È vero. Nella scelta degli attori si procede in modo assolutamente empirico. In Italia non avevo trovato un'attrice giusta per Natalia, una giovanissima che lasciasse un po' di spazio all'imprevedibile, e ho trovato questa ragazzaslovacca, Barbara Bobulova che, imparando a memoria dialoghi che non sempre capiva bene, ha dato un'emozione, ha dato qualcosa di superiore. Per Homburg c'era il grande problema di non prendere né un fotomodello né un attore troppo consumato dal teatro. Andrea Di Stefano è vissuto molto in Usa, ha fatto film indipendenti, ha studiato all'Actor's Studio, e non aveva mai lavorato in Italia. Sapevo benissimo che la sua dizione non era perfetta, ma ho puntato sul temperamento, invece che sulla dizione e anche sulla sua voce un po' strana, priva di accento. A noi basta che un attore sia generoso e che senta il personaggio, e che sia sufficientemente intelligente da capire qualcosa ... Meglio questo tipo di ruvidezza e di imprecisione che non l'alternativa di prendere un attore più maturo. In fondo Kleist esprime il giovane, il ragazzo. Un grande "Principe di Homburg" tu Gérard Philipe. e que6to rimanda un po· anche al tuo Diavolo in corpo! Ma un Philipe oggi dov'è? Anche Ganz, grandissimo nell'Homburg diretto da Stein, andava bene per il teatro, ma in cinema, sul primo piano? Nel ca6t ci 60no nomi come quelli di Crivelli. il mu6ici6ta. e di Lanci. il direttore dell.a totogratia. che vengono da "Le attinità elettive" dei Taviani. da un Goethe che precede di una ventina d'anni l'Homburg di Klei6t e non gli 60miglia attatto ... Il tilm dei Taviani è a6Mi diver6o dal tuo. ma c'era un'attrice che nel tuo avrebbe potuto andar bene come protagoni6ta. Galatea Ranzi. In effetti ci avevo pensato, il dilemma c'è stato. Ammiro molto la Ranzi, ma per Natalia volevo una eCinema ~arcoBellocchio e Sul set del "Principedi Homburg".FotoFarabola come molù che lo hanno vioto ritengono, bello o belliooimo, nel 1:,uoazzardo come nella oua mioura e nel 1:,uoequilibrio teorico-uormale ragazzapiù giovane, volevo che, pur essendo un carattere molto più forte di quello di Homburg, a livello fisiognomico apparisse più giovane di lui, mentre la Ranzi, pur essendo giovanissima, ha qualche anno più di Di Stefano e avrebbe creato con lui un rapporto visivo di madre-figlio, adultagiovane. Volevo una ragazzina, ma con un carattere fortissimo .. La totogratia di "Homburg" è molto notturna. Lanci ha uMto molte candele. mi pare. anche 6e non come Kubrick in "Barry Lyndon" 1 Suquesto c'era un problema. Mentre la lampada a petrolio irradia una luce che può essere, per la fotografia, quasi sufficiente, di candele ce ne vogliono migliaia, come appunto in Barry Lyndon. Lacandela va sostenuta da luci esterne, e ci sarebbe allora il rischio di una falsificazione. Illuminare la notte non è stato facile! Ma la notte è nel testo di Kleist, la esige l'autore. La dimensione del sonnambulismo di Homburg, il suo vedere tra sogno e veglia era qualcosa che mi affascinava moltissimo, che prefigurava tutto un discorso sull'inconscio che solo un uomo di genio come Kleist aveva potuto intuire. Il ritiuto dello p6eudo-reali6mo del cinema italiano di oggi è. come tu 6pe66o ribadi6ci. anche il ritiuto di tutto ciò che è televi6ivo. Non 6i direbbe che tu 6ia un tanatico del ueticcio "comunicazione··. A partire forse da Salto nel vuoto ho cercato di lavorare sulle immagini, di individuare nuove immagini che non possono essere separate da una mia interna ricerca di tipo analitico. Sono cose che vanno insieme. È chiaro che questa ricerca mi distingue dal fatto che in generale il cinema italiano semplicemente non tiene conto che il cinema è fatto soprattutto di immagini. .. li cinema politico e la commedia privilegiano soprattutto le parole, e talora le prediche! Firmi la sceneggiatura da solo, per la prima volta da "I pugni in tasca." L'ultimo film che ho fatto prima di questo, così poco capito e così criticato, aveva la sceneggiatura del solo Fagioli. Invece insieme a lui avevo fatto 'la condanna", e in genere ho sempre lavorato con altri, ma in questo contesto non ne ho sentito il bisogno. Come reagivi all'ironia che ti ha circondato negli anni della collaborazione con Fagioli. o anche ade66o che tutti ti dicono bina/mente liberato dalla 6Ua inbluenza? Per persone come me l'immagine esterna, ma soprattutto interna, è la cosa più preziosa che possiedono. Seun signore scrive un titolo in cui mi dà del "maturato", del "moderato", dello "sconfitto", non è che mi butto dalla finestra, ma certamente mi dispiace, perché quello cui tengo maggiormente è di stare in vita in una dimensione non di sciocca ribellione ma "contro" molte cose, e principalmente contro quel cinema di cui parlavamo prima.
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