protagonisti. Mi ebbesembratain minichesiscrivono lettere come quelle tra Elenae Maria, a pensarci, apparirebbero del tutto improbabili. Per questo forse non ho neppure pensato ad altro, se non a due donne. D'altro canto, se fossero stati un uomo e una donna, si sarebbe trattato di una storia d'amore, o comunque un'altra storia, uno spostamento di baricentro. Comunque mi ,wmbra 6igniMcativo che que6te due donne in bin dei conti ribiutano uno 6chema di vita che è 6qui6itamente ma6chile. bandato wl- /a competizione. 6UI dominio. 6UU ·auto-abbermazione egoti6tica. [lena vi.ve in un mondo in competizione. è un tecnico di alto liveUo di un ·azienda chimica. ma è attanagliata da una cri6i: Maria è una donna di origine proletaria ma è parimenti in cri6i. e guarda ca6o vive con un marito pubblicitario che paMa le giornate ad in6eguire improbabili 6pon6or, e per giunta non a Milano ma a Ta.ranto. Forseè significativo. Però con questo film non voglio dire che solo le donne hanno una certa sensibilità mentre gli uomini non ce l'anno. Certo che un personaggio femminile porta una particolare sensibilità, possiamodire in modo naturale. Forse una parte di me vuole dire che se c'è ancora una speranzaè lì, nell' universo femminile, che bisogna trovarla. C'è un'altra co6a che colpi6ce in que6te due donne. Non 6i tratta di per60nalità paMive, non 6ono travolte da un'i6tintività preponderante. Sono con6apevoli - magari al di Là di una razionalita anch'eMa 6empre coniugata al ma6chile - di un di6agio dell'eMerci, dell' eMere al mondo, in que6to mondo. Leacrobate non è un film sul disagio esistenziale, proprio perchè il disagio è dato per acquisito, è in un certo modo immanente, come il contesto sociale, che non è mai neppure accennato, ma è rimente. E cinema ltahano non ricerca,non sperimolti ci menta,non esplora percorsi inediti.O ,a.&~!?:!!~M!!~!!!!~~~!!mic;o~ltg_i!a!!lt[iri __ .!!m[!!e~lio, o fanno solo in pochi. Lacosa sentono profondamente. lo sono tra ha certamente a che fare anche con il questi. Certo, un personaggioestraneo bassonumero di film che si producono al male di vivere non poteva entrare nel in un anno. Ne facessimo,che ne so, mio film. In questo senso Leacrobate è quattocento, qualche apertura consiun film che divide. stente alla ricerca e all'innovazione saVeniamo a un altro piano. IL tuo rebbe molto più possibile. ci.nema in Italia appare un po· i6ola- Ma non c"è anche un altro limite. to. Vagli.odire che tu bai un cinema per e6empio una certa caduta di tenun po· in 60li.tudine. che 6cava nei 6ione cono6citiva. una rinuncia a Mntimellii e nelle emozioni ma tut- 6cavare dietro le apparenze che trataltro che 6olip6i6tico. un cinema che 6bigurano lo 6cenario 60cia/e e cultunon e6clude abbatto /"orizzonte e6ter- raie. 6pecie le apparenze mediologino. il conte6to. ma. al contrario. lo che. In6omma. 11011 è un "incapacità include nelle 6Ue corde interiori. In- di raccontare. e magari ""reinventa6omma, in Italia non hai molti com- re". /'Italia reale? pagni di 6trada. È un'incapacità che forse nasceproNon so che dire. Vediamo di capirci. prio dal fatto che siamo sommersi da Per esempio, come valuti un film come una pseudo-realtà, che si cerca di rac1/ ladro di bambini? contare non rendendoci conto che si Le domande dovrei barle io. Scher- racconta solo il modo in cui si presenta zi a parte. ti ri6pondo che è uno dei e non quale è veramente. Si raccontano rariMimi bilm che appaiono 6inceri cioè delle pseudo-storie. Uno strato mibino in bando. che 6i mette in gioco, stificante che riduce, azzeraperfino la che non bara, e che cerca di 6cavare curiosità, l'esigenzadi scavaredietro il in probondità, magari con una certa velo. È molto facile che il cinema italiadebolezza di 6ceneggiatura. Comun- no si aggrappi ai fatti di cronaca, magari que hai nominato Gianni Amelio. [ all'impegno civile, oggi peraltro un po' poi? romanzato e piuttosto indebolito anche Beh, io credo che i registi che apprez- per il poco coraggio dei produttori e de- • zo di più oggi in Italia sono tutti degli gli autori. Certo, anni fa c'erano più solisolati, cioè fuori dalla corrente, fuori di per il cinema, ma non è solo un proda! coro, se ho capito bene il tuo discor- blema di soldi, non è la ragione princiso. Sevuoi delle indicazioni, i "nuovi" re- pale della debolezzadel cinema italiano. gisti napoletani sono tutti dei solitari, Permettimi di tornare a quella che hai nel sensoche non hanno molte affinità definito la mia solitudine. Non mi sento in comune. Ognuno persegueun proprio un solitario, perché vedo anche il cinediscorso, ha una propria visione del ma del resto del mondo. Senon lo vemondo. dessi, d'altra parte, forse non potrei Mettiamola in un altro modo. Per- neppure farlo, il cinema, resterei bloc60nalmente non 60no minimamente cato in un mondo chiuso, non avrei nesattratto dal cinema italiano, 6e non suno scambio. Alla fine gli stimoli arrida un pugno di regi6ti i cui bilm vado vano anche, e forse soprattutto, dal a vedere in ogni ca6o. confronto con altre culture. Da noi, in Perchési tratta di quelli che rischia- ogni caso, penso che manchi sorattuto il no. E' certo il rischio non appartiene coraggio di osare, di tentare qualcosa di proprio al cinema italiano in questo mo- inedito. Per esempio sull'uso degli attomento, né tra i vecchi, né tra i giovani. li ri, che per lo più vengono incastrati
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