• Il IProbtema AiJ Allora se l'informazione deve passare dalla testa al corpo, dal cervello al cuore ed uscire per essere incisiva, perché poi è il corpo che agisce, non possiamo non dare parola alle resistenze. Il corpo oppone una resistenza insormontabile, se non viene rispettato nei suoi impulsi e nei suoi desideri, nelle sue necessità di mediazione. Quindi bisogna mediare. Quindi informazione morbida, meno rispettosa delle problematiche che le persone hanno di fronte, aiutandole dal "di dentro" delle loro situazioni. Bisogna quindi potenziare la diffusione delle informazioni a circuito anche parziale o ridotto (come è poi il circuito dei consultori), che però costruisce delle imprese comunicative, un altro circuito comunicativo. Quindi dobbiamo sempre accompagnare l'opuscolo con la partecipazione diretta, l'ascolto, la domanda. Bisogna calare i problemi oggettivi nelle reti dell'intersoggettività. Direi che questo diventa fondamentale e possa rappresentare un'indicazione importante per la prevenzione dell'immediato futuro. In conclusione, il counselling. Il counselling è un altro strumento preventivo. Dobbiamo ricordarci, però, che non esiste solo il counselling individuale, ma anche quello gruppale e, molto spesso, ce lo dimentichiamo. Sul counselling individuale voi sapete che abbiamo a disposizione tre "formati", utilizzati in base al tempo che abbiamo a disposizione., (il counselling a sua volta si colloca tra /'information service, /'advice, la terapia focale breve e il rapporto di accompagnamento). Il primo formato (notoriamente il più insufficiente) è quello della trasmissione dell'informazione. Il secondo è quello dell'intervista: acquisire informazioni per dare una migliore informazione (quindi va già nel senso dell'individualizzazione). Il terzo è quello dell'incontro di servizio. È evidente che il terzo formato è il più funzionale, ma ha bisogno di tempo. Non vi intrattengo sul counselling individuale, perché oggi è più importante il counselling di gruppo, rispetto al quale noi dobbiamo esercitare due obiettivi: trasformare la cultura del gruppo di coetanei, e favorire, all'interno di questa cultura, l'acquisizione di capacità negoziali nel rapporto sessuale, soprattutto tra le donne. 3) USCIREDALL'AMBULATORIO Gli interventi di out-reach sono sempre più importanti per raggiungere le popolazioni a rischio che non vengono nei nostri consultori. Dobbiamo porci con forza il problema di come svolgere la nostra funzione "extramoenia", fuori dalla valenza anche protettiva che ci forniscono le nostre sedi. L'Aids ci impone oggi anche questo. Ciò significa scegliere di lavorare con alcuni soggetti sociali, la prostituzione soprattutto. Ma non solo, si richiede anche uno stile di lavoro che sia centrato sulla peer education, sull'educazione del gruppo: individuare gli opinion leaders all'interno del gruppo, e, in qualche modo, interagire con loro, formarli, fornire loro il materiale, fare counselling rispetto a persone che, a loro volta, sono più ascoltate perché si muovono all'interno di parametri culturali che noi non abbiamo. Questo lavoro mi sembra oggi fondamentale: vuol dire stravolgere un po' le nostre pratiche, vuol dire cominciare a fare qualcosa di diverso rispetto a ciò che tendenzialmente facciamo. Vuol dire lavorare con le persone, perché, a loro volta, le persone sono moltiplicatori di intervento, in ambiti che non sono altrimenti raggiungibili. 4) INFINE UN'ULTIMA QUARTA FUNZIONE di essere, come consultori, degli interlocutori socioculturali su tutto il territorio. Lacoscienza, ed anche la forte dignità, di essere punto-rete di un lavoro di comunità. A tutto campo: dagli amministratori ai giornalisti. I giornalisti, che hanno un ruolo fondamentale oggi nel continuare a creare l'immaginario sull'Aids, perché è ancora vero quello che si diceva nel primo decennio: "la diagnosi la fa il medico, ma la prognosi continuano a farla i mass media".La formazione dei giornalisti è quindi un aspetto fondamentale, è una presa in carico: un rapporto con la stampa che sia di spiegazione. di consulenza e che possa consentirci anche qualche telefonatina di richiamo quando la notizia non esce correttamente come avrebbe dovuto uscire. In una strategia di alleanza. Oggi i consultori sono sempre più al centro nella lotta all'Aids. Non solo perché ce lo dice l'epidemiologia, che indica nell'infezione delle donne il rischio dell'immediato futuro, ma ce lo dice anche, permettetemi questa dichiarazione di comune appartenenza, il fatto che siamo qui il sabato e la domenica ad assumerci questi problemi. Grazie.
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