Linea d'ombra - anno XV - n. 126 - giugno 1997

a e contrastarla accettandone le ritorsioni, accettando il principio che la legge dev'esserci. In sostanza, quel che voglio dire è che il pazzo è sempre perdente, che occorre avere un'immagine interiore sana, che occorre rivendicare la salute della propria mente e lavorare per essa, a partire dal lavoro sul proprio inconscio. Lamia ribellione è un problema di teoria e metodo su cui in questi anni ho voluto continuamente riflettere, lavorare, è un problema "interno", che presuppone un lavoro assolutamente costruttivo. Co6a che però non c'è in Homburg. L'errore del nostro principe è di aver sottovalutato il Re,e la durezza formale della Legge.L'Eroe dovrebbe saper prevedere, dovrebbe essere coraggioso ma anche prudente, e Homburg non lo è affatto; è come se in lui ci fosse un nucleo inconscio di autodistruzione. È un dato legato al suo tempo, l'Eroe romantico finiva per forza per autodistruggersi, era troppo in anticipo sul suo tempo, e i suoi mezzi non potevano essere adeguati. li nostro principe viene deluso e misconosciuto anche da Natalia, che pure è innamoratissima di lui, ma lo ammira, e vorrebbe tornasse ad essere un grande militare senza intuire la sua visionarietà, la sua diversità, una dimensione che mi affascina appunto come essenzaartistica, come un'idea dell'arte; tutte cose che Natalia non arriva a sentire. Naturalmente Homburg è figlio del suo tempo e non poteva andare più avanti di dove va Homburg come Kleist. C'è nel bilm. e in alcuni altri bilm italiani di oggi. qua6i un bi6ogno di auurontare le C06e 6erie, che non 60no automaticamente quelle 6ociali. e con ciò di6tingueni da quella 6pecie di magma che è il cinema puudo6ociale. la commedia e il politico di denuncia. tirando6i uuori dall'attualità. invocando pro6pettive più alte, meno immediatamente a legate alla "realtà" e al 6UO dominio, che è la cronaca. t il bi6ogno di riacqui6tare una dimen6ione di "nobiltà" alla propria opera 6U problemi ampi.Ne deriva una 6orta di non accettazione nei conuronti delle "regole" del cinema. della cultura dominante di que6ti anni. t il bi6ogno di una dimen6ione più ari6tocratica nei conuronti di una cultura che non ci piace, una dimen6ione però attiva. t proprio que6to. Ladistanza dalla cronaca è accentuata dal fatto che il tuo film è in costume. e che adatta un classico. Non è una novità, c'era già stato li gabbiano, ma in una dimensione più familiare. li romanticismo prefigura un eroe che ha un rapporto diretto con l'inconscio e non lo nega, non lo annulla. e questo c'era nel Diavolo in corpo, ne La condanna, e nel Sogno della farfalla. Lì però il discorso era più interno, mentre qui prende le mosse dal romanticismo, si fa più indiretto e metaforico, e tiene conto di una realtà storica determinata. Pur graziato, Homburg è sconfitto perché accetta la legge. Anche se resta nel testo una dimensione di sogno, ambigua; il lieto fine e senz'altro triste ... Siache si tratti di un sogno, sia che si tratti di realtà. La regia accentua l'ineluttabilità di un meccani6mo tragico. implacabile, una concatenazione 6erratiMima. Non dai tregua. tieni il bilm 6ul bilo di una ten6ione e6trema che porta ver60 la tragedia. In una dimen6ione notturna. di interrogazione e di veglia. li ritmo interno, il rapporto di costruzione e concatenazione delle immagini tra di loro nascono dall'esigenza che un regista avverte crescendo in esperienza e in età; l'esigenza di tenere solo l'essenziale. li film è breve, rispetto alla moda dei film che durano tre ore ... Anche a livello di montaggio, tendo a distillare sempre di più. li testo di Kleist è stato svuotato di tante chiacchiere. di tante cose inessenziali. Abbiamo cercato di lavorare su quelle parti che possono essere trasformate in immagini cinematografiche. Anche la mu6ica. di imitazione romantica. ha una bunzione qua6i hitchcockiana, o langhiana. di accompagnamento neceMario all'azione nel mantenimento della 6U6pen6e. Abbiamo cercato di farne come una terza immagine, qualcosa che fosse sempre all'interno dei sentimenti dei personaggi. Non c'è mai un momento di vero accompagnamento, è una musica abbondante ma tutta interna, e non sostituisce niente. Crivelli lavora dal di dentro, non fa mai una musica, come è abitudine, di amplificazione ricattatoria. "Homburg" 6i direbbe un bilm e6tremamente Mudiato e preparato immagine per immagi.ne, qua6i con lo 6 tory-board. Ho lavorato alla sceneggiatura tagliando e precisando, ma c'è stata una serie di scene che si è montata da sé e altre che hanno più bisogno di aiuto, e penso a quelle della battaglia. Le battaglie hanno le loro esigenze, e noi non eravamo troppo poveri, ma non avevamo neanche schiere di comparse. cavalli o armamenti a disposizione. Abbiamo risolto con una elaborazione immagine per immagine, per ottenere al montaggio il massimo da ciò che avevamo. Quanto al dialogo, io lo volevo diretto, ma non banale, e bisognava sfrondare tutte le similitudini, tutte le immagini di Kleist. Hai scelto come protagonisti due giovani sconosciuti, con una dizione naturalistica, come se ci fosse un certo décalage tra loro e le parole che dicono, con una sincopazione molto dura in Homburg e un italiano perfetto ma da stranieri in Natalia. Non c'è la bella dizione, c'è un po' di epica, di non naturalismo anche in questo ...

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