Linea d'ombra - anno XV - n. 126 - giugno 1997

• LA NUOVA FRONTIERA DEL ~ •~ isha", il singolo tratto i dal suo ultimo album Sahra, uscito in autunno, ha raggiunto in primavera il milione di copie vendute. Una canzone che come titolo porta un nome di donna maghrebino, interpretata in francese da un cantante arabo, e algerino, che nella Francia dove le idee del Fronte Nazionale hanno largo corso ha ottenuto un successo tale da essere poi premiata come "canzone francese" del '96: un risultato a suo modo epocale, che ho ridotto a più miti consigli anche le grandi emittenti radiofoniche commerciali che in Francia non vanno matte per quello che sa di arabo, come avevano già dimostrato anche davanti a precedenti successi di Khaled, e che si sono viste costrette a fare con Aisha buon viso a cattiva sorte. Eppure nemmeno questo exploit è riuscito a cambiare Khaled, schietto, semplice, che anche dopo anni non dimentica le persone che conosce, contagiosamente cordiale e sorridente: un tipo che istintivamente si vorrebbe avere o portata di mano come amico, con cui passare quelle che in arabo, in uno dei significati della parola, si chiamano appunto sahra, le serate a bere e ad ascoltare musica in compagnia. In un'altra cosa invece Khaled non è più quello di una volta: ai tempi in cui !'Fin era ancora al potere in Algeria, la sua giovialità si spegneva di colpo e il "re del rai" si irrigidiva quando durante le interviste si tentava di abbordare qualche argomento politico. Coerentemente del resto con una tradizione del rai (che a onor del vero aveva già i suoi problemi, anche di censura, perché vir T 'intervista r sto come musica "volgare", corruttrice della gioventù) di "non ingerenza" nelle questioni politiche: reticenza che al rai è stata anche a lungo rimproverata. Poi con il trasferimento in Francia, il montare dell'integralismo e quindi il dramma del suo paese Khaled ha imparato ad assumersi le sue responsabilità. Ea parlare senza peli sulla lingua: "visto il problema del Fronte Nazionale che c'è oggi in Francia, vista la nuova politica del governo francese che vuole cacciare via tutti noi immigrati, confesso che quando Aisha ha ottenuto questo premio sono stato molto felice: sono stato felice perché il premio, due palle di cristallo, sono palle tirate contro il razzismo, proiettili lanciati da un arabo e un ebreo (l'autore del brano, il cantante francese Jean jacques Goldmann, n. d.r.) contro il Fronte. Epoi è stata una bella sorpresa, perché quando si esce con un album non si samai quale sarà la canzone numero uno. In Europa, dove ormai la maggior parte degli spettatori ai miei concerti è europea, la gente mi dice: 'Khaled, con le tue canzoni ci dai amore e calore, però non capiamo bene che cosa significano'. Eallora, siccome per via del colonialismo conosco bene il francese, ho voluto cantare in francese per far capire agli altri che cosa vuol dire il rai. Aisha è una canzone d'amore. Il protagonista maschile vuole comprare l'amore di Aisha con l'oro, con i gioielli. Mi piace molto quando la canzone dice: 'Aisha ha risposto: tieniti i tuoi tesori, non voglio niente di tutto questo, voglio soltanto rispetto e amore'. A Orano diciamo: con la forza si può ottenere tutto tranne che l'amore". Così anche un album molto poco rai nella sua superficie musicale, intriso di suggestioni internazionali, nei suoi contenuti, che a parte due canzoni sono comprensibili al solo pubblico arabofono, affonda le sue radici nella più genuina cultura del rai: la donna è ovviamente al centro della maggior parte dei brani, e non mancano due temi classici del rai, la denuncia dei matrimoni combinati e l'ambivalenza dell'alcool, che distrugge, ma, senza compiacimento, è un male necessario per dimenticare le pene d'amore. "Sahra è il deserto - spiega Khaled - un luogo di meditazione, dove non c'è nessuna forma di inquinamento. L'ho chiamato così perché con questo album volevo spaziare a tutto campo. Tutto è cominciato il giorno della firma degli accordi di pace fra arabi ed israeliani a Washington, ero ospite con JeanJacques di Envoyé Special e gli ho proposto di scrivermi delle canzoni: sono Aisha e LeJour viendra. Poi ho lavorato con Philippe Eidel con cui avevo già collaborato per N'ssi N'ssi, sono stato in Giamaica con Clive Hunt e a LosAngeles per lavorare di nuovo con un produtto-

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