermare qualcosa. Una volta ha raccolto in alcuni grandi sacchi della protezione civile le macerie del Pacappena esploso; un'altra volta ha chiuso la galleria lasciando intravedere all'interno un orsetto giocattolo che correva con la sua bicicletta su un filo. Oppure per parlare del problema dell'identità ha chiesto a decine di persone di fare un suo identikit e li ha fatti realizzare da un disegnatore riempiendo con questi volti di se stesso (ma visti e realizzati dagli altri) un'intera parete. Chene rimane dell'arte con la "A" maiuscola in questo modo? Molto se si considerano le idee, molto meno se si mantiene intatto il nostro preconcetto di andare alla ricerca di un artista "ispirato", metà romantico bohémien, metà bravo artigiano. Forse davanti a questi lavori bisogna entrare cercando di cogliere gli indizi, le tracce di una sorta di racconto fatto solo di frammenti, lasciando da parte visioni del mondo onnicomprensive o teoremi complicati, ma cercando i meccanismi della nostra vita, attraverso il filtro di un occhio ironico e disincantato, qualche volta cinico, come quello di Cattelan. Questo è un momento particolarmente importante per Maurizio Cattelan, nei prossimi mesi sarà alle prese con la Biennale di Venezia e la mostra Skulptur Projekte a Mi.inster. Inoltre il Castello di Rivoli (uno dei pochissimi spazi pubblici per l'arte contemporanea in Italia) ha in programma una sua personale in ottobre. Ma per entrare dentro il suo modo di "agire" mi sembra interessante riportare la richiesta che Maurizio Cattelan mi ha rivolto prima dell'intervista vera e propria: "Spesso = ·-= " N ·t 3---- leggo delle interviste interessanti e mi piacerebbe riutilizzare dei pezzi di altre conversazioni perché trovo esposti dei concetti con chiarezza. Credo che un'intervista dovrebbe servire a far capire qualcosa in più di un autore, ma allo stesso tempo bisognerebbe avere l'umiltà di ammettere a volte la propria "inferiorità" nel costruire delle complesse architetture di pensiero. Ti propongo quindi di raccogliere delle cose già fatte. (...) Nessuno fa mai così perché si ha sempre il problema di affermare la propria personalità, invece magari si può benissimo accettare le cose dette da un altro e condividerle ... magari le posso in qualche modo migliorare. Poi anche il mio lavoro è spesso fatto così. Mi trovo a lavorare in modo molto simile ad altri miei colleghi ma questo non mi preoccupa(. ..) Epoi spesso piacerebbe a me fare delle domande ad un intervistatore!". Naturalmente non ho accettato (forse ho sbagliato?), ma anche questo era rivoltare il solito modo di vedere le cose. Vorrei partire da come concepi<1ci una tua opera.

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