• Il I racConlol Lag Mimmo Lombezzi, giornaliota, è autore di numerooi reportage dagli ocenari di guerra di queoti anni: Golto, ex Jugoolavia, Albania. Ha pubblicato il volume 'Torre di Teochi", oul maooacro in Boonia (Baldini e Caotoldi) Mimmo ombezzi Prodi uscì dall'auto blindata pallido come uno straccio. I vetri posteriori e le fiancate erano graffiati dai colpi di mitra. Un nuovo tic accentuava, l'espressione "parmacotta" del premier, che la satira avversaria aveva schiaffeggiato fin dall'inizio del governo. Per quanti rischi affrontasse, "Mortadella" non aveva e non avrebbe mai avuto la mascella decisionista che richiedevano le circostanze e soprattutto i primi piani delle tv. I ribelli inoltre, si erano mostrati di una crudeltà bizantina. Dopo aver picchiato e immobilizzato la scorta armata, avevano trascinato il premier per le vie del paese con una cipolla in bocca. Poi lo avevano ricacciato insieme ai suoi uomini verso la terra di nessuno a suon di raffiche in aria e di calci in culo. Quando l'auto blindata era ripartita sgommando l'avevano centrata più volte, tanto per lasciare un ricordo indelebile della "trattativa". Un'ora di terrore che non avrebbe risparmiato al premier le battute e le vignette del "Giornale". Già vedeva i titoli: "Cipolla e Mortadella. Miei 'Prodi' indietro tutta! ..." Mentre si rassettava la cravatta tagliata a strisce con una 'pattada' (il coltello della "vendetta sarda"), il primo ministro si chiedeva come avrebbe affrontato la prossima conferenza-stampa. Una gomma dell'auto, bucata dai kalashnikov si sgonfiava lentamente, come la speranza di trovare una soluzione negoziata. I militari, dietro i blindati che circondavano il paese a 5km dal centro, lo guardavano con imbarazzo. Prima che si avventurasse, solo con la scorta, nel settore controllato dai ribelli avevano avvisato: "È tempo perso. Con quelli si parla solo col cannone". Gli uomini della scorta, due dei quali malconci, si affrettarono a sorreggerlo sino all'elicottero che da Vibo Valentia lo avrebbe riportato a Roma. Attraverso il portellone Prodi guardò quell'al-
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