Linea d'ombra - anno XV - n. 126 - giugno 1997

• Il IProbtema LAMANCANZA DI PAURA Perché la paura che genera stato di allerta non è sufficiente ad evitare situazioni di rischio? Da una parte non viene percepita la paura, viene rimossa. I due scritti di Freud, ancora attualissimi sulla rimozione e sulla negazione, insistono sulla distinzione tra l'una e l'altra, ben definendo come la negazione sia il supporto e l'orpello della rimozione quando quest'ultima sembra non tenere più a sufficienza. Possiamo porre più comodamente il problema in altri termini: quando, ad esempio, si ha consapevolezza della funzione preventiva del condom e quando allo stesso tempo si ha consapevolezza del rischio relazionale e sessuale in cui ci si è messi, perché questi due aspetti non si associano in un comportamento di utilizzo del preservativo? Perché le strategie razionali di selezione dei partner e di protezione hanno poco successo?Per strategie di selezione intendiamo la riduzione del numero di partners e, quindi, l'evitamento di situazioni a rischio. Rispetto ai comportamenti di protezione si intende, soprattutto, il condom, ma anche le pratiche sessuali non penetrative, quindi il safe sex. Ma dove, in quale passaggiomentale o emotivo fallisce il modello concettuale della prevenzione? Esso consta di quattro passaggi, tutti importanti e fondamentali. Proviamo a capire dall'interno quali sono i punti deboli. li primo passaggioconsiste nella corretta informazione. Non è scontato che l'informazione ci sia e tantomeno che sia corretta. li secondo: la corretta e buona informazione deve coniugarsi con la percezione della propria situazione di rischio. Anche ciò non è scontato. li terzo: bisogna accogliere il disagio, il distress relativo al rischio percepito, perché possa determinare lo stato di allerta. Non è automatico, anzi, spesso, al contrario, assistiamo a situazioni in cui l'assunzione del rischio è associata ad una chiara consapevolezza dello stesso. Quarto: la capacità di tradurre questa preoccupazione in una pratica concreta di protezione all'interno della negoziazione sessuale. Quest'ultimo passaggio è ancora meno scontato. Direi che oggi, forse i punti di maggiore debolezza, pur non dandone nessuno per scontato, siano soprattutto il punto 3e il punto 4. Suquesti conviene focalizzare le nostre energie. Si hanno in scala tre diversi livelli nei confronti dell'assunzione del rischio. li primo è la mancata percezione del rischio. In parte può essere ancora dovuta ad ignoranza diffusa: molte ricerche dicono che esiste tuttora un'area di ignoranza diffusa, ma, soprattutto, di mancata percezione del rischio perché il rischio pur essendo percepito, viene tuttavia subito negato. "lo mi fido ciecamente di quella persona, quella persona stupenda con cui intrattengo un rapporto. Comeposso pensare che possa contagiarmi? Non ci posso nemmeno pensare, perché se ci penso rovino subito il rapporto". Eccoun esempio di negazione del rischio. li secondo livello: l'accettazione del rischio. Si accetta il rischio piuttosto che rischiare di rovinare il rapporto, la situazione "magica" che finalmente è capitata o si è riusciti a creare. Avviene qui una valutazione costi/benefici. Ma i costi vengono ritenuti inferiori ai benefici, prevalgono i secondi. Terzo livello: la ricerca deliberata del rischio. "Lo amo, voglio dimostrargli che l'amore per lui non è condizionato, non è limitato dalla malattia, anche su questo terreno. Farei di tutto per farlo sentire una persona normale. Gli

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==