Linea d'ombra - anno XV - n. 126 - giugno 1997

Lestrategiedella paura in cui ci si guarda negli occhi, possibilmente anche in gruppo. 2 ) ESSEREMENO PRESCRITTIVI Partendo dalla complessità, bisogna articolare l'intervento preventivo sulle specificità dei singoli soggetti, rispettando le diverse identità della persona, perché forse, nei loro contesti familiari e di vita, sono in grado di inventare delle modalità appropriate di scelta responsabile, e quindi proprie modalità di gestione del rischio. Si tratta, da una parte, ovviamente, di ridurre al minimo la possibilità di contagio, però consapevoli che le azioni di prevenzione devono essere dinamiche, possono mutare nel tempo ed essere fortemente individualizzate. Sostanzialmente, anche nella prevenzione, non so se siete d'accordo, dobbiamo adottare una logica di riduzione del danno. In quel contesto se io calo l'imperativo assoluto "devi fare così!", non attacca. Devo riuscire a mediare, e quindi, forse, accettare, anche, che ci sia un'assunzione di qualche rischio. È un lavoro su questo tipo di consapevolezza. Quindi di altri strumenti per la singola persona. Siamo consapevoli che non basta conoscere per evitare: dobbiamo mettere a confronto la conoscenza delle persone con il loro vissuto. Allora l'informazione deve trasmettersi e deve trasformarsi in qualche modo in un vasto e articolato processo di espansione dell'interattività, di messa in comunicazione delle persone tra loro, di scambio continuo tra chi informa e chi viene informato. Guardate, oggi, che la stessa innovazione tecnologica mette a disposizione strumenti per l'informazione interattiva, (e l'abbiamo visto con il sessovirtuale), questo problema della necessaria interattività che l'informazione deve promuovere non è stato sufficientemente affrontato dalle stesse organizzazioni che si occupano di Aids. Noi siamo fermi a: "devi usare il preservativo!", anche con il tuo partner stabile, perché non si sa mai. Di fatto la casalinga, che ha il marito che viaggia per lavoro, il preservativo non lo usa. Dobbiamo entrare in queste logiche, se vogliamo essere efficaci, perché forse finora siamo stati troppo ancorati ad una logica di tipo prescrittivo. Perché? Forse abbiamo anche delle buone giustificazioni: perché abbiamo dovuto occuparci per troppo tempo della correttezza delle informazioni date, e non si è avuto tempo per occuparci della modalità con cui venivano date. Labattaglia l'abbiamo portata più sulla correttezza che sulla modalità dell'informazione. ... la scelta di essere partners stabili di persone siero-positive senza porre attenzione alcuna alle precauzioni. Le caratteristiche di questo tipo di atteggiamento sono: un rafforzamento tendenziale, invece che una crisi di indebolimento, del legame col partner alla scoperta della sua sieropositività; la scelta dell' accoppia1!1e~to sessuale senza precauz1on1 come dimostrazione di accettazione totale di amore incondizionato: il rapporto sessuale a conferma di un atteggiamento di dedizione comple~a; 1~ mancanza di precauz1on1 serve a non restituire la percezione della malattia al partner, anzi, quasi a restituirgli un'illusione di normalità ...

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